Al centro del confronto lo scoppio di Castello del 1987 e la frana del San Martino del 1969
La testimonianza del soccorritore Gaetano Chiappa e l’intervento del professor Andrea Galli al centro dell’incontro
LECCO – Sicurezza del territorio, memoria storica e innovazione tecnologica al centro dell’incontro ospitato dal Polo Territoriale di Lecco del Politecnico di Milano in collaborazione con “Il Giglio”, spazio di comunità del Comune di Lecco dedicato all’invecchiamento attivo.
L’appuntamento, intitolato “Scoppio di Castello e Frana del San Martino, due fatti locali per parlare di Sicurezza e Ingegneria del futuro a protezione del territorio”, ha richiamato una partecipazione numerosa e attenta della cittadinanza, proponendo una riflessione sui rischi naturali e antropici a partire da due eventi che hanno segnato la storia lecchese: lo scoppio di Castello del 1987 e la frana del San Martino del 1969.

Tra i momenti più significativi dell’incontro la testimonianza di Gaetano Chiappa, soccorritore volontario intervenuto nelle operazioni di emergenza dopo lo scoppio di Castello. Il suo racconto ha riportato l’attenzione sull’importanza della memoria e della prevenzione nella gestione del rischio.

A sviluppare il tema dal punto di vista scientifico è stato il professor Andrea Galli, docente di Ingegneria Geotecnica del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano. Nel suo intervento ha illustrato l’evoluzione dell’ingegneria civile verso modelli sempre più predittivi e integrati, capaci di monitorare, modellare e anticipare i fenomeni naturali grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate e nuovi strumenti di ricerca.
Il professor Galli ha evidenziato come, di fronte all’aumento degli eventi meteorologici estremi e all’invecchiamento delle infrastrutture, diventino sempre più necessari sistemi fondati su dati, previsione e prevenzione, supportati da adeguati modelli interpretativi e di calcolo.

“L’ingegneria del futuro”, ha sottolineato, “lavora per ridurre il rischio prima che eventi catastrofici si manifestino, trasformando la ricerca in uno strumento concreto di tutela per le persone e per il patrimonio”.
L’iniziativa ha confermato il ruolo del Polo Territoriale di Lecco come realtà aperta al dialogo con la comunità locale, capace di coniugare ricerca, formazione e impegno civico. Particolare attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento della popolazione over 60, considerata custode della memoria storica del territorio e parte attiva nella costruzione di una cultura della sicurezza condivisa.
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