“Meno soli e più sicuri”, promosso a pieni voti il progetto di teleassistenza di Auser

Tempo di lettura: 4 minuti

A un anno dall’avvio della sperimentazione su venti anziani del territorio, presentati i primi risultati

“E’ stata una esperienza estremamente positiva da entrambi i punti di vista, sia per gli anziani che per i caregiver”

LECCO – Dopo un anno di sperimentazione su venti anziani del territorio, Auser Lecco ha tracciato un primo bilancio del progetto innovativo di teleassistenza (supportato da Fondazione Comunitaria del Lecchese, Acinque e Chiesa Valdese) rivolto alle persone più fragili e, nel contempo, di supporto per i caregiver famigliari. Un progetto molto impegnativo che, come al solito, ha visto protagonisti volontari dell’associazione che hanno dedicato tempo e competenze a favore della comunità.

“Oggi siamo qui a tracciare un primo bilancio, a distanza di un anno dalla partenza del progetto, sulla teleassistenza presidiata. ‘Meno soli e più sicuri’ è un progetto innovativo che rappresenta un passo ulteriore rispetto alla telefonia sociale – ha detto il presidente Claudio Dossi -. Il tema delle nuove tecnologie è fondamentale per favorire la domiciliarità e l’autonomia delle persone anche se non bastano, perché non si può prescindere dalle relazioni umane. Un progetto faticoso che siamo riusciti a portare avanti e di cui oggi abbiamo feedback molto positivi”.

Claudio Dossi

Attraverso l’orologio digitale IR-SI è stato possibile monitorare gli anziani in modo personalizzato. L’orologio è in grado di lanciare un alert in caso di caduta, su richiesta dello stesso utente che schiaccia un apposito pulsante, oppure se la persone si allontana da un perimetro preimpostato. Attraverso il bracciale gli operatori di Auser possono contattare direttamente la persona e allertare i soccorsi. Il bracciale, inoltre, attraverso un messaggio acustico può ricordare all’anziano di prendere le medicine in orari pre-impostati. Dall’altro capo del telefono, pronti a intervenire, i volontari Auser che consentono di attivare il servizio tra le ore 7.30 e le 18 da lunedì a venerdì.

“Gli anziani che indossano il bracciale hanno detto di sentirsi in generale più sicuri – ha detto Dossi -. Ma anche i famigliari stessi e i caregiver hanno confermato di sentirsi molto più tranquilli grazie a questo servizio. E’ stata una esperienza estremamente positiva da entrambi i punti di vista. Nel concetto di collaborazione con gli enti preposti che è insito nel Dna di Auser, abbiamo già condiviso tutti questi dati con Ats Brianza, con Asst Lecco e con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per mettere in campo risposte proprio attraverso questa esperienza. Nei prossimi anni l’invecchiamento della popolazione sarà impetuosa con ricadute economiche. Anche i caregiver avranno bisogno di supporto. Noi cerchiamo di interrogarci per trovare risposte condivise”.

Emanuele Manzoni

“Si tratta di una esperienza sicuramente interessante perché si tratta di uno strumento molto utile e al contempo semplice – ha detto Emanuele Manzoni, presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci -. Dietro a questi strumenti, però, c’è sempre la presenza di una persona e questo connubio non bisogna mai perderlo di vista e tenercelo stretto. L’altro elemento di interesse è che c’è bisogno di una rete attorno alle persone con associazioni e volontari a supporto delle istituzioni come nel caso di Auser”.

Stefania Bolis

“Quello dei caregiver è un compito essenziale ma spesso molto gravoso, questo è un tema che come Ats Brianza stiamo già affrontando – ha detto Stefania Bolis, Direttore SC Innovazione e Comunicazione Ats Brianza -. L’esempio che ci è stato illustrato oggi è molto interessante e dobbiamo pensare a come portare avanti questa iniziativa tutti assieme. L’impegno di Ats Brianza c’è e ci sarà, sempre nell’ottica di fare rete”.

Gianluca Peschi

Anche Gianluca Peschi, direttore socio sanitario di Asst Lecco, ha sottolineato come nei prossimi anni ci sarà un aumento importante della popolazione over 65: “Di iniziative come questa ce ne sarà sempre più bisogno. La grande sfida che dobbiamo affrontare tutti assieme è lavorare per rimandare il più possibile la perdita di autonomia e questo progetto copre sicuramente un pezzettino del percorso che siamo chiamati ad affrontare”.