Da Rancio a Sohag e Khammam: il dono delle campane nel ricordo di Mazzucconi

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(foto di Giancarlo Airoldi)

Ieri la prima giornata della festa per i 200 anni dalla nascita del missionario lecchese con monsignor Thomas Habib, vescovo di Sohag

Al cimitero di Rancio installata e benedetta la targa dedicata al Beato

LECCO – La memoria del Beato Giovanni Mazzucconi è tornata al centro della comunità di Rancio nella prima giornata della festa che conclude le celebrazioni per i 200 anni dalla nascita del missionario lecchese.

La giornata di ieri si è aperta al Santuario di Santa Maria Gloriosa di Rancio con la celebrazione della Santa Messa in memoria del Beato, presieduta da monsignor Thomas Habib, vescovo di Sohag, in Egitto.

La celebrazione ha rappresentato uno dei momenti centrali della giornata inaugurale dei quattro giorni di festa in programma nel rione dal 10 al 13 settembre, organizzati a conclusione dell’anno dedicato al bicentenario della nascita di Giovanni Battista Albino Mazzucconi, nato a Rancio il 1° marzo 1826 e morto nel 1855 durante la sua esperienza missionaria in Oceania.

(foto di Giancarlo Airoldi)

 

Al termine della Messa, la commemorazione si è spostata al cimitero, dove è stata benedetta la targa dedicata al Beato. A seguire si è svolta l’inaugurazione delle campane che saranno donate alle chiese di Sohag, in Egitto, e di Khammam, in India: un gesto che ha idealmente collegato Rancio ai territori in cui oggi prosegue l’impegno delle comunità missionarie.

La presenza di monsignor Thomas Habib ha dato un respiro internazionale alla serata, inserendo il ricordo del missionario originario di Rancio in una dimensione che va oltre i confini della città. Mazzucconi fu infatti tra i primi ad aderire al Seminario Lombardo per le Missioni Estere, poi divenuto PIME, e partì per l’Oceania nel 1852, trovando la morte tre anni dopo a Woodlark, nell’attuale Papua Nuova Guinea. Fu proclamato Beato da Giovanni Paolo II nel 1984.

(foto di Giancarlo Airoldi)

La giornata inaugurale ha così dato avvio al programma conclusivo delle celebrazioni del bicentenario, riportando nel cuore di Rancio la figura di un sacerdote e missionario la cui storia continua, a due secoli dalla nascita, a rappresentare un punto di riferimento per la comunità locale e per il legame storico con il mondo missionario.

QUI IL PROGRAMMA DELLE PROSSIME SERATE

Fotografie di Giancarlo Airoldi

 

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