Obiettivo garantire una risposta ai bisogni sanitari di lieve complessità nelle Comunità Alloggio Disabili e nei Centri Socio Educativi
Il modello potrà essere esteso anche ai servizi per gli anziani
LECCO – Migliorare la presa in carico delle persone con disabilità, garantendo una risposta più efficace anche ai bisogni sanitari di lieve complessità all’interno delle strutture sociali. È questo l’obiettivo del percorso avviato da ATS Brianza, che nelle scorse settimane ha riunito a Lecco e Monza i principali attori del territorio per costruire un nuovo modello organizzativo condiviso.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che, pur non erogando prestazioni sanitarie per definizione e per caratteristiche organizzative, le unità d’offerta sociali si trovano quotidianamente ad affrontare esigenze sanitarie semplici, come la somministrazione di farmaci o l’esecuzione di medicazioni, che rappresentano spesso un punto critico nella gestione degli utenti.
Su questo tema il direttore sociosanitario di ATS Brianza, Antonio Colaianni, ha promosso fin dall’inizio del proprio mandato un percorso di riflessione finalizzato a individuare soluzioni che rispettino le normative vigenti e le competenze professionali previste per le strutture sociali, senza compromettere la qualità dell’assistenza.
Per questo motivo ATS Brianza ha avviato un percorso di confronto e coprogettazione con i principali soggetti della rete territoriale della disabilità, coinvolgendo ATS, ASST Brianza, ASST Lecco, enti gestori, servizi sociali comunali e medici di assistenza primaria, con l’obiettivo di costruire un sistema capace di garantire una risposta coordinata ai bisogni complessivi delle persone accolte nelle Comunità Alloggio Disabili (CAD) e nei Centri Socio Educativi (CSE).
L’iniziativa rientra nelle attività previste dalla Delibera di Giunta Regionale XII/5589 del 30 dicembre 2025, che promuove la raccolta sistematica dei bisogni sanitari delle persone con disabilità e lo sviluppo di interventi di comunità volti a rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali.
I primi due tavoli di lavoro si sono già svolti il 9 luglio nella sede ATS Brianza di Monza, dedicato alle Comunità Alloggio Disabili, e il 14 luglio nella sede ATS Brianza di Lecco, dove il confronto si è concentrato sui Centri Socio Educativi.
Nel corso degli incontri è stato illustrato il modello organizzativo che guiderà il progetto. La prima fase prevede una rilevazione sistematica dei bisogni sanitari delle persone accolte nelle strutture, attraverso il coinvolgimento diretto degli enti gestori, dei caregiver, dei medici di medicina generale e dei servizi sociali. Successivamente verrà effettuata una prima classificazione dei bisogni in base al livello di complessità.
Per le situazioni considerate a bassa complessità, il modello punta a valorizzare l’accesso programmato ai servizi delle Case di Comunità e alla rete territoriale già esistente. Nei casi che richiederanno invece una presa in carico più articolata, entreranno in gioco le Équipe di Valutazione Multidimensionale (EVM) delle ASST, che predisporranno progetti individualizzati condivisi e monitorati nel tempo.
Un ruolo determinante sarà affidato anche ai Servizi sociali dei Comuni, chiamati a contribuire alla costruzione di percorsi realmente integrati tra componente sanitaria, sociosanitaria e sociale.
Particolare attenzione sarà inoltre riservata al raccordo con i medici di assistenza primaria, alla formazione degli operatori delle strutture e al coinvolgimento dei caregiver, così da garantire maggiore continuità assistenziale, appropriatezza degli interventi e sicurezza nella gestione degli utenti.
Il progetto sarà accompagnato da un sistema di monitoraggio basato su indicatori di processo, qualità ed esito, che consentirà di verificare l’efficacia del nuovo modello e apportare eventuali miglioramenti. Tra gli obiettivi individuati figurano il rafforzamento della presa in carico integrata, una migliore continuità assistenziale e la riduzione degli accessi impropri ai servizi di emergenza.
Una volta definite le procedure operative condivise tra enti gestori, ASST e servizi territoriali, il modello sarà ulteriormente sviluppato con il contributo dei referenti delle Cure Primarie e dei Servizi sociali comunali per completare il percorso di integrazione.
«Questo percorso rappresenta un’importante occasione di ascolto e confronto tra tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico delle persone con disabilità – dichiara il direttore sociosanitario di ATS Brianza Antonio Colaianni –. L’obiettivo è costruire, attraverso un lavoro condiviso, modelli organizzativi capaci di intercettare precocemente i bisogni sanitari, favorire risposte integrate e garantire percorsi assistenziali appropriati e sostenibili. La collaborazione tra ATS, ASST, enti gestori e servizi sociali costituisce un elemento fondamentale per rafforzare la continuità tra dimensione sanitaria, sociosanitaria e sociale, ponendo sempre al centro la persona e il suo progetto di vita».
Il confronto proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri territoriali e ulteriori momenti di condivisione, finalizzati alla definizione definitiva delle procedure operative. L’obiettivo dichiarato di ATS Brianza è quello di creare un modello stabile e replicabile che, dopo la sperimentazione nei servizi dedicati alla disabilità, possa essere progressivamente esteso all’intera rete dell’offerta sociale, con particolare attenzione alle strutture rivolte alla popolazione anziana.
Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.
Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.
RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL































