“Nel 2025 abbiamo avuto un incremento dell’1,4% degli infortuni sul lavoro e tre morti in più”
Nella mattinata di oggi, 1° maggio, la consueta commemorazione davanti al monumento di largo Caleotto
LECCO – “Nel 2025 abbiamo avuto un incremento dell’1,4% degli infortuni sul lavoro e tre morti in più. Non dico più niente perché se queste sono percentuali che servono solo alle statistiche, dietro ogni persona c’è una famiglia, ci sono amici, c’è un paese, ci sono tantissimi aspetti che non possono stare dietro a un dato che cresce o cala a seconda di anni”.
Il presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili (ANMIL) di Lecco Gianfranco Longhi ha scelto di raccontare cosa si cela dietro ai freddi numeri nel discorso pronunciato stamattina, in occasione della consueta commemorazione del 1° maggio, che si è svolta davanti al Monumento ai Caduti sul Lavoro di Largo Caleotto a Lecco organizzata dal Comune di Lecco insieme ad Anmil e ai sindacati Cgil, Cisl e Uil Lecco.

“La verità è che ormai da anni che i numeri degli infortuni e dei morti sul lavoro restano praticamente costanti oscillando tra piccoli aumenti e piccole diminuzioni – ha continuato Longhi -. Una persona, però, non è uno ‘zero virgola’, le statistiche servono per vedere una tendenza, ma se parliamo di morti e infortuni sul lavoro adesso non reggono più: dobbiamo tutti assieme mettere fine a questa strage. Siamo nel 2026, ma se guardiamo le dinamiche degli infortuni sul lavoro sono le stesse di 100 anni fa. Anche se l’Italia è sotto la media europea per numero di infortuni, dobbiamo arrivare a infortuni zero e, per farlo, bisogna iniziare a parlare di cultura della sicurezza sul lavoro sin dalla scuola“.

“Questo momento non è solamente commemorativo, ma è profondamente civile perché ricordare chi ha perso la vita lavorando significa assumersi una responsabilità: quella di non considerare mai queste morti come inevitabili. Ogni nome, ogni storia, ogni famiglia colpita ci dice una cosa molto semplice e dura: il lavoro, quando non è sicuro, smette di essere dignità e diventa ingiustizia – ha detto la vice sindaco di Lecco Simona Piazza -. Oggi, allora, vogliamo sottolineare con forza l’importanza dei controlli che non devono essere vissuti come un ostacolo, ma come una garanzia per tutti i lavoratori, per le imprese e per la comunità. Ogni vita spezzata sul lavoro è una ferita per tutti noi e perché una società che non sa proteggere chi lavora è una società che perde se stessa”.

A rappresentare la Provincia di Lecco il consigliere Antonio Pasquini che, tra i vari temi legati alla sicurezza sul lavoro, ha sottolineato l’importanza dell’inclusione delle persone più fragili, l’importanza della formazione e dei controlli: “Noi oggi non dobbiamo riflettere solo sulla quantità del lavoro ma anche sulla qualità del lavoro. Che tipo di lavoro stiamo costruendo? E’ sicuro e dignitoso? La sicurezza non può essere un costo perché dietro a ogni infortunio c’è una storia personale. E allora, accanto alla formazione, servono i controlli: è un binario doppio che procede in parallelo”.

Francesco Genna, direttore del servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di Ats Brianza ha sottolineato il fallimento di tutte le politiche di prevenzione davanti a un morto sul lavoro: “Visto che non possiamo tollerare nemmeno un morto sul lavoro, cosa stiamo facendo oggi per far si che queste tragedie non si ripetano? La nostra attività non si concretizza solo con l’azione repressiva, al contrario a noi interessa prevenire perché l’infortunio sul lavoro si basa sempre su dinamiche che sono prevedibili. Le dinamiche che causano infortuni gravi e morti sul lavoro sono pochissime, sempre le stesse, si contano sulle dita di una mano”.

Cultura della prevenzione, parità di garanzie e diritti per tutti i lavoratori, lotta al lavoro nero e al caporalato, formazione, importanza dei controlli sono stati i temi dell’intervento del Senatore lecchese Tino Magni (AVS), presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento realizzato da Pablo Atchugarry e con la benedizione del prevosto di Lecco don Bortolo Uberti.


RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL


































