Salvato da un malore, dona un defibrillatore ai soccorritori che gli hanno salvato la vita

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Foto di rito per parte dello staff col nuovo defibrillatore
Foto di rito per parte dello staff col nuovo defibrillatore

L’uomo era stato soccorso a settembre in via Parini dopo un malore improvviso: decisivo l’intervento dei sanitari di LeccoSoccorso

“Un regalo inaspettato quanto prezioso per il nostro staff”, ha commentato il coordinatore Donato Costadoni ringraziando pubblicamente il donatore

LECCO – Un gesto silenzioso, ma carico di riconoscenza. Un gesto che racconta molto più di tante parole e che nasce da una seconda possibilità ricevuta quando tutto, per qualche istante, sembrava poter finire diversamente.

Protagonista della storia è un lecchese di 79 anni che, lo scorso mese di settembre, era stato colto da un malore mentre si trovava in via Parini, a Lecco. Attimi concitati, la richiesta di aiuto, poi l’arrivo dei sanitari della Croce San Nicolò – LeccoSoccorso. Un intervento rapido e decisivo, di quelli che fanno la differenza tra la vita e la tragedia.

I soccorritori agirono con tempestività, stabilizzando l’uomo e consentendone il trasferimento in ospedale. Un’azione provvidenziale senza la quale oggi il racconto sarebbe probabilmente molto diverso.

Cinque mesi dopo quel giorno difficile, e dopo una completa ripresa, il 79enne ha voluto tornare proprio lì dove tutto era ricominciato: nella sede della Croce San Nicolò. Non per un controllo medico, ma per dire grazie.

Lo ha fatto con un dono concreto e significativo: un nuovo defibrillatore destinato ai volontari e ai sanitari dell’associazione, uno strumento che potrà contribuire a salvare altre vite.

“Un regalo inaspettato quanto prezioso per il nostro staff — sottolinea il coordinatore Donato Costadoni — Un gesto per il quale ci sentiamo di ringraziare pubblicamente chi ha voluto donarci questo defibrillatore”.

Un segno di gratitudine che diventa anche un messaggio più ampio: dietro ogni intervento di emergenza ci sono professionalità, prontezza e dedizione, ma anche legami umani che continuano ben oltre il momento del soccorso.

Perché, a volte, il modo più autentico per dire grazie è aiutare qualcun altro a vivere la stessa possibilità ricevuta.