L’incendio ha gravemente compromesso il tetto e gli impianti della struttura che avrebbe dovuto aprire a ottobre
ll Comune dovrà studiare una soluzione per le famiglie in lista d’attesa
LECCO – Doveva essere finalmente la conclusione di una vicenda lunga e travagliata. Il nuovo asilo nido comunale Archimede di Bonacina, terza struttura pubblica per la prima infanzia della città, avrebbe dovuto essere completato nelle prossime settimane per accogliere dal mese di ottobre 30 bambini nella fascia 0-3 anni. Proprio in questi giorni il Comune aveva iniziato a contattare le famiglie in lista d’attesa per confermare l’avvio del servizio e organizzare i primi colloqui conoscitivi.
Ma nella tarda mattinata di oggi un violento incendio scoppiato all’interno del cantiere ha gravemente compromesso l’edificio, colpendo in particolare il tetto e gli impianti della struttura ormai prossima al completamento. Un nuovo e pesante stop che rischia di allungare ulteriormente i tempi di apertura e di lasciare senza risposte le numerose famiglie che attendevano l’avvio del servizio.
Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, il rogo potrebbe essere stato provocato dal malfunzionamento di un macchinario utilizzato durante le lavorazioni in cantiere. Le fiamme si sono propagate rapidamente, avvolgendo il tetto dell’edificio e rendendo necessario un massiccio intervento dei Vigili del Fuoco. Sul posto sono intervenuti otto mezzi dei pompieri, giunti anche da Monza, impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.
Nel pomeriggio la situazione è tornata sotto controllo ma solo verso le 18.30 le squadre hanno comunicato il completo spegnimento dei focolai residui, per concentrarsi poi sulle verifiche tecniche. Sul luogo dell’incendio è intervenuta anche Arpa Lombardia. Al momento non si è reso necessario alcun monitoraggio specifico della qualità dell’aria o dei fumi, ritenuti sotto controllo dai tecnici presenti.

Ha raggiunto rapidamente il cantiere anche il sindaco di Lecco Filippo Boscagli, accompagnato dal vicesindaco Carlo Piazza e dagli agenti della Polizia Locale guidati dal comandante Lucio Dioguardi.
Viabilità modificata e cantiere sequestrato
Per consentire le operazioni di emergenza e garantire la sicurezza dell’area, la Polizia Locale ha regolato il traffico lungo la zona interessata dall’incendio. È stato istituito un senso unico alternato che consente il transito ai residenti, mentre è stato temporaneamente vietato l’accesso ai mezzi pesanti. Al termine delle prime attività investigative, la Polizia Locale ha disposto il sequestro del cantiere, nominando contestualmente un custode giudiziario della struttura in attesa degli accertamenti necessari per chiarire l’origine del rogo.
Danni ingenti alla struttura
Sebbene una stima precisa dei danni debba ancora essere effettuata, le prime verifiche parlano di conseguenze particolarmente pesanti. Il fuoco ha infatti compromesso il tetto e una parte significativa degli impianti dell’edificio, elementi che dovranno essere ricostruiti prima di poter riprendere il percorso verso l’apertura.
Mentre le indagini dovranno chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità, resta la gravità dei danni subiti da una struttura che appariva ormai vicina alla consegna.
Un’opera da 1,8 milioni di euro
Il nuovo nido Archimede rappresenta uno dei principali investimenti degli ultimi anni nel settore dei servizi per l’infanzia. Fortemente voluto dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Mauro Gattinoni, l’edificio è stato realizzato nell’area dell’ex scuola elementare di via Timavo, nel quartiere di Bonacina. La struttura, progettata secondo criteri moderni e all’avanguardia, è destinata ad ospitare 30 posti nido e comprende anche uno spazio dedicato a uno studio medico. L’investimento complessivo iniziale ammontava a 1,8 milioni di euro, di cui 1,2 milioni finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e la restante quota coperta da risorse comunali. Un costo cresciuto nel tempo a causa delle numerose modifiche e degli interventi resisi necessari durante l’esecuzione dell’opera.
Una storia segnata dai ritardi
La vicenda del nuovo nido Archimede è stata caratterizzata fin dall’inizio da continui problemi. I lavori erano partiti nel 2024 con l’obiettivo di completare l’opera entro gennaio 2025. La scadenza, tuttavia, non è mai stata rispettata a causa di ritardi accumulati dall’impresa incaricata dei lavori, individuata attraverso procedura gestita da Invitalia. Una prima proroga di 72 giorni aveva spostato il termine a marzo 2025, ma anche questa nuova data è trascorsa senza il completamento dell’intervento. Successivamente il cantiere ha vissuto una fase di stallo durata quasi un anno. Alla fine il Comune ha risolto il contratto con l’impresa per inadempienza lo scorso 5 dicembre. Solo nel gennaio successivo, grazie a un nuovo affidamento, i lavori hanno ripreso ritmo con l’obiettivo di rispettare sia la scadenza fissata dal Pnrr al 30 giugno 2026, sia la promessa fatta alle famiglie di aprire il servizio dal 1° ottobre.
Le famiglie già contattate dal Comune
Negli ultimi giorni l’apertura sembrava ormai vicina. Proprio questa settimana gli uffici comunali avevano iniziato a contattare le famiglie in lista d’attesa per confermare l’inserimento dei bambini nel nuovo nido. Erano già stati programmati i primi colloqui conoscitivi presso gli altri due nidi comunali cittadini, quelli di Pescarenico e San Giovanni, in attesa della conclusione definitiva degli spazi di via Timavo. L’incendio di oggi cambia però completamente lo scenario. Le conseguenze del rogo rischiano di essere pesanti. Oltre ai tempi necessari per accertare le cause dell’incidente, il sequestro dell’area comporterà inevitabilmente un ulteriore rallentamento dell’intervento. A ciò si aggiunge il problema delle risorse economiche necessarie per ricostruire le parti distrutte e ripristinare una struttura che appariva ormai pronta alla consegna.
Per le famiglie che attendevano l’apertura del servizio si prospetta dunque un nuovo rinvio, i cui tempi sono al momento impossibili da quantificare. L’amministrazione comunale dovrà ora valutare se e come collocare i bambini già in lista d’attesa all’interno di altre strutture disponibili sul territorio.
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