Reginald Green in visita al Parco dedicato al figlio Nicholas, morto nel 1994

“Un’emozione essere qui, Lecco è stata generosa con me e con la mia famiglia”

LECCO – “Essere qui è davvero emozionante, tremo ancora di freddo ricordando quella giornata”. Capelli bianchi, sguardo sincero e aperto, il sorriso di un bambino. Reginald Green non trattiene l’emozione varcando l’ingresso del Parco Nicholas Green in via Carlo Pizzi a Lecco, giardino pubblico intitolato al bimbo statunitense di 7 anni assassinato nel 1994, mentre stava percorrendo la Salerno-Reggio Calabria in auto con la sua famiglia.

Al centro Reginald Green

La visita a Lecco

Reginald è giunto a Lecco sabato mattina, per visitare il parco dove recentemente sono stati piantumati due alberi, donati dal Comune di Lecco alle scuole lecchesi nell’ambito del progetto VentidueAlberi. Con lui l’assessore ai Lavori Pubblici Corrado Valsecchi, il presidente del Consiglio Comunale di Lecco Giorgio Gualzetti, l’assessore all’Istruzione Clara Fusi, il Questore di Lecco Filippo Guglielmino e diversi cittadini, rappresentanti di associazioni, che hanno voluto tributare un ricordo al piccolo Nicholas.

“E’ davvero una grandissima emozione per noi ospitare e riabbracciare Reginald in questo parco che Lecco ha voluto dedicare a suo figlio nel 1996. Sono trascorsi 23 anni da quella gelida giornata, ma la memoria è ancora vivissima” ha detto Corrado Valsecchi.

La donazione degli organi, ‘gesto indelebile’

“Il gesto che la famiglia di Nicholas ha voluto fare quando è morto resta indelebile – ha proseguito Valsecchi, riferendosi alla donazione degli organi che permise di salvare altre sette vite – a quei tempi come sappiamo la donazione degli organi non era ancora prassi comune nel nostro Paese, ma il gesto di Reginald e di sua moglie Margaret ha cambiato le cose. Da allora infatti le donazioni aumentarono in maniera esponenziale.

Reginald Green

“Lecco è sempre stata generosissima con me e con la mia famiglia – ha detto emozionato Reginald – quello dove ci troviamo ora è uno dei primi parchi dedicati alla memoria di mio figlio. Poi ne sono venuti altri, parchi, scuole, persino un ponte a Genova. Centinaia di luoghi che mi fanno emozionare, ma la vostra sensibilità mi tocca davvero nel profondo”. Reginald ha quindi ricordato come dieci anni dopo la morte del piccolo Nicholas le donazioni in Italia siano triplicate: “Nessun altro paese ha mai eguagliato questa crescita nello stesso lasso di tempo”. L’assessore Valsecchi, mostrando gli alberi piantumati nelle scorse settimane, ha annunciato che il Parco Nicholas Green diventerà presto un parco musicale: “Presto in via Aspromonte inizieranno i lavori di sistemazione del parchetto e abbiamo pensato di trasferire l’allestimento qui”.

Giuseppe Larosa

Larosa (Aido Lecco): “Sulle donazioni ancora tanta indifferenza”

Alla cerimonia era presente anche il presidente provinciale di Aido Giuseppe Larosa: “Un’occasione per ringraziare personalmente Reginald per il grande gesto di solidarietà compiuto in un momento così tragico – ha commentato – e per ricordare che, nonostante i netti miglioramenti, sul fronte della donazione degli organi l’Aido deve fare ancora tanto lavoro. Oggi in Italia sono circa 9 mila le persone in attesa di trapianto, l’indifferenza e, lasciatemi dire, l’ignoranza sul tema, vanno combattute. I pregiudizi sono ancora diffusi e troppe persone rifiutano alla donazione degli organi a prescindere. Un altro dato: dal 2016 come noto i Comuni che hanno aderito a ‘Una scelta in Comune’ prevedono la possibilità, nel momento di rifare la carta di identità, di indicare la scelta o meno di donare gli organi. A Lecco, su 5.400 utenti che hanno rinnovato il documento di identità, solo 1200 persone hanno acconsentito. Su questo dobbiamo ancora lavorare per sensibilizzare sempre di più la cultura del dono”.

Il saluto del Questore Guglielmino

“Saluto e ringrazio Reginald Green – il commento del Questore di Lecco Filippo Guglielmino – ricordo che dopo l’incidente sulla Salerno-Reggio Calabria il Governo stanziò fondi per dotare l’autostrada di un sistema di video sorveglianza. Una seconda cosa bella nata da una disgrazia che ha segnato tanti di noi”.

Nel pomeriggio a Casatenovo

Dopo pranzo Reginald Green e gli amministratori lecchesi si sono recati a Casatenovo per un incontro con Marco Galbiati, papà del giovane Ricky, scomparso a fine 2016 in seguito a un malore mentre sciava. Marco Galbiati, come Reginald, è sostenitore della battaglia per modificare la legge sull’anonimato che regola la donazione degli organi.

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