Disguido alle Poste, un lettore arrabbiato racconta la sua odissea

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“Vittima di un errore non mio, eppure nessuna tolleranza”

Una piccola svista che ha creato parecchi disagi

LECCO – Una mattinata di lavoro persa per ritirare una busta. Un lettore arrabbiato ha voluto raccontare attraverso una lettera lo spiacevole episodio avuto oggi a causa di Poste Italiane concludendo con una riflessione: “Sono stato vittima di un errore delle Poste ma, difronte all’evidenza, perché non usare un po’ più di tolleranza?”

“Nella giornata del 14 gennaio scorso ricevo un avviso di giacenza dove era indicato solo il mio cognome per il ritiro di una raccomandata. Stamane mi reco nell’ufficio di corso Matteotti per il ritiro, presento il solito documento di identità ed ecco che sorge l’inghippo. Sul plico c’è il nome di mia figlia quindi io non lo posso tassativamente ritirare. Faccio presente più volte alla solerte impiegata che sull’avviso era indicato solamente il mio cognome ma lei è irremovibile. Pur ammettendo che l’errore è stato commesso da chi ha lasciato un tagliando compilato solo parzialmente non acconsente al ritiro”.

“Faccio presente che ho anche perso ore del mio lavoro ma non c’è niente da fare – continua il lettore -. Vedendomi parecchio arrabbiato mi dice che, se voglio, posso fare un reclamo scritto oppure on line. Come se servisse a qualcosa aggiungo io. Visto che l’errore era palesemente loro, penso che sarebbe bastato un minimo di tolleranza per risolvere il problema. So che ci sono cose ben più importanti nella vita però volevo sottolineare che, a causa di una piccola svista, si possono creare notevoli disagi ai cittadini”.
Mauro Lanfranchi