Dopo l’inaugurazione della nuova sede, resta aperto il capitolo del cantiere di via Timavo devastato dall’incendio del 18 giugno
In Parlamento potrebbe arrivare anche un’interrogazione del PD
LECCO – L’inaugurazione del nido Archimede a Santo Stefano, avvenuta giovedì 1 ottobre, ha consentito di dare una risposta concreta alle famiglie, con i primi 13 bambini già alle prese con l’inserimento e l’obiettivo di arrivare a 24 piccoli iscritti entro la fine di novembre. Ma mentre la nuova struttura entra a regime, resta ancora tutto da definire il futuro del cantiere di via Timavo, a Bonacina, destinato proprio alla realizzazione del nuovo nido e pesantemente danneggiato dall’incendio del 18 giugno scorso.
Il cantiere era stato interessato da un importante intervento finanziato con fondi PNRR, ma il rogo ha inevitabilmente rimesso in discussione tempi e modalità di realizzazione dell’opera. A inizio agosto l’area era stata dissequestrata dalla Procura, con delle limitazioni: il provvedimento infatti ha consentito esclusivamente di procedere con le operazioni di raccolta, classificazione e smaltimento dei rifiuti e dei materiali rimasti all’interno del cantiere dopo l’incendio, oltre agli interventi necessari per mettere in sicurezza l’edificio ed evitare che possa deteriorarsi ulteriormente.
Le indagini della Procura sull’incendio sono ancora in corso. Parallelamente proseguono le attività di carattere peritale e civilistico che coinvolgono il Comune, l’impresa incaricata dei lavori e gli altri soggetti interessati. Sul tavolo c’è la questione economica relativa agli eventuali rimborsi e alla copertura assicurativa dei danni provocati dal rogo. Una partita tutt’altro che secondaria, considerando che il nuovo nido di Bonacina è stato finanziato attraverso i fondi del PNRR. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Boscagli ha già sottolineato la necessità di salvaguardare il finanziamento, ma la possibilità di mantenere il contributo dipenderà anche dall’evoluzione della vicenda e dalle tempistiche con cui sarà possibile far ripartire l’intervento.
Nel frattempo, proprio dal rione di Bonacina è arrivata una richiesta precisa. Nelle scorse settimane i residenti hanno raccolto circa 300 firme per chiedere all’amministrazione di valutare il futuro dell’area e anche l’opportunità di ripensare l’intervento attraverso una nuova progettazione. Una presa di posizione che apre quindi una riflessione non soltanto sui tempi di recupero del cantiere, ma anche sulle caratteristiche che potrebbe avere il futuro edificio. La prossima settimana il sindaco dovrebbe incontrare i promotori della raccolta firme.
Il progetto dell’amministrazione Gattinoni prevedeva un nido comunale da 32 posti complessivi, oltre alla presenza di uno spazio destinato a un medico di medicina generale. Un intervento pensato per dare al rione un nuovo servizio dopo la chiusura della scuola e trasformare l’area in un polo dedicato alla comunità.
Su questo punto le forze di minoranza hanno più volte ribadito la volontà di salvaguardare il progetto originario e di non rinunciare alla realizzazione del nido a Bonacina. Per l’opposizione, infatti, la struttura di Santo Stefano rappresenta una soluzione temporanea, necessaria per garantire l’apertura del servizio, ma non sostitutiva rispetto all’intervento previsto in via Timavo.
Di tutt’altro avviso invece la posizione dell’attuale maggioranza quando sedeva sui banchi dell’opposizione: in più occasioni, anzi, era stata espressa perplessità sul progetto del nuovo nido di Bonacina.
Al momento non è stata ancora espressa una posizione definitiva da parte del sindaco Filippo Boscagli. Quel che appare invece chiaro è che, per l’amministrazione, la soluzione individuata a Santo Stefano è destinata a garantire stabilmente il servizio: “È stata una scelta fortemente voluta, come lo è stato investire in questo luogo, creando dal dramma iniziale un Polo Educativo 0-6 – aveva detto Boscagli durante l’inaugurazione del nido Archimede – E non possiamo non essere entusiasti di fronte all’emergenza educativa di poter offrire uno strumento nuovo e davvero bello a servizio della nostra comunità per la crescita dei nostri bambini, perché alla fine l’unica nostra preoccupazione deve essere questa”.
La vicenda potrebbe inoltre avere un seguito anche sul piano parlamentare. Secondo indiscrezioni, il Partito Democratico starebbe valutando la presentazione di un’interrogazione per chiedere chiarimenti sul futuro dell’intervento e sulla sorte del finanziamento.
Nel frattempo, mentre a Santo Stefano il nuovo Archimede ha iniziato la sua attività, a Bonacina resta un cantiere segnato dall’incendio e soprattutto una domanda ancora senza risposta: quale sarà il futuro dell’area e del progetto del nuovo nido?
Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.
Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.


RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL































