Caso Leuci: cause vinte contro l’Inps, risarcimenti per gli ex lavoratori esposti all’amianto

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“Importante precedente per tutti coloro che hanno gli stessi presupposti per intentare altre cause”

La presidente del Gruppo Aiuto Mesotelioma a Roma per un incontro all’Inail: “Abbiamo chiesto il 100% di invalidità per gli ammalati”

LECCO – “Anche l’ultima udienza presso il Tribunale del Lavoro di Lecco ha dato ragione alla richiesta di risarcimento per i benefici previdenziali all’istituto Inps che dovrà risarcire altri 12 ex lavoratori Leuci, su un totale di 25 anni, per aver lavorato in ambiente che li ha esposti alle fibre d’amianto. L’Inps, lo scorso mese, aveva richiesto un ricorso presso il tribunale di Milano per i primi 6 ex lavoratori Leuci, ma anche in questo caso il Giudice del Tribunale di Milano ha dato ragione agli ex lavoratori condannando l’Inps a pagare tutte le spese”.

Ad annunciarlo è stata Cinzia Manzoni presidente del Gruppo Aiuto Mesoteliona esprimendo la propria soddisfazione per questa ulteriore battaglia vinta. Una decisione che rende almeno un po’ di giustizia ad alcuni ex lavoratori che hanno lavorato in ambienti nocivi ed esposti alle fibre killer senza alcun tipo di tutela e protezione.

“Queste sentenze sono importanti perché, dopo la causa vinta dall’avvocato Molteni per gli ex lavoratori della Costa Ferroviaria di Costamasnaga durata 11 anni, ora con la vittoria per l’ottenimento dei benefici previdenziali di alcuni dei lavoratori ex Leuci, si crea un importante precedente per tutti coloro che hanno gli stessi presupposti per intentare altre cause (legge 257/1992 art. 13 rivalutazione contributiva per chi ha lavorato oltre 10 anni in esposizione ad amianto inclusi siti specifici o con >100 fibre/litro e che sono andati in pensione entro ottobre 2003)”.

La presidente ha ringraziato tutti quelli che hanno sostenuto e creduto in questa battaglia,  in primis il dottor Edoardo Bai per il grande lavoro svolto riguardo le numerose perizie fatte e per il lavoro di ricostruzione della catena lavorativa; l’avvocato Roberto Molteni del foro di Lecco che ha portato avanti l’istanza con tenacia, udienza dopo udienza, creando così un precedente che può essere utile anche ad altri.

L’associazione Gruppo Aiuto Mesotelioma in questi anni d’impegno gratuito ha necessità di sostegno anche economico per poter continuare la sua opera (Per donazioni liberali: Gruppo Aiuto Mesotelioma Odv – Banca Intesa San Paolo – Iban IT93D0306909606100000140697). L’associazione è anche alla ricerca di volontari che hanno a cuore l’ambiente e la salute (contatto 329 0915734).

Incontro nella sede Inail di Roma: tempi brevi e invalidità al 100% per i malati

Il 4 marzo scorso presso la sede Inail di Roma si è svolto un importante incontro tra alcune associazioni delle vittime dell’amianto. Organizzato dal presidente dello Sportello Amianto Nazionale Fabrizio Protti, quell’incontro ha portato all’attenzione dell’Onorevole Nunzia Catalfo, già Ministro del Lavoro presente con delega e mandato del presidente Inail Fabrizio D’Ascenzo, una lettera di richiesta dell’associazione Gruppo Aiuto Mesotelioma (GAM) a firma della sua presidente Cinzia Manzoni.

Un accorato appello affinché per gli ammalati di mesotelioma riconosciuti dall’ente Inail come malattia professionale, venga da subito assegnato il massimo grado (100%) come percentuale d’invalidità permanente (con integrazione alla normativa INAIL D.Lgs: 38/2000 e DPR 1124/1965 ) in quanto questa malattia è considerata altamente invalidante.

“In caso di mesotelioma pleurico, malattia non solo invalidante ma che porta a morte certa con un tempo di latenza medio che non supera i due anni, l’Inail non riconosce immediatamente il 100% di invalidità, ma sottopone a visita periodica le vittime, obbligandole a un calvario ingiusto – ha detto Cinzia Manzoni -. Si è portata la testimonianza di malati a cui è stato riconosciuto l’80% con visita effettuata fatalmente il giorno prima della loro morte. Noi associazione chiediamo che venga riconosciuto il 100% di invalidità immediatamente alla diagnosi di mesotelioma”.

Le associazioni ritengono che l’Inail, in quanto ente erogatore di prestazioni, deve correttamente accertare patologia ed esposizione, ma pongono anche come priorità la possibilità di accorciare i tempi in presenza di prognosi severe e finestre temporali ristrette.

“Abbiamo richiamato esempi concreti e casi di malati con tempi incompatibili con l’iter standard, con richiesta di evitare che le tempistiche lunghe diventino ‘abitudine’ – ha continuato Manzoni -. L’incontro si è svolto in un clima di massima collaborazione e di relativo confronto costruttivo e nel rispetto delle parti con la volontà reciproca di: proseguire il dialogo istituzionale; individuare strumenti operativi per migliorare l’efficacia delle procedure e promuovere iniziative normative e amministrative a tutela delle vittime dell’amianto”.

I componenti delle associazioni e Inail hanno deciso di scambiarsi documenti e istanze già in essere o che saranno presentate in futuro: “Mi reputo abbastanza soddisfatta di questo primo incontro e spero in un primo definitivo passo per poter dare finalmente atto a tutte le problematiche che, purtroppo, pesano sugli ammalati e sulle loro famiglie. L’associazione Gruppo Aiuto Mesoteliona chiede a tutti i cittadini un maggior sostegno per ottenere in futuro sempre più diritti e una maggiore attenzione a un tema così importante”.