A dieci anni dalla scomparsa, la sua presenza è ancora molto forte
“Quando un ricordo riesce ancora a mettere in movimento tante persone, allora quel legame non è finito”
LECCO – Non è stata una semplice festa quella che si è svolta oggi, 29 agosto, all’oratorio di Acquate. L’intera comunità si è ritrovata per ricordare l’amico Fabio Pozzi a dieci anni dalla scomparsa. Fabio era una persona speciale che è rimasta nel cuore di tutti e che, purtroppo, se n’è andata troppo presto.

Il suo ricordo è stato mantenuto vivo anno dopo anno, ma in occasione del decimo anniversario gli amici del Trial della Birretta hanno voluto riunire tutti, dai più grandi ai più piccolini, a chi Fabio l’ha conosciuto solo attraverso i racconti di chi gli ha voluto bene. Un momento di comunità fatto di sorrisi, esattamente come quello che Fabio aveva sempre stampato sul volto.

Anche noi, oggi pomeriggio, abbiamo avuto la possibilità di respirare quell’aria di leggerezza e nostalgia, ma abbiamo deciso di affidare il racconto dell’evento alle parole (cariche d’emozione e significato) di chi è cresciuto con Fabio e l’ha vissuto. Perché, alla fine, una festa è sincera quando diventa un abbraccio…

“Una festa, a guardarla bene, non è mai soltanto una festa. C’è quello che si vede – musica, sorrisi, tavolate, bambini che corrono e adulti che finalmente si concedono qualche ora di leggerezza – e poi c’è tutto quello che accade prima, dietro le quinte.
Telefonate, messaggi, idee, corse dell’ultimo minuto, piccoli contrattempi e tante persone che, ognuna a modo proprio, contribuiscono a far sì che tutto prenda forma. È proprio lì, nella preparazione, che spesso nasce una parte speciale della festa: il piacere di fare insieme.
Quest’anno, però, c’era qualcosa in più. Un’emozione difficile da raccontare con una sola parola. Perché insieme alla gioia di ritrovarsi c’era la nostalgia per un amico che abbiamo dovuto salutare troppo presto. Una presenza che, pur non essendo più fisicamente accanto a noi, continua a farsi sentire nei ricordi, nelle risate e nelle persone che gli hanno voluto bene.
È stato particolarmente bello vedere quanto entusiasmo abbia accompagnato la preparazione. Gli stati di WhatsApp, uno dopo l’altro, si sono trasformati in una piccola bacheca della festa: volantini, inviti, messaggi, condivisioni. Un gesto semplice, quasi quotidiano, ma capace di raccontare una grande partecipazione.
A esserci sono stati tutti: grandi e piccini, ognuno con il proprio entusiasmo, il proprio sorriso, il proprio modo di dare una mano. Tutti accomunati da un desiderio semplice: ritrovarsi e celebrare il ricordo di un amico.
Ed è forse questo il senso più bello di una festa così. Non cancellare la nostalgia, ma lasciarle un posto accanto alla gioia. Trasformare l’assenza in un’occasione per stare insieme. E scoprire che, quando un ricordo riesce ancora a mettere in movimento tante persone, allora quel legame non è finito.
Ha semplicemente trovato un altro modo per continuare a esserci”.
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