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Balneabilità, i risultati dei campionamenti effettuati il 5 e 6 settembre

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LECCO – In base agli esiti analitici dei campionamenti effettuati il 5 e 6 settembre 2022 si esprimono i seguenti giudizi ai fini della balneazione:

Balneabilità 5-6 settembre

In base agli esiti analitici dei campionamenti effettuati il 6 settembre 2022 si esprimono i seguenti giudizi ai fini della balneazione:

Balneabilità 5-6 settembre

Inoltre, data l’estrema variabilità del fenomeno della presenza di cianobatteri in relazione anche alle condizioni climatiche ed atmosferiche, si ribadisce che in presenza di acque torbide, schiume o mucillaggini, o con colorazioni anomale è sconsigliato immergersi.

E’ comunque buona norma, a tutela della salute, adottare i seguenti comportamenti:

  • evitare di ingerire acqua durante il contatto con acque di balneazione;
  • fare la doccia appena usciti dall’acqua provvedendo ad asciugare completamente tutto il corpo, con particolare riguardo alla testa;
  • sostituire il costume dopo il bagno.

Si sottolinea che il contatto con acque contaminate da cianobatteri potrebbe provocare diversi effetti tra i quali: irritazione delle vie respiratorie e degli occhi (come riniti, asma, congiuntiviti, tosse) e/o disturbi gastrointestinali.

Infine, così come già accaduto negli anni precedenti a seguito di segnalazioni di dermatite caratterizzata da prurito ed eritema, è probabile che tale inconveniente sia dovuto a riscontro occasionale di larve di cercarie nelle acque.

I loro parassiti adulti vivono in uccelli acquatici (soprattutto anatre) e producono uova che vengono liberate nell’acqua con le loro feci. Le uova schiudono rilasciando piccole larve che nuotano alla ricerca di lumache acquatiche (che sono gli ospiti intermedi del parassita), nelle quali penetrano attraverso la loro pelle. All’interno delle lumache avviene un processo di formazione delle cercarie, che escono dal loro tegumento e nuotano alla ricerca di un ospite definitivo (l’anatra), nel quale penetrano attraverso la pelle. Le cercarie si trovano per lo più in pochi centimetri d’acqua in prossimità della riva.

A contatto con una persona, possono provare a penetrare nella pelle, dove vengono bloccate negli strati superficiali e muoiono, provocando però l’insorgenza della dermatite.

Pur non costituendo, di regola, un serio pericolo per la salute, i sintomi (pizzicori, pruriti e bruciori sulla pelle, piccole pustole rosse, piccole vesciche) possono essere molto fastidiosi per le persone colpite. Nella maggior parte dei casi non sono necessarie cure mediche. E’ possibile trovare sollievo adottando alcune misure (coprire le parti di pelle colpite con compresse fredde, applicare un gel o una lozione contro il prurito, trattare la pelle con una pomata contenente corticosteroidi venduta senza ricetta; in caso di prurito molto forte si possono assumere antistaminici orali) eventualmente dopo aver consultato un farmacista. Benché sia difficile, bisognerebbe evitare di grattarsi, dato che in tal modo la pelle potrebbe infettarsi.

Se, in rari casi, le condizioni di disagio dovessero perdurare o peggiorare, occorrerà consultare un medico. La dermatite del bagnante non è trasmessa da persona a persona. Alcune misure preventive sono: nuotare in acque profonde o correnti, cospargersi di crema per il sole prima di entrare in acqua, fare la doccia appena finito il bagno, asciugarsi accuratamente e cambiarsi il costume appena usciti dall’acqua.