Domenica sera il 2-0 al Parma consegna all’Inter la certezza matematica dello scudetto con tre giornate d’anticipo sulla fine del campionato
Clacson, cori e bandiere nerazzurre nel centro di Lecco per celebrare una vittoria che riporta l’Inter sul tetto d’Italia
LECCO – Le bandiere al vento, i clacson impazziti, i cori che si rincorrono sotto il cielo della città. Anche a Lecco la notte si è tinta di nerazzurro dopo il trionfo dell’Inter, laureatasi campione d’Italia 2025/2026 con tre giornate di anticipo grazie al successo per 2-0 sul Parma maturato nella serata di domenica.
In pochi mesi, la squadra guidata da Cristian Chivu ha trasformato dubbi e diffidenza in entusiasmo travolgente, completando una rimonta tecnica, mentale e caratteriale che ha riportato il tricolore sulla maglia nerazzurra. È il 21° scudetto della storia interista, quello che conferma ancora una volta la grandezza di un club capace di rialzarsi anche nei momenti più complicati.
E a Lecco la festa è esplosa immediatamente dopo il triplice fischio. Piazza Cermenati si è riempita nel giro di pochi minuti di tifosi, sciarpe, cori e caroselli. Giovani, famiglie, gruppi di amici: un popolo interista compatto e rumoroso che ha trasformato il centro cittadino in una piccola San Siro a cielo aperto. Cori dedicati alla squadra, applausi per Chivu e il classico “I campioni dell’Italia siamo noi” hanno accompagnato una notte destinata a restare nella memoria dei tifosi.
E pensare che l’inizio della stagione era stato tutto fuorché semplice. L’Inter aveva arrancato nelle prime settimane, mostrando fragilità e mancanza di continuità. La scelta di affidare la panchina a Cristian Chivu aveva lasciato perplessi molti osservatori: troppo poca esperienza, troppi interrogativi, troppa pressione per raccogliere un’eredità pesante. E invece, giornata dopo giornata, il tecnico rumeno ha costruito un gruppo solido, feroce, compatto, riportando entusiasmo e identità.
La svolta è arrivata nella seconda parte del campionato, quando l’Inter ha iniziato a macinare vittorie, mostrando maturità e una mentalità da grande squadra. Da lì, la cavalcata è diventata inarrestabile fino alla certezza matematica conquistata questa sera contro il Parma.
È lo scudetto della resilienza e della rivincita. Lo scudetto di chi era stato criticato, di chi aveva dovuto conquistarsi credibilità partita dopo partita. Ma soprattutto è lo scudetto della “Pazza Inter”, quella capace di far soffrire, discutere, esaltare e infine vincere.
E questa notte, da Milano fino a Lecco, il popolo nerazzurro può finalmente urlarlo ancora: l’Inter è campione d’Italia.



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