Incendio al nido di Bonacina, corsa per trovare un’alternativa: “Nessuno resterà senza servizio”

Tempo di lettura: 2 minuti
L'incontro di lunedì pomeriggio con le famiglie

Lunedì pomeriggio il sindaco ha incontrato le 15 famiglie iscritte

“Impossibile riaprire per ottobre, stiamo lavorando per trovare una soluzione e non lasciarvi senza servizio”

LECCO – “L’obiettivo dell’amministrazione comunale è non lasciare nessuna famiglia senza servizio. Stiamo lavorando per darvi un’alternativa”. Il sindaco Filippo Boscagli rassicura così le 15 famiglie lecchesi rimaste nel ‘limbo’ dopo l’incendio che ha devastato il nido di Bonacina, prossimo all’apertura dopo due anni di attesa.

Il servizio, il terzo comunale in città, avrebbe dovuto avviarsi in autunno, a partire dal 1° ottobre. 15 come detto le famiglie iscritte che ora però si trovano senza la struttura, gravemente danneggiata dalle fiamme che nella tarda mattinata dello scorso giovedì hanno avvolto il tetto, divorandolo e causando gravi danni la cui conta effettiva è ancora in corso. Per avere un quadro chiaro della situazione, ha spiegato il sindaco, bisognerà attendere la relazione dei Vigili del Fuoco, che sarà pronta nel giro di circa venti giorni.

“Al momento però è evidente che da ottobre il nido non potrà avviarsi lì e non siamo nemmeno in grado di dire quando si potrà iniziare a lavorare per ricostruirlo né che risorse serviranno” ha spiegato alle famiglie durante un incontro convocato lunedì pomeriggio presso il nido di Pescarenico, alla presenza delle coordinatrici del servizio e dei rappresentanti dell’ufficio comunale.

Il sindaco e l’assessore Minuzzo

Il sindaco, affiancato dall’assessore al Welfare Emilio Minuzzo, ha chiarito più volte di volere dare un’alternativa: “L’idea sarebbe quella di consentire l’avvio del gruppo classe come sarebbe stato a Bonacina – ha detto – quindi tenere i bambini iscritti insieme, senza ‘spacchettarli’ in diverse strutture. Stiamo capendo dove poter allestire temporaneamente il servizio, un nido ha spazi e necessità ben definite, non è qualcosa che si può improvvisare”. Le ipotesi al vaglio sono diverse e prevedono l’utilizzo di spazi (in città) in scuole o ex asili da convertire temporaneamente anche se il sindaco ha preferito non sbilanciarsi con i dettagli: “Sarà nostra premura contattare le famiglie non appena avremo la soluzione più adeguata”.

Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.

Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.

AGGIUNGI ORA