Don Walter saluta Acquate: nuovo incarico a Milano e all’Università Cattolica

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Don Walter Magnoni
Don Walter Magnoni

L’annuncio durante la messa prefestiva di oggi: da settembre don Walter verrà trasferito. Al suo posto arriverà don Luca Tocchetti

“Quando ti trovi bene in un posto, la prospettiva di chiudere un’esperienza è sempre faticosa. Questi sono stati anni belli, oggettivamente anni belli”

LECCO – La notizia è arrivata durante la messa prefestiva di oggi, sabato e per i fedeli della Comunità Pastorale Beata Vergine di Lourdes (Acquate, Bonacina, Olate) ha avuto l’effetto di “un fulmine a ciel sereno”. Dopo cinque anni di ministero, don Walter Magnoni lascerà infatti la guida della Comunità Pastorale per assumere un nuovo incarico a Milano, all’interno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

L’annuncio ufficiale è stato dato questa sera col messaggio firmato dal vicario episcopale monsignor Gianni Cesena, nel quale si comunica che l’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Enrico Delpini ha chiesto a don Walter “di mettersi a disposizione per un tempo più ampio di servizio nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano”. A partire dal prossimo settembre il sacerdote lascerà quindi Lecco per trasferirsi nel capoluogo lombardo, dove risiederà in una parrocchia milanese collaborando anche nelle attività pastorali ordinarie.

Don Luca Tocchetti
Don Luca Tocchetti (credit photo chiesadigaviratecomerio.it)

Contestualmente è stato comunicato anche il nome del successore: sarà don Luca Tocchetti, oggi vicario della Comunità Pastorale SS. Trinità di Gavirate. Nato nel 1976 e ordinato sacerdote il 12 giugno 2004, ha già svolto il proprio ministero a Lonate Pozzolo e Bovisio Masciago.

Nel messaggio rivolto ai fedeli, monsignor Cesena ha ringraziato don Walter “per il ministero svolto qui a Lecco con entusiasmo e larghezza di vedute a favore sia delle vostre parrocchie sia dell’intera città”, invitando la comunità ad accompagnare con la preghiera sia il parroco uscente sia quello in arrivo.

Parole che hanno attraversato una comunità profondamente legata a un sacerdote che, in questi anni, è diventato molto più di una semplice guida spirituale. Don Walter ha costruito un rapporto diretto con il territorio, con gli oratori, con le famiglie, ma anche con quel mondo della montagna che ha sempre raccontato come parte integrante del suo modo di vivere la fede e le relazioni.

Ed è proprio parlando del distacco da Lecco che emerge tutta la dimensione personale di questo passaggio. “Quando ti trovi bene in un posto, la prospettiva di chiudere un’esperienza è sempre faticosa”, racconta don Walter. “Questi sono stati anni belli, oggettivamente anni belli”.

Arrivato nel 2021, in una città che usciva lentamente dagli anni del Covid, il sacerdote descrive la sua Comunità Pastorale come una realtà “viva e vivace”, capace di coinvolgere giovani, adulti e anziani, dove “non mancano le iniziative” e dove ha trovato “grande collaborazione da parte di tutti”.

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Don Walter Magnoni

Nelle sue parole non c’è soltanto il racconto di un incarico pastorale, ma quello di relazioni costruite nel tempo. “Porto con me rapporti belli, profondi. Porto con me confidenze raccolte, fatiche condivise, l’aver accompagnato il nascere e il morire”. E ancora: “Battesimi, matrimoni e funerali non sono stati semplicemente riti, ma incontri”.

Il trasferimento verso Milano, spiega, non nasce però da una decisione improvvisa. “La richiesta era iniziata già da qualche anno. L’anno scorso si era formalizzata, ma avevamo detto con l’Arcivescovo che era ancora presto. Quest’anno si è ripresentata e mi è stato chiesto di assumere questo incarico”.

Il nuovo impegno sarà a tempo pieno all’interno dell’Università Cattolica. Don Magnoni continuerà l’attività di insegnamento già avviata nella facoltà di Economia, ampliandola anche alla facoltà di Scienze Politiche e Sociali, dove sarà referente per la teologia. Seguirà inoltre la FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e alcuni progetti dedicati al dialogo tra diocesi e università.

“Il mondo soffre per mancanza di pensiero”, osserva don Walter richiamando Paolo VI, per il quale il nuovo incarico all’Università Cattolica rappresenta anche la possibilità di lavorare ancora di più sul dialogo con i giovani e sulle grandi domande della contemporaneità. “Oggi c’è necessità di luoghi dove si provi a pensare in profondità, interrogandosi sulle grandi domande della vita”.

Don Walter Magnoni parroco di Acquate
Don Walter Magnoni parroco di Acquate

Ma è quando il discorso torna su Lecco che le parole diventano più personali. Don Walter parla della sua comunità come di una casa lasciata dopo anni vissuti intensamente, tornando con la memoria ai volti incontrati lungo il cammino pastorale: i ragazzi dell’oratorio, le famiglie, il mondo dello sport, dell’alpinismo, del teatro. “Qui ho incontrato uomini e donne molto calorosi e accoglienti, persone che tante volte hanno saputo aprire il loro cuore”, racconta.

E dentro questo legame c’è inevitabilmente anche la montagna, presenza costante del suo ministero lecchese. Non soltanto una passione personale, ma un modo concreto di vivere relazioni e comunità. Negli anni aveva ideato le “domeniche in montagna”, occasioni per camminare insieme almeno una volta al mese, condividendo sentieri, silenzi e riflessioni.

Un’esperienza che ora immagina di portare anche nella nuova vita milanese. “Mi piacerebbe fare dei sabati in montagna con gli universitari, portarli a camminare su queste montagne e favorire incontri con le persone di questi luoghi”, spiega.

Don Walter Magnoni
Don Walter Magnoni

“E forse c’è proprio dentro un’immagine di montagna il senso più profondo di questo addio. Quest’anno don Walter non sarà tra i runner della ResegUp, gara che negli anni aveva vissuto spesso da protagonista lungo i sentieri lecchesi. Stavolta vorrebbe fermarsi più in alto, sul Resegone, ad aspettare il passaggio degli amici. “Mi piacerebbe salire e guardarla dall’alto”, racconta.

Un modo diverso di esserci, senza allontanarsi davvero. Non più dentro la corsa, ma accanto a chi continuerà a percorrere quei sentieri condivisi in questi anni. Ad aspettare uno a uno gli amici in vetta, insieme ad altre persone con cui ha costruito relazioni, comunità e pezzi di vita.

Quasi un passaggio simbolico: salutare Lecco dall’alto delle sue montagne, osservando da lontano quella comunità che per quattro anni ha camminato insieme a lui.

Impossibile, parlando di don Walter, non finire inevitabilmente sull’Inter. E allora, nel solco dell’ironia che in questi anni ha accompagnato tanti momenti di quotidianità Acquatese, c’è chi scherza sul fatto che il “doblete” nerazzurro – scudetto e Coppa Italia – possa almeno in parte addolcire la malinconia del trasferimento del neroazzurro Don Walter.

A pochi passi dalla casa parrocchiale di Acquate, però, il cambio di destinazione del sacerdote sembra strappare anche un mezzo sospiro di sollievo a Romeo ed Ettore Vassena, titolari del Bar Vitali e milanisti doc. Dopo le recenti vittorie nerazzurre, ai due non sono mancate le bonarie punzecchiature calcistiche di don Walter durante l’immancabile pausa caffè. Ordinazione quasi rituale, pronunciata con ironica soddisfazione: “Per me un caffè nerazzurro… macchiato, grazie”. E dietro il bancone, tra sorrisi e finta rassegnazione, i due proprietari rossoneri costretti ancora una volta a incassare. Anche in queste piccole scene quotidiane si misura il legame costruito negli anni da don Walter con la sua comunità.

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