Convegno ACMT e Fabio Sassi: il volontariato come “lavoro sociale”

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Alessandra Cranchi (fotografia di Simone Sapia)

Confronto con esperti e accademici su valore sociale, organizzazione e ruolo del volontariato nei servizi di cura

La presidente di ACMT Lecco Alessandra Cranchi: “Il volontariato richiede preparazione, continuità e responsabilità”

LECCO – Una riflessione sul ruolo del volontariato tra valore sociale, organizzazione e capacità di rispondere a bisogni sempre più complessi. È questo il cuore del convegno “Il valore del volontariato”, promosso da ACMT ODV Lecco insieme all’Associazione Fabio Sassi ODV e ospitato all’Auditorium Casa dell’Economia di Lecco.

Cristina Masella (fotografia di Simone Sapia)

All’incontro hanno preso parte relatori provenienti dal mondo accademico e professionale, tra cui Laura Campanello, Giorgio Fiorentini, Cristina Masella, Domenico Bodega e Alberto Vittorio Fedeli. I lavori sono stati introdotti dal direttore generale di ASST Lecco Marco Trivelli e coordinati da Virginio Brivio, presidente UNEBA Lecco, mentre le testimonianze dei volontari sono state affidate a Luca Macciachini.

Da sinistra, Domenico Bodega e Alberto Vittorio Fedeli (fotografia di Simone Sapia)

A conclusione del convegno, la presidente di ACMT ODV Lecco Alessandra Cranchi ha espresso soddisfazione per la partecipazione e per la qualità dei contenuti emersi, sottolineando la presenza di volontari, professionisti sanitari e cittadini.
“È stata una mattinata di studio preziosa, serrata e anche innovativa, e per nulla di maniera – ha dichiarato -, capace di mettere al centro il valore autentico del volontariato, le sue potenzialità e anche come prendersene cura”.

Virginio Brivio (fotografia di Simone Sapia)

Nel corso degli interventi, il volontariato è stato analizzato da diverse prospettive: dalle motivazioni personali alla capacità di generare valore sociale ed economico, fino agli aspetti organizzativi e al tema della sussidiarietà.

Particolare attenzione è stata dedicata alla definizione del volontariato come “lavoro sociale”, inteso come un’attività che richiede preparazione, continuità e responsabilità. “Il volontariato non è improvvisazione soprattutto nel nostro ambito – ha affermato Cranchi -: è un lavoro nel senso più alto del termine, fatto di competenze, dedizione e capacità organizzativa”.

Guardando alle sfide future, Cranchi ha evidenziato la necessità di rafforzare la sussidiarietà e la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e realtà del territorio, puntando sulla coprogettazione come strumento per dare risposte più efficaci e durature ai bisogni di cura.