L’assessore all’Istruzione del Comune di Lecco difende il decreto approvato in Cdm
“Non va contro la multiculturalità, che riteniamo un valore, ma verso la promozione di un’integrazione reale”
LECCO – Il nuovo decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri entra anche nel dibattito locale. Tra le misure più discusse c’è il limite del 30% alla presenza, nelle classi, di alunni con cittadinanza non italiana che presentano determinate caratteristiche legate alla conoscenza della lingua e al percorso scolastico. Il provvedimento prevede infatti criteri differenti a seconda del grado di scuola e tiene conto anche del livello di integrazione già raggiunto dagli studenti.
Una misura che, secondo l’assessore all’Istruzione del Comune di Lecco Angela Fortino, nella realtà lecchese non dovrebbe avere un impatto particolarmente significativo.
“E’ una misura nata per correggere alcuni squilibri che, fortunatamente, nella nostra città non si presentano in misura significativa”, spiega Fortino. “L’unica situazione riguarda la scuola De Amicis, dove la percentuale di alunni stranieri è più alta, ma c’è da precisare che, come indicato dalla norma, se gli alunni hanno già frequentato una scuola dell’infanzia non rientrano nel conteggio del 30%, perché di fatto vengono considerati già integrati”.
Il punto, per l’assessore, non è dunque tanto quello di limitare la presenza di bambini stranieri nelle classi, quanto quello di intervenire laddove la barriera linguistica può rendere più complesso il percorso scolastico e l’integrazione.
“Le polemiche nate intorno al decreto sono sterili”, sostiene Fortino. “L’integrazione è importante per i bimbi stranieri ma anche per quelli italiani. È chiaro che se gli alunni conoscono poco e male la lingua, le interazioni sono più difficili: tra i bambini stessi, tra alunni e docenti e anche tra i docenti e le famiglie”.
Proprio il rapporto tra scuola e famiglia rappresenta, secondo l’assessore, uno degli aspetti centrali. “Ritengo fondamentale l’alleanza scuola-famiglia nel ruolo educativo, ma spesso in queste situazioni la scuola non riesce a dialogare con la famiglia per una barriera linguistica. La misura è volta a recuperare questo gap”.
Il decreto prevede infatti anche interventi legati all’apprendimento della lingua italiana, con la possibilità di coinvolgere i genitori di alunni con difficoltà linguistiche in percorsi di alfabetizzazione. Tra le altre novità contenute nel provvedimento ci sono inoltre disposizioni sul volto coperto negli istituti scolastici e ulteriori misure relative all’organizzazione e ai percorsi di studio.
A Lecco, ha ricordato l’assessore, un percorso specifico per accompagnare i bambini appena arrivati in Italia è già stato avviato. Si tratta del progetto NAI, “Nuovi arrivati in Italia”, attivato in accordo tra l’ufficio scolastico territoriale e il Comune di Lecco a partire dal secondo quadrimestre dello scorso anno scolastico. Il progetto consente ai bambini stranieri non nati in Italia di usufruire di un sostegno linguistico e di essere accompagnati in un percorso di integrazione, intervenendo quindi proprio su una delle criticità individuate dal nuovo provvedimento.
L’assessore considera quindi il nuovo decreto come un ulteriore passaggio nel percorso di integrazione, pur sottolineando che sarà necessario attendere i protocolli attuativi per capire concretamente come le nuove disposizioni verranno applicate. “C’è del lavoro da fare, ma la strada è giusta”, conclude. “La multiculturalità è un valore aggiunto nelle nostre scuole, ma deve essere un’integrazione reale“.
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