Tecnologie avanzate, ricerca e sensibilizzazione al centro delle strategie per aumentare i trapianti e salvare più vite
Cresce però il problema delle opposizioni alla donazione
LECCO – Rafforzare la cultura della donazione, investire sull’innovazione e aumentare il numero dei trapianti per ridurre le liste d’attesa: sono queste le direttrici emerse dal convegno dedicato a donazione e trapianti d’organo, svoltosi a Palazzo Lombardia, che ha ribadito il ruolo guida della Regione Lombardia nel panorama sanitario nazionale ed europeo.
L’incontro, promosso dalla rivista Italian Health Policy Brief con il supporto delle istituzioni, ha riunito esperti, rappresentanti del sistema sanitario, università e associazioni, offrendo un quadro aggiornato di uno dei settori più strategici del Servizio sanitario nazionale.
Nonostante l’Italia si confermi ai vertici europei con oltre 4.500 trapianti effettuati nel 2025, resta ancora elevata la domanda di organi. Le liste d’attesa continuano infatti a rappresentare una criticità, con tempi spesso incompatibili con le condizioni dei pazienti. In questo contesto, la Lombardia si distingue per risultati e capacità organizzativa.
Nel corso del convegno è stata inoltre evidenziata la necessità di un aggiornamento del quadro normativo nazionale, a partire dalla legge 91/1999, che disciplina il sistema della donazione e dei trapianti e che appare oggi in parte superata rispetto alle nuove esigenze organizzative e alle sfide poste dall’innovazione scientifica.
“I recenti dati – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – confermano il primato della Lombardia nei trapianti, grazie a una rete sanitaria diffusa e multidisciplinare che si impone come modello d’eccellenza internazionale. La reattività del sistema, dimostrata anche dalla Banca dei Tessuti del Niguarda, garantisce autosufficienza e sicurezza clinica. L’obiettivo ora è consolidare questa leadership regionale aumentando il numero di donatori entro il 2026. Per farlo, la Lombardia punterà sulla cultura del dono e su campagne informative efficaci, trasformando l’efficienza clinica in un successo di partecipazione civile”.
Sulla stessa linea l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, che ha evidenziato come i risultati ottenuti siano frutto di una programmazione solida e di una rete capillare di professionisti. “Per ridurre concretamente le liste d’attesa dobbiamo però lavorare su più leve: potenziare l’organizzazione, rendere accessibili le tecnologie più avanzate e contrastare il tasso di opposizione alle donazioni, ancora troppo elevato. Il mio ringraziamento più profondo va alle famiglie e ai donatori: la loro generosità è il motore che permette alla nostra sanità di compiere questi miracoli quotidiani”, ha spiegato.
“Ricerca e innovazione sono asset decisivi per il futuro della medicina – ha dichiarato l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, sottolineando – come il progresso tecnologico stia trasformando radicalmente la donazione di organi. L’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale permette oggi di ottimizzare ogni fase del processo: non solo migliorando la compatibilità clinica, ma garantendo standard più elevati nella conservazione e nel monitoraggio post-operatorio delle complicanze”.
Tra i fattori chiave indicati durante il convegno, un ruolo centrale è svolto dall’innovazione tecnologica. Le nuove tecniche di perfusione degli organi consentono infatti di migliorare la conservazione e aumentare il numero di organi utilizzabili, ampliando le possibilità di trapianto e salvando più vite.
“Le tecnologie di perfusione rappresentano una rivoluzione – ha evidenziato Claudio Francesco Russo, direttore della Struttura complessa di Cardiochirurgia e del Trapianto di cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano – consentono di prolungare i tempi tra prelievo di organo e trapianto, di valutare e ottimizzare la qualità degli organi mantenendoli in condizioni parafisiologiche e, in molti casi, di rendere utilizzabili organi che prima non lo sarebbero stati. Questo significa aumentare concretamente il numero dei trapianti possibili”.
“L’innovazione è una leva fondamentale per ampliare le possibilità di trapianto, soprattutto in ambiti complessi come il polmone – ha aggiunto Andrea Dell’Amore, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica, Azienda Ospedaliera Universitaria degli Studi di Padova – ma le nuove opportunità offerte dal progresso tecnologico devono trovare corrispondenza nel rafforzamento della cultura della donazione”.
Resta però centrale il tema culturale. I dati più recenti evidenziano un aumento delle opposizioni alla donazione, segnale che impone un rafforzamento delle campagne di sensibilizzazione. “È fondamentale continuare a investire in modo strutturato nella cultura della donazione, solo rafforzando la consapevolezza e la fiducia nel sistema possiamo trasformare la volontà di donare in una scelta diffusa e responsabile, capace di salvare sempre più vite”, ha ribadito Flavia Petrin, presidente AIDO.
La sfida, dunque, è duplice: da un lato innovare e potenziare il sistema sanitario, dall’altro ricostruire una fiducia diffusa nella donazione, trasformandola in una scelta sempre più condivisa.
Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.
Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.






RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL






































