Viaggio fotografico tra Lecco, Garlate, Vercurago e Calolzio
Il livello del Lago di Como è particolarmente basso in diversi punti, mentre lungo le sponde dell’Adda diventano evidenti porzioni di fondale normalmente sommerse
LECCO – Acqua che si ritira, rive sempre più ampie, fondali che riaffiorano e tratti dell’Adda e dei torrenti ridotti a un filo d’acqua. È il volto dell’estate 2026 che emerge dalla galleria fotografica realizzata tra Lecco, Pescate, Vercurago, Garlate, Olginate e Calolziocorte, dove la lunga fase di caldo e la scarsità di precipitazioni stanno lasciando segni evidenti sul sistema idrico.

Le immagini restituiscono un paesaggio diverso da quello a cui siamo abituati a vedere in estate. Il livello del Lago di Como è particolarmente basso in diversi punti, mentre lungo le sponde diventano evidenti porzioni di fondale normalmente sommerse. Anche l’Adda, nel suo corso verso sud, mostra portate ridotte e ampi tratti in cui l’acqua lascia spazio a rocce, ghiaia e vegetazione.
A colpire è anche la presenza di alghe e vegetazione acquatica, particolarmente evidente nelle zone dove l’acqua è più bassa e il ricambio risulta limitato. Un fenomeno che contribuisce a modificare ulteriormente l’aspetto del lago e del fiume, rendendo ancora più evidente la situazione di sofferenza idrica.
A fotografare con un dato preciso la situazione del Lario è l’ultimo rilevamento effettuato all’idrometro di Malgrate dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi. Il dato, aggiornato a mercoledì 12 agosto 2026, indica un livello idrografico di -28,80 centimetri. Si tratta della quota misurata dall’idrometro di riferimento per il Lago di Como e rappresenta un’istantanea particolarmente significativa delle condizioni del lago in questi giorni.
Il valore conferma quanto è possibile osservare direttamente lungo le sponde lecchesi: l’acqua si è ritirata lasciando scoperte porzioni di rive e fondali e rendendo più evidente la presenza della vegetazione acquatica.
Un deficit idrico che arriva al 50,8%
Il quadro locale si inserisce in una situazione che riguarda l’intera Lombardia. Regione Lombardia sta infatti monitorando con attenzione l’evoluzione della disponibilità della risorsa idrica. Nel corso del Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica del 29 luglio, è stato rilevato un deficit idrico regionale del 50,8% rispetto alla media storica, un valore che avvicina la situazione ai livelli registrati nel 2022, anno particolarmente critico.
Nello stesso periodo, l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto del Fiume Po ha classificato la situazione complessiva del distretto in condizioni di “Severità Idrica Alta”, il livello più elevato previsto dal sistema nazionale di monitoraggio.
Nonostante il quadro sia definito critico, Regione Lombardia precisa che non sussistono al momento i presupposti tecnici e normativi per dichiarare lo stato di crisi o lo stato di emergenza di rilievo nazionale. Secondo gli assessori regionali Alessandro Beduschi e Massimo Sertori, il sistema continua infatti a beneficiare della funzione di regolazione esercitata dai grandi laghi e dagli invasi alpini, oltre che del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nella gestione della risorsa.

Il Lario mostra i segni della siccità
Il dato dell’idrometro si accompagna dunque a una situazione che sul territorio è ormai evidente. Da Lecco a Vercurago, passando per Garlate e Olginate fino a Calolziocorte, la macchina fotografica restituisce un’immagine concreta della severità idrica. Non si tratta soltanto di numeri riportati nei bollettini o nelle tabelle degli osservatori: la situazione è visibile a occhio nudo. Le rive arretrate, le superfici di fondale rimaste scoperte e i bassi livelli dell’acqua trasformano il paesaggio quotidiano del lago e del fiume.
Regione Lombardia sottolinea che la situazione, pur caratterizzata da una severità idrica elevata, non determina al momento un’interruzione generalizzata degli usi civili, agricoli o produttivi. Il monitoraggio prosegue quindi costantemente, in attesa di capire come evolveranno le condizioni meteorologiche.
Per invertire la tendenza sarebbe necessario un ritorno delle precipitazioni in grado di ricostituire gli afflussi ai bacini e interrompere una fase di deficit che, dopo mesi di caldo e poca pioggia, continua a mettere sotto pressione la risorsa idrica. Stando alle previsioni, dopo Ferragosto dovrebbe arrivare l’attesa pioggia.

GALLERIA FOTOGRAFICA
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