Nozze sul lago, gli stranieri scelgono Lecco: “Un mercato in forte espansione”

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Matrimoni sul lago 2026

L’incremento dei ‘destination weddings’ sul ramo lecchese del Lario si aggira intorno al 10%

Manuela Pagani (Villa Giulia): “A conquistare le coppie sono soprattutto il panorama e l’atmosfera del territorio”

LECCO – Il Lago di Como continua a conquistare le coppie straniere che scelgono l’Italia per il loro matrimonio e, sulla scia delle località ormai consacrate del ramo occidentale e del Centro Lago, anche Lecco e il ramo lecchese si stanno ritagliando uno spazio sempre più importante nel mercato dei cosiddetti “destination weddings”. Un settore in crescita costante, con un incremento che si aggira intorno al 10% all’anno, e che porta sul territorio non soltanto gli sposi, ma anche decine di invitati, generando ricadute su strutture ricettive, ristorazione, commercio e servizi.

Manuela Pagani

A raccontare la tendenza è Manuela Pagani, proprietaria, insieme alla sorella Claudia, e responsabile destination weddings di Villa Giulia, a Parè (Valmadrera) location che organizza matrimoni dagli anni Ottanta e che negli ultimi anni ha intercettato una domanda sempre più internazionale.

“Ormai è un dato certo. Sulla scia di Como anche Lecco sta diventando meta ambita per i matrimoni stranieri in Italia“, spiega Pagani. A conquistare le coppie sono soprattutto il panorama e l’atmosfera del territorio: “Lecco con lo sfondo del Resegone, il Matitone e il suo Golfo da cartolina fa gola a quegli stranieri che desiderano un matrimonio da sogno sul Lago di Como ma con un budget più contenuto”.

Proprio il fattore economico rappresenta uno degli elementi che stanno spingendo le coppie verso il ramo lecchese. Molte delle ville più conosciute dell’altra sponda del lago presentano infatti costi di affitto molto elevati, mentre Lecco permette di vivere l’esperienza del matrimonio sul Lago di Como mantenendo, in alcuni casi, un budget più accessibile.

La domanda arriva principalmente dagli Stati Uniti, seguiti da diversi Paesi europei, in particolare Regno Unito, Francia e Germania. Le coppie, spiega Pagani, possono contattare direttamente le location, ma nella maggior parte dei casi si affidano a wedding planner locali, fondamentali per organizzare trasferimenti, pernottamenti e servizi e, soprattutto, per coordinare i rapporti con i numerosi fornitori del territorio superando eventuali barriere linguistiche.

Anche i social network e le piattaforme specializzate contribuiscono a far conoscere le location. La ricerca della destinazione passa infatti sempre più spesso dal web, attraverso i social e portali dedicati al mondo del wedding in Italia.

Ma il valore dei destination weddings non si esaurisce nella giornata delle nozze. La coppia e gli invitati soggiornano infatti mediamente tre giorni a Lecco e nei comuni vicini, con ricadute sull’intera filiera turistica. Hotel, ristoranti, negozi e attività commerciali beneficiano della presenza degli ospiti, mentre per il matrimonio vengono coinvolti fornitori locali: fioristi, parrucchieri, musicisti e intrattenitori.

Una tradizione particolarmente diffusa tra le coppie americane è inoltre quella del Rehearsal party, una festa informale organizzata il giorno precedente al matrimonio, che può coinvolgere altre strutture della zona e ampliare ulteriormente la ricaduta economica dell’evento.

La tendenza più recente è quella verso matrimoni più intimi ed esclusivi. La media si attesta intorno alle 40-50 persone, mentre stanno prendendo sempre più piede gli intimate wedding e gli elopement, le cosiddette “fughe d’amore”, con gruppi di appena 10-15 persone, compresi gli sposi, e spesso con un rito simbolico.

“Questi gruppi ristretti faticano a trovare disponibilità sul ramo occidentale, dove molte ville prevedono numeri minimi di ospiti da rispettare o costi di affitto fissi difficili da sostenere”, spiega Pagani. “Noi, ad esempio, abbiamo dedicato a queste piccole celebrazioni i giorni infrasettimanali e questo ci ha consentito di aumentare il tasso di occupazione anche da lunedì a giovedì”.

Un altro elemento particolarmente ricercato dagli stranieri è la possibilità di celebrare un rito simbolico direttamente nella location. Secondo Pagani, circa il 90% delle coppie straniere cerca dimore storiche o ville sul lago dove sia possibile celebrare questo tipo di cerimonia, anche per il forte impatto scenografico sulle fotografie e sui video e per il minore impegno burocratico rispetto a un matrimonio civile. E, dopo il rito, non può mancare il lago: “Un tour in taxi boat o con motoscafo d’epoca per bellissime foto ricordo con Lecco sullo sfondo“, racconta Pagani.

Una domanda che guarda già molto avanti nel tempo. “Stiamo già lavorando all’organizzazione delle nozze per il prossimo 2027 e iniziamo a ricevere le conferme per il 2028. Le coppie si muovono con due anni d’anticipo per una pianificazione priva di errori”, spiega.

Pagani, che da diversi anni si occupa degli eventi a Villa Giulia insieme alla sorella Claudia, sottolinea come l’esperienza maturata nel settore rappresenti un elemento decisivo per conquistare una clientela internazionale. “Le coppie ci scelgono per la sicurezza che trasmettiamo, data dall’esperienza nel settore da generazioni, dalle competenze linguistiche e dalla capacità di fornire al cliente un pacchetto completo privo di difetti o spiacevoli sorprese. Tutto deve essere perfetto”. E aggiunge: “Il mercato cambia nel corso degli anni e la capacità di adeguarsi a una nuova domanda è il segreto per crescere”.

Severino Beri
Severino Beri presidente di Federalberghi Lecco

La crescita del fenomeno viene confermata anche da Severino Beri, presidente di Federalberghi Lecco, che considera ormai il wedding sul Lago di Como un mercato “consacrato”.

“Si tratta di un mercato interessantissimo, in continua evoluzione. Sul nostro lago, soprattutto nelle località del Centro Lago, oramai da dieci anni si lavora bene in questo senso”, spiega Beri. “È un’ottima cosa che il trend si stia espandendo in località meno note, come appunto Lecco, Valmadrera e il ramo di Lecco”. Secondo il presidente di Federalberghi, la crescita è anche il risultato del lavoro di promozione turistica portato avanti sul territorio, con il coinvolgimento della Camera di Commercio. “Chi organizza questi eventi ha un budget di spesa enorme. Sono principalmente turisti stranieri, statunitensi, inglesi, ma anche asiatici”, sottolinea.

I numeri delle località ormai affermate danno la misura della forza del settore. “A Varenna il calendario 2027 è già pieno, si va al 2029 per le prenotazioni di eventi simili. Stanno qui tre-quattro giorni minimo, tra preparativi, shooting e festa: gli alberghi lavorano benissimo, i ristoranti anche. I numeri di Villa Cipressi e Villa Monastero a Varenna parlano chiaro”, prosegue Beri.

L’obiettivo, quindi, è accompagnare l’espansione del fenomeno anche sul ramo lecchese, intercettando una domanda internazionale che sembra destinata a crescere ancora. “È una strada da portare avanti, consapevoli di avere già raggiunto il top. Il Lago di Como va forte e confidiamo in ottime stagioni anche nei prossimi quattro-cinque anni”, conclude Beri.

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