Consegnato al prefetto un documento che richiama l’articolo 11 della Costituzione italiana
Le associazioni chiedono il rispetto del diritto internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite nella prevenzione dei conflitti
LECCO – “Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie. Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile”.
Questo il messaggio lanciato durante il presidio organizzato nella mattinata di lunedì dalla Tavola Lecchese per la Pace, che ha riunito cittadini e associazioni davanti alla Prefettura di Lecco per richiamare l’attenzione sugli ultimi sviluppi della situazione internazionale.

Il presidio si è svolto dalle 10 alle 11 in corso Promessi Sposi. Una delegazione dei promotori è stata ricevuta dal prefetto Paolo Ponta, al quale è stato consegnato un documento elaborato per l’occasione in cui si ribadisce la contrarietà alla guerra e si richiama il principio sancito dall’articolo 11 della Costituzione italiana, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Al centro dell’iniziativa lo slogan “Chi non ripudia la guerra è fuorilegge”, con cui gli organizzatori hanno voluto esprimere forte preoccupazione per il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran e, più in generale, per l’escalation dei conflitti in corso nel mondo.

A spiegare il senso della mobilitazione è stata Raffaella Cerrato, portavoce della Tavola Lecchese per la Pace: “Il nostro sentire è chiaro: chi non ripudia la guerra è fuorilegge. Siamo molto preoccupati per il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, che riteniamo illegale, insensato e ingiustificabile. È un passo ulteriore verso un conflitto sempre più esteso e per questo siamo qui per lanciare un allarme: la pace mondiale è in pericolo”.
La Tavola Lecchese per la Pace, ha spiegato Cerrato, è una rete che riunisce numerose realtà associative del territorio: “Siamo un’associazione di associazioni, realtà culturali, sociali e educative diverse tra loro ma unite dallo stesso obiettivo. La pace è un diritto universale e un bene di tutti. Nel nostro territorio esiste una grande tradizione di associazionismo e di tutela del bene comune, e oggi siamo qui proprio per rappresentare questo spirito civico”.

Durante l’iniziativa i promotori hanno ribadito la richiesta al Governo italiano e ai Paesi dell’Unione Europea di prendere posizione rispetto agli sviluppi della situazione internazionale e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti italiani alle forze armate degli Stati Uniti impiegate nelle operazioni militari.
La delegazione ha inoltre richiamato l’attenzione sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, chiedendo alle istituzioni internazionali di esercitare pienamente il proprio ruolo nel prevenire e fermare i conflitti.
Cerrato ha infine riferito che l’incontro con il prefetto si è svolto in un clima di dialogo: “Ci ha ricevuto con attenzione e disponibilità, ascoltando le nostre preoccupazioni e confrontandosi con noi anche sul quadro internazionale”.

Al presidio erano presenti anche l’assessore al Welfare del Comune di Lecco Emanuele Manzoni e il presidente di Anpi Lecco Enrico Avagnina.
La Tavola Lecchese per la Pace riunisce più di 60 associazioni del territorio, tra cui Anpi Lecco, Emergency (gruppo Nord Adda), Il Coraggio della Pace, Avis Provinciale di Lecco, GIT Banca Etica Lecco, Rete Radie’ Resch Lecco, MASCI Lecco e Agesci Lecco 3. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno delle realtà pacifiste nel richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di soluzioni diplomatiche e sul ruolo delle organizzazioni internazionali nella gestione delle crisi globali.



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