Il comitato lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli non è stato invitato all’incontro promosso dal Comune di Lecco sul piano Mattei
“L’esclusione equivale a non riconoscere e non valorizzare il patrimonio di competenze, relazioni ed esperienze costruito in questi anni”
LECCO – “È grave che il Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli non sia stato invitato all’incontro promosso dal Comune di Lecco sul Piano Mattei e la cooperazione internazionale, come annunciato nel comunicato stampa del Comune in data 10 settembre 2026″. Così la presidente del Presidente del Comitato lecchese per la pace e la cooperazione tra i popoli Maria Grazia Caglio che chiede al Comune di Lecco un confronto realmente partecipato e aperto a istituzioni, imprese e Terzo Settore.
“Il Comune di Lecco fa parte del Comitato insieme ad altri Comuni della provincia e a numerosi Enti del Terzo Settore che da anni promuovono sul territorio progetti di cooperazione decentrata, pace e solidarietà internazionale. Escludere proprio queste realtà da un confronto strategico sulla cooperazione internazionale significa non riconoscere e non valorizzare un patrimonio importante di competenze, relazioni ed esperienze costruito nel corso degli anni nella nostra provincia”.
Caglio aggiunge: “Il territorio lecchese ha una lunga storia di impegno nella cooperazione internazionale. Una storia fatta di associazioni, enti locali, volontari e organizzazioni che hanno costruito relazioni durature con partner e comunità di diversi Paesi. Questo patrimonio non può essere ignorato. Il Piano Mattei può rappresentare una risorsa e un’opportunità, ma non può essere declinato esclusivamente nella prospettiva delle imprese e dello sviluppo economico. Il mondo economico può certamente essere un protagonista, ma non può essere l’unico interlocutore”.
Per il Comitato lecchese “una politica di cooperazione efficace e credibile deve prevedere anche una possibilità concreta per il Terzo Settore, per le associazioni e per tutti quei soggetti che costruiscono da anni relazioni con le comunità e le organizzazioni africane.
La cooperazione non può ridursi a una ricerca di nuovi mercati: deve mettere al centro persone, diritti, solidarietà, sostenibilità e sviluppo condiviso, nel rispetto delle comunità e dei territori coinvolti. Come Comitato siamo quindi disponibili a confrontarci e a mettere a disposizione delle istituzioni competenze, relazioni ed esperienze maturate nel tempo. Chiediamo la possibilità di contribuire alla costruzione di una politica di cooperazione che sia realmente partecipata e coerente con la storia del nostro territorio”.
Richieste a cui si aggiunge un ulteriore desiderata: “Auspichiamo che questa esclusione non si ripeta e che il Comune scelga di coinvolgere il Comitato nei prossimi incontri strategici e istituzionali. Se si vuole costruire una vera politica di cooperazione, è necessario farlo insieme, mettendo in rete istituzioni, imprese e Terzo Settore, riconoscendo il contributo che ciascuno di questi soggetti può offrire. Chiediamo quindi che il percorso annunciato dal Comune sia realmente partecipato, trasparente e aperto a tutte le realtà che da anni lavorano per la cooperazione e la solidarietà internazionale”.
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