“La piccola impresa che vorrei”: il Saraceno-Romegialli di Morbegno conquista la 3°edizione

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In Sala Don Ticozzi di Lecco Confapi Lecco e Sondrio premia i migliori progetti ideati da 300 studenti, 19 classi e 19 imprenditori tutor

Affiancata da Officine Piki, la classe quarta indirizzo grafica e telecomunicazioni ha ideato il progetto “Holo Assistant”, un assistente virtuale per aiutare i lavoratori nella risoluzione rapida di problemi aziendali

LECCO – Entusiasmo, creatività, spirito imprenditoriale e tanta voglia di mettersi in gioco. Sono stati questi gli elementi che hanno caratterizzato la finale della terza edizione del concorso “La piccola impresa che vorrei”, promosso da Confapi Lecco e Sondrio e rivolto a studenti, insegnanti, imprenditori e istituzioni in un grande momento di confronto tra scuola e mondo del lavoro. A vincere il primo premio è stato il progetto “Holo Assistant” della classe quarta, indirizzo grafica e telecomunicazioni, dell’Istituto Saraceno-Romegialli di Morbegno, seguito da “Eyeport” dell’Istituto Volta di Lecco e da “Green Fly” dell’Istituto Fiocchi di Lecco. Protagonisti assoluti della giornata anche i temi dell’intelligenza artificiale, del valore umano, della sostenibilità e della cultura del miglioramento continuo.

Katia Sala

Ad aprire l’evento è stata la giornalista e moderatrice Katia Sala, che ha accolto studenti e ospiti con entusiasmo: “È il momento più atteso di questa terza edizione del concorso. Anche quest’anno i numeri testimoniano il successo in termini di partecipazione ed entusiasmo”. Sala ha ricordato che il progetto è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, di ENAIP e dei centri di formazione professionale, sottolineando il coinvolgimento di “ben 300 studenti, 19 classi e altrettanti imprenditori aderenti a Confapi che hanno svolto il ruolo di tutor”.

La moderatrice ha poi evidenziato la complessità del lavoro della giuria: “La scelta è stata molto difficile, data la qualità del lavoro che avete fatto e di questo dovete essere tutti orgogliosi”. Non è mancato un applauso rivolto agli studenti, ai docenti e ai tutor aziendali, protagonisti di un percorso condiviso durato mesi.

Mattia Micheli

A portare il saluto istituzionale della Provincia di Lecco è stato il vicepresidente Mattia Micheli, che ha definito la presenza di Confapi sul territorio “un orgoglio per tutta la provincia”. Micheli ha sottolineato il ruolo fondamentale della cultura imprenditoriale lecchese: “Confapi rappresenta al meglio il nostro tessuto economico e la nostra cultura del lavoro, la cultura del piccolo imprenditore che si alza la mattina e cerca di creare ricchezza per tutti”. Rivolgendosi ai ragazzi ha aggiunto: “I complimenti vanno a tutti, anche solo per aver partecipato con l’entusiasmo che state dimostrando questa mattina”.

Nel corso della presentazione è stato ricordato il valore del montepremi complessivo, pari a 9.000 euro, destinato agli istituti scolastici: 4.000 euro al primo classificato, 3.000 euro al secondo e 2.000 euro al terzo. Katia Sala ha spiegato che l’iniziativa rappresenta “un modello educativo e didattico esperienziale molto innovativo”, capace di offrire agli studenti l’opportunità concreta di entrare nelle aziende, comprenderne le dinamiche e sviluppare creatività e spirito imprenditoriale.

Enrico Vavassori

Il presidente di Confapi Lecco e Sondrio, Enrico Vavassori, ha lanciato uno dei messaggi più forti della giornata. Con tono diretto e coinvolgente ha esordito dicendo: “Sapete chi ha vinto? Tutti voi, dal primo all’ultimo”. Poi ha spiegato il significato profondo della competizione: “Aver accettato la sfida, essersi messi in gioco e aver fatto qualcosa di nuovo è già una vittoria”. Vavassori ha invitato i ragazzi a fare propria la filosofia: “O vinco o imparo. Non si perde mai”. Un passaggio particolarmente applaudito è stato quello dedicato alla curiosità: “La curiosità deve essere la vostra stella polare. Non smettete mai di approfondire il perché delle cose”.

Molto apprezzato anche l’intervento di Luigi Pescosolido, rappresentante della commissione scuola e formazione di Confapi Lecco e Sondrio, che ha ringraziato scuole, docenti e imprenditori per aver creduto nel progetto. “In questi cinque mesi avete fatto qualcosa che tanti altri non fanno: vi siete messi in gioco”, ha detto rivolgendosi ai ragazzi. E ancora: “Quello che avete fatto voi è ciò che fanno gli imprenditori ogni giorno: prendere un’idea e trasformarla in qualcosa di concreto”. Pescosolido ha inoltre annunciato una quarta edizione ancora più ricca e formativa: “L’anno prossimo sarà ancora più interessante, più bella e anche un po’ più difficile”.

Luigi Pescosolido

Grande attenzione è stata dedicata all’ospite d’onore Marco Riva, ex General Manager Operations del Team Yamaha MotoGP, figura storica dietro ai successi di Valentino Rossi. Katia Sala lo ha presentato come “uno degli uomini fondamentali dietro le quinte senza i quali è impossibile costruire un progetto vincente”. Riva ha raccontato il proprio percorso professionale partito da un diploma da perito industriale meccanico fino ai vertici organizzativi della MotoGP. “Sono stato molto fortunato nella mia vita lavorativa – ha spiegato – e ho avuto esperienze davvero particolari”.

Riva ha descritto il concetto di “team invisibile“, ovvero tutte quelle figure che lavorano dietro le quinte in un ambiente altamente competitivo come la MotoGP. “Dietro qualsiasi sport c’è una preparazione enorme – ha spiegato -. La domanda da farsi sempre è: qual è la soluzione più efficiente per fare le cose?”.

Tra i temi centrali del suo intervento c’è stato il rapporto con la cultura giapponese e il metodo di lavoro Yamaha. “Ho scoperto che Italia e Giappone sono due culture complementari – ha raccontato – Noi italiani siamo molto forti quando bisogna creare qualcosa da zero”. Ha poi introdotto ai ragazzi il concetto giapponese di “kaizen“, spiegandolo così: “Significa migliorare continuamente. Cercare sempre di fare meglio deve essere l’atteggiamento giusto nella vita e nel lavoro”.

Numerosi gli aneddoti legati a Valentino Rossi. “La sua capacità di analisi era fuori dal normale – ha spiegato Riva -. In un giro di pista un pilota deve ricordare il comportamento della moto in venti curve diverse. Vale riusciva a fare tutto questo con una precisione incredibile”. Riva ha raccontato anche un episodio tecnico particolarmente significativo: “Abbiamo copiato alcune strategie di controllo della moto osservando direttamente ciò che faceva Valentino in pista”.

Katia Sala e Marco Riva

Non sono mancati momenti più leggeri e personali. “Quando mi chiama Marco vuol dire che mi sta salutando. Quando mi chiama Riva vuol dire che ha bisogno di qualcosa”, ha raccontato sorridendo parlando del rapporto con Rossi.

Marco Riva ha insistito molto sul valore delle differenze culturali e del lavoro di squadra: “Le differenze fanno la differenza. Se impariamo a rispettare culture e punti di vista diversi cresciamo tutti”. Ha poi parlato anche della pressione nel mondo delle competizioni: “Mai perdere il metodo, soprattutto quando la pressione è alta”.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla sostenibilità e al valore umano della tecnologia. Riva ha raccontato alcune iniziative concrete realizzate in Yamaha, tra cui la raccolta differenziata al Mugello e il recupero di cibo in eccedenza con il Banco Alimentare: “In un Gran Premio avanzano mediamente circa 700 pasti completi“. Ha poi descritto un progetto sociale rivolto a ragazzi con disabilità lievi, sviluppato insieme a La Nostra Famiglia di Bosisio Parini: “Vogliamo dare opportunità di inserimento lavorativo reale a questi ragazzi”.

Dopo gli interventi istituzionali si è entrati nel vivo delle premiazioni. La giuria, composta dagli imprenditori Guido Baggioli, Alice Dell’Oca, Alessandro Leidi, dalla responsabile comunicazione Confapi Lecco e Sondrio Anna Masciadri e da Katia Sala, ha valutato tutti i progetti secondo criteri rigorosi legati a innovazione, sostenibilità, applicabilità e qualità espositiva.

La classe 3ª O Meccanico dell’Istituto Fiocchi di Lecco arrivata terza

Il terzo posto è andato al progetto “Green Fly” della classe 3ª O Meccanico dell’Istituto Fiocchi di Lecco, affiancata da Rapitech e SCT Informatica. La motivazione ha premiato “una soluzione innovativa volta a migliorare la gestione dei rifiuti nelle strutture montane ad alta frequentazione”. Il progetto prevede l’utilizzo di droni per trasportare i rifiuti dai rifugi alpini fino ai centri di raccolta. Uno degli studenti ha spiegato: “Abbiamo pensato a droni capaci di trasportare fino a 50 chili di rifiuti”. Gli studenti hanno raccontato di essersi divisi i compiti tra business plan, mappe e gestione dei costi, lavorando come una vera azienda.

Il progetto “Eyeport” dell’Istituto Volta di Lecco premiato al secondo posto

Il secondo posto è stato assegnato al progetto “Eyeport” dell’Istituto Volta di Lecco, sviluppato con l’azienda Novastilmec. La motivazione ha premiato “l’alto valore etico e tecnico” del progetto dedicato alla sicurezza sul lavoro negli aeroporti. Gli studenti hanno illustrato una telecamera intelligente basata su Raspberry Pi 5, sensori Sony e intelligenza artificiale per monitorare aree pericolose negli hangar aeroportuali. “L’obiettivo è evitare accessi in zone rischiose vicino ad aerei e mezzi pesanti”, hanno spiegato.

Il progetto “Holo Assistant” della classe quarta, indirizzo grafica e telecomunicazioni dell’Istituto Saraceno-Romegialli di Morbegno

A conquistare il primo posto è stato il progetto “Holo Assistant” dell’Istituto Saraceno-Romegialli di Morbegno, affiancato da Officine Piki. La giuria ha premiato “l’assoluta aderenza agli obiettivi del concorso e l’eccellenza dimostrata in ogni fase del lavoro”. Gli studenti hanno presentato un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale locale, progettato per aiutare i lavoratori nella risoluzione rapida dei problemi tecnici in azienda. “L’idea è nata per migliorare la qualità del lavoro senza sostituire l’uomo”, hanno spiegato.

Uno dei passaggi più apprezzati è stato il video dimostrativo del progetto, nel quale l’assistente virtuale aiutava un lavoratore a riparare un macchinario. Gli studenti hanno evidenziato i punti di forza del sistema: compatibilità anche con computer molto vecchi, funzionamento locale senza internet e protezione dei dati aziendali sensibili.

Nel corso della presentazione è stato citato anche il pensiero di Federico Faggin, inventore italiano del microchip. Gli imprenditori hanno ribadito più volte che l’intelligenza artificiale deve essere considerata uno strumento di supporto e non un sostituto dell’essere umano. “Dobbiamo usarla a nostro vantaggio senza dimenticare il fattore umano”, è stato il messaggio condiviso durante tutta la giornata.

Le conclusioni sono state affidate ancora al presidente Enrico Vavassori, che ha paragonato l’intelligenza artificiale alle grandi rivoluzioni industriali del passato: “Non dobbiamo avere paura. Dobbiamo imparare a gestirla”. E rivolgendosi ai ragazzi ha concluso: “Creerà capacità nuove, lavori nuovi e mentalità nuove. E voi siete la generazione che saprà farlo meglio”.

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