Covid. Signorelli: “La seconda ondata è in corso: più casi tra i giovani e meno gravi”

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L’esperto di sanità, il prof. Carlo Signorelli sull’aumento dei casi di Covid

“Lecco è in una fascia intermedia rispetto ad altri territori, ma c’è da attendersi un peggioramento”

LECCO – “La seconda ondata è ormai purtroppo in corso, fortunatamente con infetti più giovani e questo contribuisce ad avere pochi casi gravi bisognosi di ricoveri in terapia intensiva”.

Sono le impressioni del prof. Carlo Signorelli, lecchese, professore di Igiene e Sanita’ pubblica all’Universita’ Vita e Salute San Raffaele di Milano e all’Universita’ di Parma e tra gli esperti di sanità coinvolti nei mesi scorsi da Regione Lombardia.

Dopo una parentesi estiva più lieta, in questi giorni i casi di Covid riscontrati stanno aumentando sul territorio lombardo, in provincia di Lecco in modo meno marcato che altrove ma comunque l’aumento di soggetti positivi al virus si sta verificando anche da noi.

“Per quanto riguarda la Lombardia – spiega Signorelli – le province meno colpite dalla prima ondata sembrano abbiano curve epidemiche in crescita esponenziale tra queste Varese, Como, Monza Brianza e Milano che, essendo di dimensioni maggiori, fa salire di molto i numeri totali. Lecco era in una fascia intermedia in primavera e lo è anche attualmente”.

“Nelle prossime settimane – avvisa Signorelli – c’è da attendersi un peggioramento di questa situazione”.

Nel frattempo il Governo ha varato un nuovo Dpcm e quindi le nuove misure per cercare di contenere il virus: “E’ un primo segnale – commenta Signorelli – ma a mio avviso non sufficiente per fermare questa seconda ondata. E’ possibile che si debba intervenire nuovamente nei prossimi giorni a livello statale o regionale con qualche ulteriore restrizione”.

Contemporaneamente sta per iniziare la campagna di vaccinazioni contro l’influenza stagione: “Continuiamo a ritenere che sia importante vaccinarsi per almeno due motivi: rinforzare le risposte immunitarie ed evitare di avere sintomi che possono essere scambiati per Covid-19. L’influenza fino alla scorsa stagione ha colpito duramente e quindi il vaccino è auspicabile negli anziani e nei pazienti fragili, oltre che nel personale sanitario”.