Incendio sul Moregallo, Legambiente Lecco: “Serve prevenzione vera, non si tratta solo di un’emergenza”

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L’analisi di Legambiente Lecco sull’incendio al Moregallo

“Il cambiamento climatico ha svelato una vulnerabilità territoriale ormai strutturale”

VALMADRERA – Non un episodio isolato, ma il sintomo di una vulnerabilità territoriale ormai strutturale. Legambiente Lecco analizza l’incendio del monte Moregallo lanciando l’allarme sulla situazione del Lecchese alla luce del cambiamento climatico che sta comportando temperature più alte e periodi sempre più lunghi di siccità.

Ecco l’intervento del circolo lecchese dell’associazione ambientalista presieduta da Laura Todde.

L’incendio che ha colpito il Moregallo e i recenti roghi nella provincia di Lecco non sono
episodi isolati, ma il sintomo di una vulnerabilità territoriale ormai strutturale. Legambiente
Lecco ribadisce come, in linea con quanto evidenziato nel dossier nazionale “Italia in fumo”, i periodi di siccità prolungata e le alte temperature legati alla crisi climatica in atto aumentino il rischio di incendi boschivi: in questo contesto, basta un singolo innesco per causare disastri ecologici incalcolabili. Sembrano ormai oltre 250 gli ettari andati in fumo, ma il bilancio complessivo potrà essere fatto solo a operazioni di spegnimento concluse.

L’impatto sulla qualità dell’aria e sulla fauna selvatica

Le conseguenze dei roghi impongono di tenere alta l’attenzione anche nei prossimi giorni.
Sul fronte della salute pubblica, riteniamo fondamentale continuare a monitorare la qualità
dell’aria: i dati attuali delle stazioni fisse di ARPA Lombardia mostrano che non sono stati
raggiunti livelli preoccupanti di PM10 ma resta innegabile l’ impatto sulla qualità dell’aria in
un periodo in cui è difficile limitare le attività all’aria aperta.
A questo si unisce la forte preoccupazione per la fauna selvatica che popola le nostre
montagne. Le fiamme rappresentano una minaccia diretta e gravissima per le popolazioni di ungulati, per l’avifauna e per i rospi Bufo bufo, anfibi già vulnerabili che i nostri volontari
tutelano ogni anno con un’apposita campagna di salvataggio e monitoraggio portata avanti
insieme ad altre realtà ed associazioni del territorio.

Comportamenti irresponsabili: l’allarme dai campi estivi di Oliveto Lario

Accanto all’emergenza climatica, pesa un’allarmante mancanza di consapevolezza. Durante
i campi estivi attualmente in corso in collaborazione con il Comune di Oliveto Lario, i nostri
volontari rilevano costantemente comportamenti pericolosi e irresponsabili da parte dei
bagnanti.
Registriamo il continuo abbandono di rifiuti sulle spiagge e la sistematica accensione di
fuochi per barbecue, nonostante i divieti vigenti che vengono puntualmente disattesi e
ignorati. I volontari sono impegnati quotidianamente in opere di pulizia e sensibilizzazione,
ma risulta ancora estremamente difficile far comprendere alle persone le conseguenze
drammatiche che possono derivare dalle loro azioni.

Le richieste di Legambiente Lecco:

● Prevenzione e adattamento: Gli enti locali devono adottare piani di adattamento
climatico, anticipando i periodi di massimo rischio e rafforzando la sorveglianza.
● Controlli rigorosi: chiediamo un intensificarsi dei controlli sulle spiagge e nelle aree a
rischio per far rispettare i divieti di accensione fuochi e il manifestarsi di
comportamenti illeciti.
“Ringraziamo i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e tutti i volontari per il costante e
rischioso lavoro di spegnimento — dichiara Laura Todde, Presidente di Legambiente Lecco — ma la politica e le istituzioni devono fare la loro parte. Non possiamo continuare a
rincorrere le emergenze: serve una strategia reale di tutela e un netto cambio di rotta
culturale”. 

Il Circolo di Legambiente Lecco

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