In attesa dell’inaugurazione del 17 giugno, la comunità ha cominciato a vivere i nuovi spazi
“Questo oratorio vuol essere una nuova piazza nella città. Adesso tocca a noi abitare questo luogo e farlo pulsare”
LECCO – Anche se il taglio del nastro ufficiale è in programma il prossimo mercoledì 17 giugno alla presenza dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, oggi il nuovo oratorio di Lecco ha aperto per la prima volta le sue porte ai giovani e a tutta la comunità. Decine di persone hanno voluto partecipare a un momento tanto atteso, allietato dalle note degli studenti del Liceo Musicale G.B. Grassi e dal suono delle campane a festa.

“Benvenuti a tutti, questo è solo il primo appuntamento di una lunga rassegna organizzata per l’inaugurazione del nuovo oratorio San Luigi di Lecco – ha detto il prevosto don Bortolo Uberti accogliendo la folta platea sulla soglia della struttura -. Questo è un giorno atteso da tanto tempo: il nuovo oratorio da stasera apre le porte ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie, all’intera comunità e a tutta la città. Oggi, però, è soprattutto un giorno di riconoscenza: noi riceviamo questo luogo da chi ci ha preceduto, da chi ha guardato lontano, ha avuto il coraggio di sognare e ci ha creduto. Questi sono giorni per ringraziare quanti, in tanti modi diversi, hanno reso possibile questa opera”.

“Noi raccogliamo quello che altri hanno seminato e lo facciamo con gratitudine e un profondo senso di responsabilità – ha continuato don Uberti -. Adesso tocca a noi abitare questo oratorio e farlo pulsare perché sia un luogo di cura per i più piccoli, un luogo di incontro tra le generazioni, una testimonianza di fede. E questo cuore pulserà solo se i giovani saranno protagonisti con la loro passione, con le loro domande, la loro fantasia originale. Sarà possibile se si oserà pensare all’oratorio come casa dell’intera comunità che impara a volersi bene, sta bene e abita la città in modo profetico”.

Il prevosto ha poi ricordato un’immagine di manzoniana memoria: “Quando Renzo torna a Lecco, scampato alla peste, passa davanti alla sua vigna abbandonata da due inverni e la trova devastata e inselvatichita, poi descrive una zucca selvatica avvinghiata ai tralci di una vite. Questa immagine dice di una zucca e una vite che, per crescere e tirarsi su a vicenda, si sono attorcigliate l’una all’altra. Manzoni commenta ‘come accade spesso ai deboli che si prendono l’un con l’altro per appoggio’. Renzo non entrò nella vigna e ‘tirò di lungo’. Questa immagine è particolarmente suggestiva perché sono convinto che le giovani generazioni hanno davvero voglia di crescere, hanno grandi domande dentro la loro testa, hanno grandi passioni nei loro cuori. Ma spesso questi giovani si sentono soli o confusi, si misurano con fragilità difficili da gestire e si attaccano a ciò che trovano, ma non sempre riescono a sollevarsi. Questo però vale anche per tante famiglie, persone anziani, poveri che abitano la nostra città. Credo davvero che questo oratorio sarà fatto di gente che non ‘tira di lungo’, che non passa oltre, ma si ferma e si prende cura. Una comunità educante che si farà ascolto e dialogo, si farà premura esemplare e compagna di viaggio. Questo oratorio dice alle nuove generazioni che hanno voglia di crescere: ‘qui c’è un punto di riferimento’, ‘qui c’è qualcuno a cui aggrapparti per venire su’. Non sappiamo che ne fu della vigna di Renzo, ma sappiamo cosa sarà questo oratorio: nell’accoglienza, nel dialogo, nel confronto, nelle proposte spirituali, sociali, culturali, formative, questo oratorio vuol essere una nuova piazza nella città, tra il campanile e il cinema, tra la scuola dell’infanzia e la Casa della Carità. Questo oratorio vuole essere per i giovani un punto di riferimento qualificato e un motore di sinergie per gli altri oratorio del territorio. Chi si affaccerà a questo oratorio respirerà un’aria nuova e avrà voglia di fermarsi, conoscere, abitare e condividere un pezzo di strada”.

I lecchesi, guidati da don Marco della Corna, hanno potuto visitare una nuova struttura moderna e tecnologicamente avanzata dove per l’occasione sono state allestite anche due mostre (dedicate ai giovani del territorio e alla storia della solidarietà locale).
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