Pienone per l’incontro con padre Kizito. Inaugurata la mostra “Kibera Vive!”

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Il missionario lecchese da 50 anni è accanto ai più vulnerabili nel più grande slum dell’Africa

“Anche in situazioni che per noi sono disperate, loro sono capaci di sorridere perché hanno dentro una grandissima voglia di vita”

LECCO – Un incontro carico di entusiasmo, quello di oggi pomeriggio, con padre Renato Kizito Sesana. Il missionario lecchese ha partecipato all’inaugurazione di “Kibera Vive! Il più grande slum dell’Africa fra degrado e voglia di riscatto”, la mostra realizzata con le fotografie di Bruno Zanzottera e allestita al centro civico Sandro Pertini di Germanedo.

In tantissimi (posti a sedere esauriti e gente in piedi), compresi il sindaco di Lecco Filippo Boscagli e l’assessore Lorella Cesana, erano presenti all’incontro “Un sogno per l’Africa”, che si è tenuto prima dell’inaugurazione. Il missionario ha catturato l’attenzione di tutti raccontando cinquant’anni trascorsi in Africa accanto alle persone più vulnerabili, dai bambini di strada alle nuove forme di sfruttamento.

“Io passo la mia giornata sempre in mezzo ai giovani, ragazzi che hanno voglia di fare, dentro di loro hanno una grande vitalità e vogliono continuare a crescere, ma soprattutto sono persone capaci di relazioni profonde e importanti – ha raccontato padre Kizito -. C’è un segreto: anche in situazioni che per noi sono disperate, loro sorridono perché hanno dentro una grandissima voglia di vita. E c’è una spiritualità profonda che sostiene questo amore per la vita e da loro abbiamo anche tanto da imparare”.

Lorella Cesana, Anna Pozzi, Filippo Boscagli

Arrivato in Kenya nel 1988, padre Kizito ha fondato a Nairobi (Kenya) la Koinonia Community, dedicando una parte importante del proprio impegno ai bambini e alle bambine di strada, per i quali ha dato vita a progetti, centri di accoglienza e case-famiglia. Nel corso degli anni la sua attenzione si è estesa ai nuovi bisogni e alle diverse forme di emarginazione, ingiustizia e violazione dei diritti umani, compreso il traffico di persone destinato a gravi forme di sfruttamento, anche digitale.

A ripercorrere con lui questa esperienza è stata la giornalista Anna Pozzi, autrice dei testi della mostra che accende un riflettore su una delle più grandi e affollate baraccopoli dell’Africa, raccontandone le diverse realtà attraverso immagini e testi.

All’incontro erano presenti anche il presidente delle Acli Provinciali di Lecco Giuseppe Elia e Andrea Salvalaggio che hanno portato i loro saluti. Al termine dell’incontro è stata inaugurata la mostra e si è svolta una visita accompagnati dai volontari dell’associazione Amani ETS, che la scorsa estate sono stati a Nairobi per un campo di incontro.

Al centro delle immagini c’è Kibera, descritta come una realtà di circa un milione di abitanti in appena 2,5 chilometri quadrati, a poca distanza dal centro di Nairobi. Accanto alla miseria, alla criminalità, alle famiglie disgregate e al fenomeno dei bambini di strada, emerge però anche un altro volto dello slum: quello dei numerosi progetti, tra cui quelli portati avanti da padre Kizito e da Koinonia Community insieme ad Amani, e delle iniziative nate tanto dalla necessità di trovare mezzi di sostentamento quanto da una forte creatività.

Musica, danza, teatro e arte diventano così parte del racconto di una realtà complessa, nella quale trovano spazio esperienze di collaborazione e il protagonismo di artisti, bambini e giovani che possono scoprire ed esprimere i propri talenti. È questo doppio volto, tra degrado e voglia di riscatto, che le fotografie di Zanzottera e i testi di Pozzi sono riusciti a portare a Lecco.

La mostra, allestita al centro civico di Germanedo, sarà visitabile fino al 4 dicembre, dal lunedì al giovedì dalle 14 alle 18 e il venerdì dalle 16 alle 18. Sarà inoltre possibile prenotare visite guidate curate dai volontari di Amani scrivendo a lecco@acli.it.

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