Il Ministro ha toccato con mano un’eccellenza del territorio prima di rispondere alle domande degli studenti
“Per la pubblica amministrazione poter disporre di tanti giovani è un aspetto di straordinaria importanza”
LECCO – Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, nella sia visita odierna a Lecco, ha fatto tappa all’Istituto Badoni dove, ad accoglierlo, c’erano la dirigente Luisa Zuccoli, il Provveditore agli Studi di Lecco Adamo Castelnuovo e il consigliere provinciale Antonio Pasquini. Dopo un veloce giro in alcune aule e laboratori, dove i ragazzi hanno potuto presentare alcuni progetti d’eccellenza che partecipano o sono stati premiati in importanti concorsi, il Ministro ha incontrato gli studenti, docenti e personale scolastico rispondendo anche ad alcune domande.

La Dirigente Zuccoli ha ricordato alcuni degli importanti traguardi raggiunti quest’anno dal Badoni, scuola che rappresenta un’eccellenza non solo per la provincia ma a livello nazionale: “Siamo stati selezionati dal Politecnico di Milano come miglior scuola nei test di ingegneria e poi ci sono i nostri ragazzi che sono stati premiati in concorsi nazionali; noi stesso indiciamo premi spesso con il supporto delle aziende del territorio; abbiamo anche fatto un hackathon di 24 ore all’interno della scuola”.

“Il sistema scuola occupa un posto di prim’ordine all’interno della pubblica amministrazione – ha detto il Provveditore Adamo Castelnuovo salutando il Ministro -. Credo che la realtà lecchese sia un laboratorio di pensieri e competenze che si intrecciano per creare valore aggiunto. Spesso nei suoi interventi fa riferimento al fatto che il valore, all’interno di una amministrazione pubblica, sia fatta dal capitale umano, certamente il capitale umano che si genera da queste persone è superiore alla somma delle singole competenze. Il valore della rete è qualcosa che sicuramente abbiamo potuto sperimentare sul nostro territorio, ci sono ancora margini di miglioramento, ma credo costituisca il plusvalore di quello che ha potuto vedere qui oggi. L’amministrazione pubblica che vorremmo è una amministrazione pubblica moderna, con competenze e formazione continua, in continuo dialogo con le nuove generazioni. La qualità del servizio pubblico si gioca in come le persone agiscono e reagiscono nelle rispettive realtà. La sua presenza qui è un’attenzione al mondo della scuola che noi gradiamo molto”.

Il Ministro Zangrillo, ricordando a tutti i giovani che sono il futuro del nostro Paese, ha raccolto alcune domande dei rappresentanti degli studenti e del personale ATA dando una risposta articolata che ha toccato diversi temi: “E’ un piacere essere qui con voi, ma è un piacere ‘interessato’: dialogare con le giovani generazioni è una grande occasione e un dovere per chi ha ruoli nelle istituzioni perché voi rappresentate la futura classe lavorativa e la classe dirigente del Paese. E’ importante che le istituzioni siano in grado di dialogare con le nuove generazioni e siano disponibili ad ascoltarle. Oggi sono qui in un istituto prestigioso che costituisce una delle ricchezze di questo territorio e credo siate consapevoli che studiare qui sia una grande opportunità, con le aziende che sono interessate a voi prima ancora che finiate il vostro percorso di studi”.

Il Ministro ha spiegato che la pubblica amministrazione è il più grande datore di lavoro italiano con 3,4 milioni di persone da un lato sfatando l’immagine stantia della pubblica amministrazione, dall’altro chiarendo che, per funzionare, deve essere capace di attrarre giovani. Il Ministro Zangrillo si è soffermato su temi come il merito, la formazione, le competenze e il processo di reclutamento, spiegando cosa sta facendo il Governo per migliorare in ogni singolo aspetto.

“La possibilità di poter disporre di tanti giovani nell’epoca attuale è un aspetto di straordinaria importanza – ha concluso il Ministro -. In primis perché, nell’epoca della digitalizzazione, poter contare su nativi digitali ci consente di essere più rapidi nel comprendere come il mondo cambia; in secondo luogo perché i giovani hanno uno sguardo con meno filtri e hanno quella sana incoscienza di esprimere approcci nuovi e diversi”.
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