Gli scavi hanno portato alla luce le vasche delle antiche fontane e i camminamenti del parco del Castello
Proroga per consentire l’esecuzione dei lavori, termineranno entro il 7 ottobre
LECCO – Slitta di tre mesi la conclusione dei lavori di consolidamento e restauro del Ninfeo nel giardino della biblioteca. Con la determinazione del 6 luglio 2026, il Comune ha approvato una proroga contrattuale di 90 giorni per consentire il completamento dell’intervento, senza alcun incremento dei costi a carico dell’ente.
L’appalto, affidato nel novembre 2025 alla società Magistri Srl di Novate Milanese per un importo complessivo di 176.002,88 euro, riguarda il recupero del Ninfeo e la riqualificazione del giardino della biblioteca, un intervento di particolare valore storico e architettonico.
I lavori erano stati avviati in via anticipata il 12 gennaio 2026 e avrebbero dovuto concludersi inizialmente entro l’11 giugno. Tuttavia, già il 9 febbraio erano stati sospesi a causa di circostanze impreviste emerse durante il cantiere. Ripresi il 9 marzo, il termine era stato successivamente fissato al 9 luglio.
Nei giorni scorsi l’impresa esecutrice ha presentato una richiesta di ulteriore proroga, accolta dal Responsabile Unico del Progetto (RUP), l’ingegner Marta Liberali, con il parere favorevole della direzione lavori.
Alla base della richiesta vi sono una serie di complessità emerse durante l’esecuzione dell’intervento. Tra queste, il maggiore impegno richiesto dall’assistenza agli scavi archeologici, che hanno portato alla scoperta di strutture non previste in fase progettuale, lo smontaggio di due contromuri sconosciuti, l’abbassamento delle quote di scavo in corrispondenza delle vasche in pietra e il recupero di antiche superfici pavimentali. “Come spesso accade nel nostro Paese – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Parolari – gli scavi in questa zona archeologica hanno portato alla luce le vasche delle antiche fontane e i vecchi camminamenti del parco del Castello, elementi non previsti e che hanno reso necessario il censimento dei reperti e il conseguente adeguamento dei lavori”.
Come precisato, a incidere sui tempi sono stati anche il coordinamento con le imprese incaricate degli impianti antincendio, elettrici e idrici, le valutazioni sulla possibile riattivazione dei giochi d’acqua del Ninfeo e gli approfondimenti necessari per garantire la futura fruizione dell’area in condizioni di sicurezza. Determinante, inoltre, il costante confronto con la Soprintendenza, chiamata a esprimersi sia sulle soluzioni progettuali sia sulla validazione dei materiali e delle finiture.
“Il Comune – ha detto Parolari – ha ritenuto che le cause del ritardo non siano imputabili all’impresa esecutrice né a negligenze dell’appaltatore, ma derivino appunto da circostanze impreviste legate alla natura del bene oggetto di restauro, situato in una zona archeologica”.
Con il provvedimento approvato viene quindi stabilito che il nuovo termine per l’ultimazione dei lavori sarà il 7 ottobre 2026. “Mi è stato assicurato che entro questa data l’intervento sarà completato, sarebbe bello riuscire a mantenere almeno la fontana mentre i vecchi camminamenti verranno ricoperti”. L’amministrazione precisa che la proroga comporta esclusivamente lo slittamento della scadenza contrattuale e non modifica le altre condizioni dell’appalto. Inoltre, il provvedimento non comporta nuovi impegni di spesa né maggiori oneri per il bilancio comunale.
L’intervento rappresenta uno dei principali progetti di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino e punta a restituire alla comunità un’area di pregio completamente restaurata e nuovamente fruibile.
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