Formaggio di Morterone e CFPA Casargo protagonisti al Premio Aimo e Nadia per i Giovani

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Vince l’Afol di Pieve Emanuele, ma anche il territorio di Lecco spicca nel contest dedicato agli aspiranti chef

Un concorso che unisce formazione, lavoro e cultura gastronomica

MORTERONE – Anche Lecco si ritaglia un ruolo da protagonista nella terza edizione del Premio Aimo e Nadia per i Giovani, il contest dedicato agli aspiranti chef che si è svolto al Belvedere di Palazzo Lombardia. Un evento che ha coinvolto studenti provenienti da nove centri di formazione professionale di tutta la regione e che ha messo in luce talento, creatività e radicamento nei territori.

A conquistare il primo posto è stata l’Afol di Pieve Emanuele (Milano), premiata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana al termine della cerimonia. La competizione ha visto una giuria qualificata stilare una graduatoria nelle categorie Cucina, Sala e Pasticceria, premiando i migliori giovani talenti con l’accesso a percorsi formativi retribuiti e concrete opportunità di inserimento lavorativo all’interno del Gruppo Aimo e Nadia.

Ma tra i piatti e le proposte presentate, a emergere con forza è stato anche il legame con il territorio lecchese. Gli studenti vincitori hanno infatti utilizzato ingredienti provenienti da piccoli contesti locali, tra cui un formaggio prodotto a Morterone, minuscolo comune della nostra provincia con appena undici abitanti. Un dettaglio che racconta bene lo spirito del concorso: valorizzare le eccellenze locali e trasformarle in elementi di innovazione gastronomica.

A confermare il buon livello del territorio lecchese è anche il risultato del CFP di Casargo, che ha conquistato il terzo posto, portando sul podio una delle realtà formative più importanti della provincia. Secondo classificato il CFP Cr.Forma di Cremona e Crema, autore di una reinterpretazione del risotto lombardo.

Il tema scelto per questa edizione, “Nutrire il Futuro: Cultura, Consapevolezza, Creatività”, ha spinto i ragazzi a riflettere sul cibo non solo come nutrimento, ma come strumento culturale ed educativo. Un approccio che ha portato alla realizzazione di piatti capaci di coniugare tradizione, sostenibilità, biodiversità e innovazione, offrendo una lettura contemporanea della Lombardia gastronomica.

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Fontana premio ‘Aimo e Nadia per i giovani’

«Una iniziativa che esalta la valorizzazione della formazione professionale come la strada giusta per trovare uno sbocco lavorativo importante», ha dichiarato il presidente Attilio Fontana. «Ha spinto i ragazzi a impegnarsi, collaborare e trovare in se stessi la forza per superare le difficoltà».

Fontana ha poi sottolineato il valore strategico del progetto: «Il valore del Premio consiste nell’aver saputo costruire un solido ponte tra formazione e mondo del lavoro».

Sulla stessa linea l’assessore regionale agli Enti locali e Montagna Massimo Sertori, presente alla cerimonia: «È un evento molto importante perché dimostra come i nostri giovani continuino ad avere una grande passione del fare e siano interessati a valorizzare le tipicità dei prodotti locali».

Sertori ha evidenziato anche il ruolo dei giovani come ambasciatori del territorio: «Si impegnano a diventare ambasciatori del gusto facendo esperienze sotto la guida di chef stellati come Alessandro Negrini e poi portano nel mondo le radici della nostra cultura enogastronomica».

A guidare la giornata è stato proprio lo chef stellato Alessandro Negrini, originario della Valtellina, che ha voluto difendere il valore delle scuole alberghiere: «Spesso mortificate dai luoghi comuni, sono in realtà una soluzione che porta a scelte di lavoro impegnative ma molto gratificanti».

Negrini ha ribadito il ruolo centrale di queste realtà: «Sono un presidio territoriale importante che trasmette cultura, saperi e tradizione dei luoghi, elemento sempre più apprezzato da chi cerca un’esperienza nel gusto».

Il progetto, promosso dal Gruppo Aimo e Nadia in collaborazione con Regione Lombardia, ha coinvolto anche altri istituti da tutta la regione: il Centro Formativo Provinciale Zanardelli di Clusane d’Iseo, la Fondazione Clerici di Lodi, l’APF Valtellina di Sondrio, il CFP Como, l’Istituto De Filippi di Varese e l’Afol Metropolitana di Sesto San Giovanni.

La giuria era composta da figure di alto profilo del settore: Stefania Moroni (CEO Aimo e Nadia), Alberto Piras (sommelier), Marta Corubolo (Politecnico di Milano), Francesca De Lucchi (Epam Fipe) e il giornalista Paolo Marchi.

Al centro del Premio resta soprattutto il valore delle opportunità offerte ai giovani: i vincitori accederanno a percorsi formativi retribuiti e a successive possibilità professionali, trasformando la competizione in un reale strumento di inserimento lavorativo.

In questo contesto, la presenza di Lecco, con il CFP di Casargo sul podio e con prodotti simbolo come quello di Morterone, conferma il ruolo del territorio nella costruzione di una filiera enogastronomica capace di unire tradizione, qualità e prospettive future. Un segnale chiaro: anche dai piccoli borghi può nascere l’innovazione che guarda lontano.

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