Una mostra unica nel suo genere dedicata agli arbitri di calcio, tra maglie storiche, cimeli e incontri con alcuni dei protagonisti più importanti del mondo arbitrale
A idearla e curarla è stato Daniele Tagliabue, arbitro del Csi Lecco
LECCO – Un viaggio nella storia dell’arbitraggio italiano attraverso maglie, fotografie, cimeli e testimonianze. Si è conclusa nei giorni scorsi a Bergamo la mostra “Arbitri Italiani”, iniziativa curata da Daniele Tagliabue, arbitro del Csi di Lecco da oltre vent’anni, che ha trasformato la galleria d’arte Art Events dell’ex arbitro di Serie A Mario Mazzoleni in uno spazio dedicato a una figura spesso discussa ma fondamentale nel mondo dello sport.
Per cinque giorni la mostra ha accolto cittadini, appassionati, curiosi e numerosi visitatori provenienti anche dall’estero. Il momento simbolico dell’evento è stato il taglio del nastro affidato a Paolo Casarin, considerato una delle icone mondiali dell’arbitraggio.
L’esposizione non si è limitata a raccontare la storia dei fischietti italiani attraverso una ricca raccolta di memorabilia, ma ha voluto essere anche un’occasione di confronto e riflessione sul valore educativo dello sport e sul rispetto delle regole.

In quest’ottica si è inserita la serata del 22 maggio al Centro culturale San Bartolomeo, durante la quale ragazzi, famiglie e dirigenti sportivi hanno partecipato a un incontro dedicato ai temi del rispetto e della crescita sportiva, attraverso immagini e vignette commentate dal giornalista Alessandro Crisafulli.
Particolarmente partecipata anche la conferenza “Passione in gioco”, andata in scena il 25 maggio e moderata dal giornalista Sky Lorenzo Fontani. Ospiti dell’incontro sono stati Mario Mazzoleni, Renato Faverani – assistente arbitrale nelle finali di Champions League 2013 e dei Mondiali 2014 – e Massimiliano Irrati, considerato tra i migliori specialisti Var al mondo e oggi Project Lead Var della Fifa. Durante la serata il pubblico ha avuto la possibilità di dialogare direttamente con gli ospiti, approfondendo aspetti spesso poco conosciuti del mondo arbitrale. Per l’occasione sono arrivati partecipanti anche da Trapani e Cagliari.
La mostra rappresenta la seconda tappa di un progetto iniziato nel 2024 con l’esposizione “L’Arbitro, uno di noi”, allestita ad Arcore. In quell’occasione erano state raccolte sessanta maglie appartenute ad arbitri Uefa e Fifa, molte delle quali utilizzate in finali internazionali. Tra i pezzi più prestigiosi figuravano le divise di Campanati, Casarin, Rizzoli e Rosetti.

Alla base dell’iniziativa c’è anche il desiderio di ricordare Andrea Brovedani, considerato da molti uno dei più grandi collezionisti di maglie arbitrali. Dieci delle settantasette maglie esposte a Bergamo provenivano infatti dalla sua collezione privata, oggi custodita dalla famiglia.
Accanto all’aspetto culturale e sportivo, non è mancato quello solidale. Negli ultimi anni Tagliabue ha promosso aste benefiche di maglie di arbitri e calciatori raccogliendo oltre 13 mila euro a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione in Emilia-Romagna e più di 3 mila euro per l’associazione Amici della Pediatria di Bergamo. Iniziative che gli sono valse attestati di stima da parte di istituzioni nazionali, tra cui la Croce Rossa Italiana, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e la Presidenza della Repubblica.
Un percorso che continua a unire sport, memoria e solidarietà, valorizzando una figura, quella dell’arbitro, spesso osservata soltanto nei novanta minuti di una partita ma capace di trasmettere valori che vanno ben oltre il terreno di gioco.
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