25 spiagge distribuite tra il Lago di Como e i laghi della Brianza risultano balneabili
Ats ricorda le buone norme per una balneazione sicura
LECCO – L’estate può proseguire all’insegna dei tuffi nel Lecchese. Gli ultimi campionamenti sulle acque di balneazione confermano infatti un quadro ampiamente positivo: 25 spiagge distribuite tra il Lago di Como e i laghi della Brianza risultano balneabili, mentre sono soltanto quattro le aree dove il bagno non è consentito.
È quanto emerge dai controlli effettuati da Ats Brianza, che ha diffuso l’aggiornamento sullo stato di salute delle acque in vista delle prossime settimane di maggiore affluenza.
Tra le località dichiarate balneabili figurano il Campeggio e il Lido Lariano di Abbadia Lariana, il Lido di Colico e il Laghetto di Piona, le spiagge di Rivabella, Pradello e Canottieri a Lecco, Riva Bianca a Lierna, la Spiaggetta di Malgrate, il Lido di Mandello e le spiagge di Onno, Vassena e Limonta nel comune di Oliveto Lario. Via libera anche alle aree di Bellano, Dervio, Dorio, Perledo, Oggiono, Annone di Brianza e Bosisio Parini.
Restano invece non balneabili per tutta la stagione 2026 tre aree già individuate dal Portale Acque di Balneazione del Ministero della Salute: Colico – Inganna (LC 53); Pescate – La Punta; Rogeno – Punta del Corno. A queste si aggiunge la spiaggia della Malpensata di Lecco, dove il divieto è invece temporaneo e non dipende dalla qualità delle acque. In questo caso il provvedimento è stato adottato per la mancata accessibilità in sicurezza della spiaggia e della linea di costa antistante.
Ats Brianza invita comunque alla prudenza. La presenza di cianobatteri, favorita da particolari condizioni climatiche e atmosferiche, può infatti modificare rapidamente la qualità dell’acqua. In presenza di acqua torbida, schiume, mucillagini o colorazioni insolite è consigliabile evitare la balneazione.
Tra le raccomandazioni rivolte ai bagnanti figurano alcune semplici precauzioni: non ingerire l’acqua durante il bagno, fare una doccia subito dopo l’uscita dall’acqua asciugando accuratamente il corpo e sostituire il costume una volta terminata la balneazione.
L’eventuale esposizione ai cianobatteri può provocare irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie, con sintomi quali congiuntiviti, tosse, riniti o crisi asmatiche, oltre a possibili disturbi gastrointestinali.
L’Agenzia di tutela della salute ricorda inoltre che, come già osservato negli anni passati, in alcune aree lacustri possono verificarsi sporadici episodi di dermatite del bagnante, una reazione cutanea attribuibile con ogni probabilità alla presenza occasionale di cercarie nelle acque.
Si tratta di un disturbo generalmente lieve e transitorio, che non rappresenta un serio pericolo per la salute, ma che può causare prurito e arrossamenti della pelle. Per questo motivo Ats invita i cittadini a informarsi e a seguire le indicazioni di prevenzione.
Il quadro della balneabilità resta comunque soggetto a eventuali aggiornamenti: nuovi controlli o provvedimenti delle autorità competenti potranno modificare l’idoneità delle singole aree nel corso della stagione estiva.
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