Rsa verso la riapertura: tamponi e test prima dell’accesso degli ospiti

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Regione approva la delibera con procedure e istruzioni

Piano organizzativo-gestionale per contenimento e gestione del covid

LECCO – La Regione Lombardia ha approvato ieri, 9 giugno, la delibera per il settore sociosanitario “successivo alla Fase 1 dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” per la riapertura delle Rsa.

La Regione chiede alle strutture di predisporre un piano organizzativo gestionale e procedure e istruzioni operative per una serie di ambiti specificati nel dettaglio nell’allegato A della delibera.

“Al fine di assicurare il progressivo ripristino di tutte le attività sociosanitarie nella massima sicurezza di utenti e operatori nella cosiddetta ‘Fase 2’ dell’emergenza da SARS-CoV-2 e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria da COVlD-19 – si legge – è necessario definire azioni volte non solo alla prevenzione dell’epidemia, ma anche al tempestivo riconoscimento di ogni eventuale caso sospetto, con i conseguenti immediati interventi di contenimento del contagio e, se del caso, con la rimodulazione delle offerte erogate”.

“Per assicurare la massima tutela di utenti e operatori, l’Ente erogatore, attraverso il coordinamento del Referente aziendale COVID-19 appositamente individuato, garantisce l’effettiva applicazione del piano organizzativo-gestionale di cui sopra con procedure/istruzioni operative in materia di contenimento e gestione dell’infezione da SARS-CoV-2”.

Le visite sono consentite solo in situazioni di particolare necessità e devono essere concordate e autorizzate dal Gestore: “Per tutta la durata dell’emergenza, l’accesso alla struttura da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti deve essere concesso eccezionalmente, su autorizzazione del responsabile medico della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previo accertamento dello stato di salute (con modulo di autodichiarazione), rilevazione della temperatura corporea all’entrata e l’adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio”.

Procedure relative all’ingresso di nuovo ospite o di rientro da ricovero ospedaliero

“E’ necessario che, almeno all’inizio della ‘fase 2’, i nuovi ingressi di ospiti/pazienti, soprattutto nelle Rsa e Rsd, sia limitata e comunque non superiore a 1/3 dei posti letto quotidianamente disponibili per i primi 14 giorni dopo il riavvio dei ricoveri, incrementabile a 2/3 nei successivi 14 giorni e, quindi, fino al ripristino delle regolari modalità degli ingressi, salvo diverse indicazioni ovvero rimodulati o nuovamente interrotti in base all’andamento epidemiologico. Quanto sopra è da intendersi sia per i letti liberi a contratto che per quelli liberi non a contratto, conteggiati separatamente”.

Le nuove procedure prevedono un’accurata verifica preliminare volta ad escludere la presenza di sintomi sospetti per COVID-19 e/o l’esposizione a casi COVID-19 nei precedenti 14 giorni e la valutazione della possibilità di effettuare un efficace isolamento domiciliare.

Al paziente presso il suo domicilio viene effettuato il tampone naso-faringeo e test sierologico per COVID-19, prevedendo, al contempo, l’isolamento a domicilio del paziente stesso per il periodo di tempo intercorrente tra l’esecuzione dei prelievi e l’ingresso in struttura.

In base ai risultati di laboratorio si distinguono le seguenti possibilità:

  • sierologia negativa e tampone negativo: prolungare l’isolamento domiciliare e ripetere dopo 14 giorni i tamponi che, se risultano entrambi ancora negativi, garantiscono l’ingresso dell’ospite struttura residenziale.
  • sierologia negativa e tampone positivo: avviare percorsi di presa in carico specifici verso strutture di ricovero a carattere sanitario appositamente individuate, in accordo con l’utente (o con il suo legale rappresentante) e il MMG e coinvolgendo i familiari.
  • sierologia positiva e tampone negativo: prolungare l’isolamento fiduciario e si può procedere all’ingresso dell’ospite.
  • sierologia positiva e tampone positivo: avviare percorsi di presa in carico specifici verso strutture di ricovero a carattere sanitario appositamente individuate, in accordo con l’utente (o con il suo legale rappresentante) e il MMG e coinvolgendo i familiari.

Per gli ospiti/pazienti candidati al rientro verso un’unità d’offerta sociosanitaria residenziale riconducibile a collettività chiusa (esempio: RSA, RSD, ecc.), proveniente da altra struttura (generalmente dopo ricovero presso ospedale per acuti), se ospite/paziente COVID-19 è guarito totalmente è possibile il suo rientro:

  • se ospite/paziente COVID-19 guarito clinicamente in attesa di negativizzazione, si avviano percorsi di presa in carico specifici verso strutture di ricovero a carattere sanitario appositamente individuate;
    In tal caso le prescrizioni ricalcano i punti soPra indicati.

Screening sierologici e tamponi sono previsti anche per gli ospiti delle strutture residenziali che si avvalgono periodicamente di prestazioni ambulatoriali all’esterno dell’unità d’offerta di provenienza.

L’assessore Regionale Giulio Gallera

Regione Lombardia assicura regole rigide: “Le strutture residenziali e semiresidenziali possono riaprire in totale sicurezza: sono previsti test sierologici e tamponi per i nuovi accessi, la presa in carico in appositi centri Covid dei positivi, percorsi di screening e di formazione continua per gli operatori” ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera.

“Abbiamo agito nella consapevolezza di dover trovare un equilibrio molto delicato – dice l’assessore – fra le esigenze delle famiglie di garantire ai propri cari una adeguata presa in carico con le formule di assistenza necessarie e la necessità di mettere in sicurezza le strutture residenziali, semi residenziali e ambulatoriali con un’attenzione particolare
alle situazioni di particolare fragilità degli ospiti. Questo provvedimento è stato costruito con un approfondito confronto con le associazioni dei gestori e individua percorsi specifici per l’accesso alle strutture”.

Gli obiettivi della fase 2

L’obiettivo della fase 2 deve essere quello di rimodulare l’attività ordinaria dell’offerta sulla base di quattro presupposti fondamentali:

  • Sicurezza, ovvero l’adozione di tutte le misure necessarie per ridurre le possibilità di contagio degli utenti, dei familiari e degli operatori
  • Appropriatezza, ovvero l’esecuzione di trattamenti completi e appropriati, in relazione alla diagnosi ed alla situazione dei pazienti, nel rispetto di quanto previsto nel punto precedente, ma costruendo l’organizzazione necessaria per intervenire ordinariamente (non, solo o principalmente, in casi particolarmente gravi o in situazioni di urgenza)
  • Innovazione, ovvero la capacità di riformulare parte dell’organizzazione del lavoro e delle modalità di offerta dei Servizi, sperimentando e verificando nuove possibilità di interfaccia e di approccio con l’utenza che potranno essere, in base ai risultati, portate a regime
  • Flessibilità, ovvero la capacità di modulare, nel tempo ed in relazione all’evolversi della situazione e della domanda, l’organizzazione del lavoro, l’utilizzo degli spazi disponibili, gli orari di apertura delle sedi o di esercizio di particolari attività, noncheé la capacità di configurare dinamicamente la modalità di accesso ai percorsi di cura ed alla loro esecuzione.