Il segretario generale Mirco Scaccabarozzi richiama l’attenzione sul riconoscimento del femminicidio come specifico reato
Il sindacato chiede un impegno che vada oltre il piano penale, coinvolgendo scuola, media, luoghi di lavoro e corpi intermedi
LECCO – La Cisl Monza Brianza Lecco richiama l’attenzione sulla necessità di contrastare la violenza contro le donne anche sul piano culturale e sociale, sottolineando l’importanza del recente riconoscimento del femminicidio come specifico reato nel codice penale. A sostenerlo è il segretario generale Mirco Scaccabarozzi.
La legge 181/2025 ha infatti modificato il codice penale, riconoscendo il femminicidio come specifico “atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio” nei confronti di una donna e prevedendo la pena dell’ergastolo o comunque una condanna non inferiore ai 24 anni.
Per il sindacato, la violenza sulle donne rappresenta essenzialmente un problema maschile e, proprio per questo, le azioni necessarie a contrastare un fenomeno ritenuto endemico devono concentrarsi innanzitutto sugli uomini e sui modelli culturali che alimentano una presunta supremazia maschile.
La Cisl Monza Brianza Lecco critica inoltre le posizioni di chi nega l’esistenza stessa del femminicidio, ritenendo che tale atteggiamento equivalga a non riconoscere una cultura della sopraffazione e una forma di virilità tossica fondata sul possesso e sul controllo delle donne. La promozione di una reale parità di genere, viene sottolineato, passa invece attraverso il linguaggio, le relazioni e i comportamenti quotidiani, favorendo una cultura del rispetto e dell’autonomia femminile.

“Il femminicidio purtroppo è concreto ed efferato scempio di corpi e storie. Lo sostengono i numeri, le biografie, il muto dolore delle vittime e le accorate istanze delle famiglie che chiedono giustizia”. La negazione del fenomeno, osserva Scaccabarozzi, “ha poco o punto a che vedere con l’uguaglianza. È anzi un sintomo manifesto di indifferenza verso una realtà che ha un nome preciso”.
Il contrasto alla violenza di genere, secondo la Cisl Monza Brianza Lecco, non può tuttavia esaurirsi sul piano penale, ma richiede un impegno adeguato anche sul versante sociale e culturale, a partire dai contesti educativi, dal linguaggio politico e dei media e dal ruolo dei corpi intermedi, comprese le organizzazioni sindacali, dentro e fuori i luoghi di lavoro.
La battaglia contro il femminicidio richiede dunque anche un’azione quotidiana capace di promuovere il rispetto, l’indipendenza delle donne e una reale parità di genere.
“Nessuno può esimersi dalle proprie responsabilità, e tutti debbono por mano all’onere collettivo di promuovere la libertà delle persone in generale e delle donne in particolare. Volgersi altrove significa banalmente abdicare alla “politica” e rinchiudersi entro lo steccato dell”avarizia'”, conclude il segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco Mirco Scaccabarozzi.
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