Dati positivi per l’associazione dei donatori di sangue

Crescono i volontari Avis nel lecchese e anche le donazioni

LECCO – Sfiora i 16 mila il numero di associati all’Avis in provincia di Lecco: un esercito di donatori che nel 2018 ha toccato quota 15.912 tesserati ai 19 gruppi comunali dell’associazione, sparsi su tutto il territorio provinciale.

“E’ una crescita, seppur contenuta sul 2017 quando erano 15,7 mila i donatori, ma costante che ha portato l’associazione ha incrementare di molto il numero dei donati dal 2007 ad oggi” ha sottolineato Bruno Manzini, vicepresidente vicario dell’Avis provinciale di Lecco.

Numeri che assumono una decisa rilevanza se facciamo un salto indietro di vent’anni, nel 1995, quando gli associati in provincia di Lecco superavano appena i 9 mila.

Tanti donatori, più gli uomini, soprattutto a Lecco e a Merate

Lecco è la provincia con un’incidenza (7,54) maggiore rispetto alla media delle altre province lombarde (4,19) e addirittura doppia rispetto a quella italiana (3,39).

La maggior parte dei donatori lecchesi (69%) ha un’età tra i 36 e i 64 anni, mentre un circa terzo ha tra i 18 e i 35 anni, il 62% dei donatori sono uomini e il 38% donne.

Tra i gruppi comunali di Avis che contano più donatori ci sono Lecco (5.181) e Merate (2.519), i comuni più popolosi ma anche sede dei due centri trasfusionali degli ospedali Manzoni e Mandic.

Seguono il gruppo di Bellano, su cui convogliano anche i donatori della Valvarrone, fino a Premana, paese che spicca per concentrazione di volontari Avis, circa il 40% della popolazione che è in età da donazione.

Crescono le donazioni

“Un dato che è in controtedenza rispetto ad altri territori è quello delle donazioni, cresciute nella nostra provincia del 8,67% rispetto al 2017. Questo grazie sia all’incremento dei donatori che al lavoro del personale ospedaliero dell’ASST – prosegue Manzini – l’incremento maggiore si è registrato sulle donazioni di sangue intero, +9,3%, stabili sono invece le donazioni di plasma, che necessitano più tempo di lavorazione da parte del personale, già carico di lavoro visto il numero di donatori”.

Giorgio Grasso e Bruno Manzini

A favorire l’incremento di donazioni, ricordano dall’Avis, ha contribuito anche la borsa lavoro per un giovane biologo “che ha consentito di avere una persona in più per la validazione e lavorazione del sangue e liberare un medico per il centro trasfusionale” spiega Manzini.

“Lecco è il grande centro di lavorazione del sangue a livello lombardo, qui confluisce anche la raccolta di Monza e Sondrio – spiega il presidente dell’Avis Provinciale, Giorgio Grassi – Qui vengono lavorate 99 mila unità di sangue ogni anno”.

Una quantità che rende l’area di Lecco non solo in grado di soddisfare il proprio fabbisogno ma anche di essere di aiuto ad altre zone d’Italia, come la Sardegna dove il sangue è necessario per l’alto tasso di anemia mediterranea.

I dati sono stati resi noti in vista dell’assemblea annuale che riunirà i delegati di Avis a Galbiate questo sabato, 23 marzo.

Una lettera di ringraziamento

“Recentemente abbiamo ricevuto una lettera da una ragazza residente nell’hinterland di Lecco, il suo fidanzato ha rischiato di morire in un incidente, è ancora vivo grazie a 15 sacche di sangue ci ha raccontato nella lettera. E’ una donatrice ma solo in quell’occasione, ci ha scritto, si è resa davvero conto dell’importanza di donare”