La stazione di Valmadrera ha misurato concentrazioni oltre il limite con 243 µg/m3
Livelli molto alti anche nelle valli e sui laghi: a Perledo 228 microgrammi/m3, a Moggio 215 microgrammi/m3
LECCO – Le condizioni meteorologiche di questi giorni, con forte irraggiamento solare, temperature elevate e stabilità atmosferica hanno portato al secondo episodio di superamento nel corso dell’anno della soglia di allarme per l’ozono (pari a 240 µg/m3). A renderlo noto è stata Arpa Lombardia che ha spiegato come lo scorso 30 luglio, siano state misurate concentrazioni medie orarie superiori a questo valore (soglia di allarme) anche nella stazione di Valmadrera con 243 µg/m3, oltre che nelle stazioni di Calusco d’Adda (provincia di Bergamo) con 246 µg/m3 e con 241 µg/m3 nella stazione di Monza Parco (provincia di Monza e Brianza).
Livelli molto alti, comunque molto superiori alla soglia d’attenzione, sono stati misurati anche a Bergamo (233), Lecco (229), Varese (204), Como (200) oltre che a Monza Centro (226). Dunque centinaia di migliaia di persone sono state esposte a livelli di ozono atmosferico sicuramente dannosi per le loro mucose respiratorie e oculari. L’ozono è un inquinante secondario, generato da precursori, come i gas da traffico (NOx), industria (solventi) e agricoltura (metano di allevamenti e risaie). La sua formazione avviene nell’atmosfera in presenza di forte radiazione ultravioletta, e gli effetti si misurano generalmente in località poste spesso a decine di km, sottovento, rispetto all’origine delle emissioni: si spiegano così gli elevati livelli misurati anche nelle valli alpine o sui laghi. Per esempio, a Perledo si è misurata una concentrazione di 228 microgrammi/m3, mentre a Moggio in Valsassina ci si è attestati a 215.
“L’ozono è classificato tra gli inquinanti climatici – spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -. Si tratta di un gas allo stesso tempo ad effetto serra, quindi in grado di contribuire all’aumento delle temperature, sia un potente inquinante in grado di determinare azioni tossiche su tutti gli organismi viventi, infliggendo danni ai tessuti animali e vegetali. È, dunque, l’ennesima spia chimica e climatica dell’insostenibilità ambientale del sistema insediativo, produttivo ed agricolo della Lombardia, che risulta la regione europea più gravemente colpita da questo inquinante estivo. I livelli altissimi di concentrazione nell’aria che respiriamo sono un indicatore molto preciso della distanza, enorme, che separa le misure ambientali attuate dalla nostra regione dagli obiettivi di transizione ecologica ed energetica”.
I territori lombardi e la soglia di informazione
Superate le soglie di informazione (180 µg/m3) anche in tutte le altre province tranne quella di Sondrio, con un massimo pari rispettivamente a 203 µg/m3 a Odolo (provincia di Brescia), 228 µg/m3 a Erba Buccinigo (provincia Como), 194 µg/m3 nella stazione di via Fatebenefratelli a Cremona, 198 µg/m3 nella stazione di Lodi S. Alberto, 204 µg/m3 a Cormano (provincia di Milano), 200 µg/m3 nella stazione di Mantova S. Agnese, 195 µg/m3 a Casoni Borroni in provincia di Pavia, 218 a Saronno in provincia di Varese.
I consigli
Per minimizzare gli effetti di questo inquinante fotochimico sulla salute, specialmente nei soggetti più a rischio come bambini, anziani o persone con problemi respiratori, è consigliabile evitare il più possibile le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle 12 alle 16. Utile anche una dieta ricca di sostanze antiossidanti a base di frutta o verdura di stagione.
Gli approfondimenti
Sul sito Arpa Lombardia sono disponibili l’informativa ozono https://www.arpalombardia.it/media/lurjewv0/informativa_ozono.pdf e i dati registrati quotidianamente dalla rete di monitoraggio qualità dell’aria Stazioni fisse – ARPA Lombardia.
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