Rischio incendi fuori stagione, Bussola: “Il cambiamento impone una riflessione”

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Il sindaco Bussola
Il sindaco Giovanni Bruno Bussola

Secondo Bussola l’organizzazione territoriale funziona, ma occorre interrogarsi sul futuro della disponibilità di Canadair ed elicotteri

I roghi che hanno interessato Premana, Moregallo e Gordona alimentano la riflessione su incendi sempre più possibili anche nei mesi estivi. “Non so se sia un’eccezione, ma oggi questa possibilità esiste”, sottolinea Bussola

BALLABIO – Gli incendi che stanno interessando il territorio lecchese e quello della vicina Valtellina aprono una riflessione sulla gestione dell’antincendio boschivo. Dopo i roghi che hanno colpito Premana, il Monte Moregallo e Gordona, in provincia di Sondrio, cresce infatti l’interrogativo se sia ancora attuale considerare la stagione ad alto rischio limitata ai mesi invernali.

Una domanda che abbiamo rivolto a Giovanni Bruno Bussola, delegato all’Antincendio Boschivo, Protezione Civile e Agricoltura della Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino, oltre che sindaco di Ballabio, chiamato a commentare una situazione che, per estensione e contemporaneità degli eventi, interessa ormai diverse aree del Nord Italia.

Per Bussola, la riflessione è “giusta e corretta”, perché gli episodi registrati nelle ultime settimane non possono essere considerati casi isolati. Oltre ai roghi lecchesi e valtellinesi, incendi significativi hanno interessato anche altre regioni settentrionali, come il Piemonte, segnale di un fenomeno che merita attenzione anche in un periodo tradizionalmente ritenuto a basso rischio.

“Non so dire se ci troviamo di fronte a un’eccezione o a un’annata particolarmente negativa – osserva – ma la possibilità che incendi di questo tipo possano verificarsi anche in questa stagione è purtroppo evidente”.

Sul fronte operativo, secondo il delegato, la struttura dell’AIB (Antincendio Boschivo) della Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino è in grado di rispondere alle emergenze anche durante l’estate.

“Abbiamo una convenzione con la Provincia di Lecco e con i Parchi. Dal punto di vista organizzativo sono convinto che, per quanto ci riguarda, cambi poco. È vero che in estate qualcuno è in vacanza, ma possiamo contare su circa 200 volontari della sola Comunità Montana e anche in questo periodo non registriamo particolari criticità nella gestione dell’antincendio boschivo”.

La riflessione, secondo Bussola, si sposta però su un livello più ampio, quello nazionale, dove il tema riguarda la disponibilità dei mezzi aerei e delle nuove tecnologie per il monitoraggio.

La criticità, guardando al futuro, potrebbe riguardare soprattutto la disponibilità di Canadair ed elicotteri messi a disposizione rispettivamente dallo Stato e dalla Regione Lombardia. La flotta disponibile sull’intero territorio nazionale è limitata e, storicamente, si alternava tra Nord e Sud seguendo la stagionalità degli incendi: d’estate soprattutto al Sud, d’inverno prevalentemente al Nord. Se però gli incendi aumentano contemporaneamente in entrambe le aree del Paese, il problema cambia dimensione”.

Da qui l’invito ad avviare una riflessione istituzionale sul potenziamento della flotta aerea destinata alla lotta agli incendi boschivi.

“Noi oggi non possiamo lamentarci del supporto ricevuto, ma guardando al futuro credo che qualcuno, a livello statale, debba interrogarsi sulla possibilità di incrementare il parco mezzi. Sappiamo che i costi sono elevati, ma se Nord e Sud dovessero trovarsi ad affrontare contemporaneamente numerosi incendi, potrebbe diventare un problema serio. Inoltre le tecnologie oggi consentono un monitoraggio migliore e più attento grazie all’utilizzo di droni, immagini satellitari, eccetera quindi anche su questo fronte si può migliorare”.

Nel ragionamento di Bussola c’è anche un riconoscimento al lavoro della struttura tecnica dell’antincendio boschivo della Comunità Montana. Il delegato sottolinea infatti l’importanza del contributo di Renato Corti e Greta Valnegri, referenti tecnici AIB della Comunità Montana Lario Orientale – Valle San Martino e di tutti i volontari, evidenziando come sia fondamentale mantenere e consolidare un’organizzazione che, sul territorio, sta dimostrando di funzionare efficacemente.

 

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