Grazie a Confcommercio Lecco, dopo anni, si riapre il portone dello storico Palazzo Ghislanzoni

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Taglio del nastro per l’edificio di via Roma 51, già palazzo municipale e poi sede di diverse associazioni

“Oggi restituiamo uno spazio aperto, dinamico in cui attività economiche, professionali e vita quotidiana possono convivere e generare nuova energia”

LECCO – “Questa è sicuramente una giornata speciale perché, dopo tre anni di lavori, si riaprono le porte di questo palazzo che restituiamo alla città e ai commercianti. Si tratta di un’altra perla che aggiungiamo a quella brillante di Palazzo Falck. E’ stato un bell’impegno, ma quella di Palazzo Ghislanzoni è sicuramente una realizzazione di successo”.

Sono state queste le prima parole del presidente di Confcommercio Lecco Antonio Peccati alla cerimonia di inaugurazione di Palazzo Ghislanzoni. L’immobile di via Roma 51, già municipio della città di Lecco e poi sede di diverse associazioni, dopo alterne vicende con vendite all’asta andate deserte e il rischio di rimanere una ferita all’interno del centro città, ha trovato nuova vita grazie all’importante progetto di Confcommercio Lecco.

Antonio Peccati

“Restituiamo alla città questo storico edificio in tutta la sua bellezza, pensate che proprio dal balcone che dà su via Roma il sindaco di allora diede l’annuncio della fine della guerra – ha ricordato ancora Peccati ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile l’acquisizione e il restauro del palazzo -. Non si tratta solamente di una ristrutturazione di grande qualità, ma è molto importante anche tutto quello che da oggi trova spazio tra queste mura. Noi siamo molto soddisfatti e speriamo che lo siano anche i cittadini lecchesi e tutti coloro che avranno modo di usufruire di questi spazi”.

Nell’immobile, acquistato all’asta da Confcommercio Lecco attraverso l’Immobiliare Welfare S.r.l. (partecipata al 100% dalla stessa associazione di categoria), trovano oggi spazio due negozi e un’agenzia di viaggi al piano terra, uffici al primo e al secondo piano (dove c’è anche il Fondo di Garanzia Confidi di Confcommercio Lecco), due appartamenti, una sala corsi e altri spazi a disposizione di Confcommercio Lecco e dei suoi dipendenti.

“Questo palazzo, per troppo tempo rimasto silenzioso, oggi torna finalmente a vivere – ha detto Angelo Belgeri, rappresentante legale della Immobiliare Welfare Srl -. Non è solo un edificio restituito alla città, ma è un luogo che torna a respirare, a generare relazioni e a produrre valore. E’ un pezzo di storia di Lecco che ritrova il proprio futuro. Qui si è svolta una parte importante della vita pubblica della città ed è per questo che, sin dall’inizio, abbiamo sentito forte la responsabilità di rispettare l’identità di questo palazzo”.

Angelo Belgeri

Un percorso lungo, iniziato nell’autunno 2019 con la decisione di partecipare alla quinta asta pubblica del Comune di Lecco per la vendita del palazzo dopo che le precedenti quattro erano andate deserte: “Ricordo bene quel 23 ottobre 2019 quando, nella sala consigliare del comune, è stata aperta la busta con la nostra offerta – ha continuato Belgeri -. Da lì è cominciato un percorso lungo, complesso ma estremamente significativo. In piena emergenza Covid la firma del rogito, il via ai lavori nel giugno 2022 e il termine nell’ottobre 2025. Tre anni intensi fatti di progetti, scelte, difficoltà e soluzioni; sempre attenti a mantenere l’equilibrio tra il rispetto della storia e capacità di innovare. Oggi restituiamo uno spazio aperto, dinamico in cui attività economiche, professionali e vita quotidiana possono convivere e generare nuova energia. Il vero successo di un progetto come questo si misura nella capacità di diventare il quotidiano delle persone”.

Tante le autorità intervenute a partire dal Prefetto Paolo Ponta, al Questore di Lecco Stefania Marrazzo, al sindaco Mauro Gattinoni (“alla luce di quello che avete realizzato non poteva esserci una soluzione migliore”), ai rappresentanti della provincia, della regione e alle autorità militari e religiose.

“Questo palazzo è lo specchio dell’anima dei lecchesi che sono capaci di essere radicati nelle tradizioni ma nello stesso tempo sono capaci di innovare – ha detto il Prefetto Paolo Ponta -. Qui dentro ci vedo una messa a terra concreta di quello che è un principio costituzionale: sussidiarietà e leale collaborazione. Avete recuperato quello che era l’antico palazzo comunale nell’interesse dei vostri associati, ma avete anche restituito alla comunità questo palazzo che era della comunità. Tutto questo con un restauro sapiente e rispettoso che riesce ad adibire questo edificio a nuove funzioni. Una città capace di collaborare è una città in cui anche chi rappresenta lo Stato può lavorare al meglio”.

Il rappresentante dell’impresa Fratus Restauri Srl Marzio Della Giovanna e l’architetto Virginia Tentori sono entrati nel merito dei lavori effettuati sottolineando la fondamentale collaborazione di tutte le parti in causa, senza la quale il progetto non sarebbe potuto andare a buon fine. Adeguamento e rinforzo strutturale sono stati la parte più complessa, trattandosi poi di un edificio vincolato dalla Soprintendenza con tutte le complessità che questo comporta. Un progetto che, in alcune fasi, ha richiesto un adeguamento quasi quotidiano.

“Avere tra le mani un immobile vincolato vuol dire far chiarezza sul fatto che si tratta di un intervento di restauro architettonico e non si sta facendo una ristrutturazione – ha spiegato l’architetto Tentori -. Immobili come questo devono portare avanti la loro testimonianza nel tempo. Qui poi si unisce un fatto straordinario: è il primo intervento di rigenerazione urbana (articolo 40 bis) a Lecco e uno dei primi in Lombardia. E’ uno degli interventi rari in Lombardia in cui alla rigenerazione urbana su immobile vincolato si sono consentiti rifacimenti in ampliamento e demolizioni. Il fiore all’occhiello di questo intervento è che, nonostante ci fosse una destinazione sostanzialmente privata, Confcommercio Lecco è stata capace di restituire questo bene con funzioni rivolte alla città”.

Dopo la benedizione da parte del prevosto di Lecco don Bortolo Uberti, il taglio del nastro con la conseguente riapertura ai cittadini, dopo tanti anni, di un luogo storico che caratterizza la città.