Sicurezza in Ospedale, la Uil Fpl scrive alla Direzione: “Serve la vigilanza armata”

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ospedale manzoni lecco

Il sindacato torna a sollecitare l’ASST di Lecco dopo la segnalazione arrivata dalla Radiologia e l’episodio della notte tra sabato e domenica

La UIL propone il modello già adottato a Como e chiede un confronto con il Comune per le situazioni di fragilità

LECCO – Persone estranee che accedono e trovano rifugio all’interno dell’ospedale, anche nelle ore notturne, e un episodio che ha richiesto l’intervento di una guardia giurata. È la situazione segnalata alla UIL Funzione Pubblica Lario e Brianza da medici radiologi, specializzandi, tecnici sanitari di radiologia medica e infermieri della Radiologia Diagnostica dell’ospedale Manzoni.

A seguito della segnalazione, il segretario generale della UIL Funzione Pubblica Lario e Brianza, Massimo Coppia, ha scritto alla Direzione generale dell’ASST di Lecco chiedendo un intervento urgente sulla sicurezza del presidio ospedaliero e, in particolare, l’istituzione di un servizio di vigilanza armata strutturato e continuativo, sul modello di quello adottato nel territorio di Como.

Secondo quanto riferito nella segnalazione arrivata al sindacato e allegata alla lettera indirizzata al DG Marco Trivelli, da diversi mesi si registrerebbe con frequenza quotidiana la presenza di persone estranee all’attività ospedaliera all’interno del Manzoni. “Il problema – scrive Massimo Coppia, Segretario Generale della Uil Fpl – riguarderebbe anche il piano dei Servizi, dove si trova la Radiologia: dalle 20 alle 8, infatti, l’area rimane priva di attività ambulatoriale e di utenza, così come durante i giorni festivi”.

A rendere particolarmente preoccupante la situazione è quanto accaduto nella notte tra 12 e 13 settembre. Un medico in servizio di guardia notturna presso la Radiologia del Pronto Soccorso avrebbe trovato una persona estranea barricata all’interno di un bagno del reparto, al buio. Per gestire la situazione si è reso necessario l’intervento di una guardia giurata.

Un episodio che, secondo la UIL, evidenzia la necessità di passare da interventi occasionali a un sistema strutturato di prevenzione e controllo.

“La problematica assume particolare rilevanza considerando che il personale sanitario, compreso personale giovane e personale femminile, si trova a svolgere attività notturna in aree isolate del Presidio, con una conseguente esposizione a situazioni potenzialmente imprevedibili e a rischio di aggressione”, scrive Coppia nella lettera indirizzata al direttore generale dell’ASST di Lecco.

Il sindacato richiama inoltre le possibili conseguenze sulla sicurezza degli utenti, sul regolare svolgimento delle attività di emergenza-urgenza e sugli aspetti igienico-sanitari legati all’utilizzo improprio di locali e servizi della struttura.

Da qui la richiesta alla Direzione generale di valutare con urgenza l’istituzione di un servizio di vigilanza armata interno, organizzato soprattutto nelle fasce serali e notturne, con controllo degli accessi e capacità di intervento immediato.

La UIL FPL indica come riferimento il modello adottato presso le strutture sanitarie del territorio di Como e chiede all’ASST di Lecco di valutarne modalità, organizzazione e copertura oraria.

“Non riteniamo infatti sufficiente affidarsi esclusivamente a interventi occasionali della vigilanza a fronte di episodi già verificatisi. Occorre un presidio organizzato, continuativo e preventivo”, sottolinea il segretario generale.

La richiesta, precisa però la UIL, non vuole sovrapporre la questione della sicurezza a quella del disagio sociale. Nella lettera viene infatti riconosciuto che le eventuali persone senza fissa dimora presenti all’interno o nelle immediate pertinenze dell’ospedale possono trovarsi in condizioni di particolare fragilità e necessitare di una risposta sociale e abitativa.

Per questo il sindacato chiede che, parallelamente alle misure di sicurezza, venga avviato un confronto con il Comune di Lecco e i Servizi Sociali, affinché le persone eventualmente presenti possano essere prese in carico e accompagnate, dove necessario, verso strutture di accoglienza e soluzioni abitative adeguate.

“L’Ospedale, tuttavia, non può diventare il luogo deputato al pernottamento di persone in condizioni di disagio, così come non può essere lasciato al personale sanitario il compito di gestire situazioni che richiedono competenze e strumenti di natura sociale e di sicurezza”, si legge nella lettera.

Alla Direzione dell’ASST sono state inoltre trasmesse fotografie relative alla presenza di persone nelle aree prossime al Pronto Soccorso, anche durante le ore notturne, come ulteriore elemento per valutare la situazione.

La UIL FPL Lario e Brianza chiede quindi un riscontro urgente e l’adozione di provvedimenti concreti, ritenendo che la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti e la tutela delle persone fragili non siano esigenze contrapposte, ma aspetti che devono essere affrontati contemporaneamente dalle istituzioni, ciascuna per le proprie competenze.

“Confidiamo pertanto in un urgente riscontro della Direzione Generale e nell’adozione di provvedimenti concreti, senza attendere che una situazione già critica debba necessariamente sfociare in un episodio di maggiore gravità”, conclude Coppia.

 

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