Una cordata di associazioni giovanili per trasformare un semplice spazio in luogo di relazioni, opportunità e fiducia
L’evento di lancio l’11 e 12 aprile: due giorni di apertura alla città: “Il Centro Pertini funziona se le associazioni si sentono parte di qualcosa di più grande”
LECCO – “Oggi possiamo dire con convinzione che il risultato è importante. Presentare una cordata di associazioni giovanili, con Aval Odv, l’Associazione di Volontariato delle Acli Lombardia come capofila – che ringrazio per essersi fatto promotore e garante del percorso insieme a tutte le altre realtà coinvolte – significa che il Centro Pertini non sarà solo un edificio ristrutturato, ma un luogo che torna a vivere con un progetto condiviso. Ci tengo a sottolineare un aspetto: questo progetto non immagina soltanto un calendario di eventi o una programmazione di attività. L’idea è più ampia: è un’idea di spazio come comunità. Un luogo in cui i giovani possano incontrarsi, proporre, sperimentare, collaborare; un posto in cui non si entra solo per “partecipare”, ma anche per sentirsi parte di qualcosa. Un luogo in cui si costruiscono relazioni, opportunità e fiducia reciproca. E dove, insieme, si impara anche a prendersi cura di un bene comune”.
Queste le parole dell’assessora alle Politiche giovanili Stefania Valsecchi durante la conferenza stampa convocata in mattinata per illustrare la gestione del Centro Civico Sandro Pertini di Germanedo. Dopo aver ringraziato l’ex Assessore Durante per la visione e la determinazione con cui ha voluto che il Centro Pertini diventasse uno spazio dedicato ai giovani, ha illustrato nel dettaglio il percorso che ha consentito di arrivare al traguardo di oggi.

“A fine 2024 Anci, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili, ha pubblicato il bando per il finanziamento di progetti finalizzati alla valorizzazione di immobili pubblici, da assegnare in gestione a giovani tra i 18 e i 35 anni. Il Comune di Lecco ha partecipato con il progetto ‘Spazio al talento – hub giovanile multifunzionale per innovazione e comunità’, individuando nel Centro Pertini lo spazio di riferimento per la realizzazione delle attività. Il progetto presentato era già molto strutturato, e questo ci ha permesso di ottenere un risultato + significativo: il Comune è rientrato tra i pochi progetti finanziati a livello nazionale, con un contributo pari a 288.000 euro (convenzione firmata ad aprile 2025). Da qui è iniziata la seconda fase del percorso: la più importante, perché centrata sulla condivisione e sul coinvolgimento diretto dei giovani e delle associazioni giovanili, per costruire insieme contenuti, obiettivi e modalità di gestione, fino ad arrivare al percorso di co-progettazione che presentiamo oggi”.

Il comune non voleva semplicemente “trovare un gestore”, ma creare le condizioni perché questo luogo potesse diventare una comunità viva, capace di durare nel tempo. Per questo è stato realizzato un percorso di formazione con il supporto di FROM, un’agenzia che si occupa di trasformazioni urbane e lavora proprio per creare comunità e rendere i luoghi più vitali, accoglienti e sostenibili. Il percorso è stato strutturato in sei incontri: tre con la presenza di esperti esterni – Lorenzo Carni (project manager presso BASE Milano), Fortuna Todisco (fondatrice e direttrice del Paw Chew Go Festival), Gaspare Caliri (co-fondatore di Kilowatt Bologna) e Federica Russo (fondatrice di Malegaleco) – e due laboratoriali accompagnati direttamente dagli esperti di FROM. Hanno partecipato circa 70 ragazze e ragazzi. E questo è un dato che, da solo, dice molto: perché non si è trattato solo di ascoltare o di “imparare come si fa”, ma di costruire legami, confrontarsi, mettere insieme energie diverse, conoscersi, fare rete. In altre parole, creare le basi per presentarsi in modo solido e unitario al percorso di co-progettazione, con un’idea comune e con la voglia di lavorare insieme.

“I giovani chiedevano spazi. In questi anni sono stati creati e rigenerati luoghi, all’aperto, per favorire aggregazione e socialità. Oggi compiamo un passo ulteriore: affidiamo ai giovani una parte del Centro Pertini, dando loro non solo uno spazio, ma anche una responsabilità e un riconoscimento concreto delle loro capacità. Io credo che una città che vuole guardare avanti debba continuare a investire su luoghi dove i giovani possano incontrarsi e crescere insieme, in modo sano e costruttivo – ha concluso l’assessora Valsecchi -. E in questa direzione mi piace l’immagine di un vero e proprio “arcipelago dei giovani”: una rete di spazi diffusi sul territorio, diversi tra loro ma collegati da un’idea comune. Non un unico punto isolato, ma più luoghi che dialogano, che raggiungono persone e quartieri differenti, e che rendono reale una città più inclusiva e più capace di generare opportunità. Concludo con un impegno chiaro: continuare a lavorare perché Lecco sia una città che non si limita a ‘parlare di giovani’, ma sceglie di costruire con loro. Da oggi il Centro Pertini non è soltanto uno spazio rinnovato: è un luogo che torna a vivere grazie a un patto di fiducia e collaborazione tra istituzioni, associazioni e giovani. Un segnale concreto di una città che sceglie di investire sulle nuove generazioni, non solo con risorse, ma con opportunità vere e responsabilità reali”.

Le associazioni che fanno parte della rete AVAL sono: Revolution APS, Save the lake ETS, Melovivo APS, Associazione di promozione TRAMM, Horus club, l’associazione culturale RAdice, Vibes e Radici a Rancio.
Anche il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni ha parlato di un passaggio importante: “Uno spazio che può offrire alla città tantissime attività. Il dialogo con il comune sarà costante grazie a una co-progettazione dei contenuti ma anche a momenti di controllo e restituzione. Da oggi questo spazio può diventare luogo di incontri e relazioni”.

La dirigente del settore Cultura e Turismo Giuseppina Di Gangi ha sottolineato la bontà del modello di amministrazione condivisa che ha un orizzonte temporale di 5 anni: “Un percorso che non finisce qui perché questo modello prevede momenti di monitoraggio e restituzione e quindi è un modello vivo che cresce”.
Le nuove attività in sinergia con quanto già avviene al Centro Pertini
Riccardo Bassani, rappresentante di Aval Odv – Ente Capofila dell’Ats, ha spiegato da dove ha preso le mosse il progetto: “Tutto è partito da una domanda semplice: Lecco ha bisogno dei giovani. E i giovani di Lecco hanno bisogno di spazi, di occasioni, di punti di riferimento. Il Centro Civico Sandro Pertini era già uno spazio prezioso. Ma era uno spazio che faticava a diventare un luogo. Questo percorso è iniziato da un incontro tra Acli Lecco e R-Evolution, due realtà diverse che hanno saputo riconoscere una visione comune e unirsi in un unico progetto, dando vita a una rete varia ma coesa. Nove realtà che hanno scelto di mettersi in gioco insieme, costituendosi formalmente come Associazione Temporanea di Scopo (ATS) il 3 marzo scorso. Oggi siamo qui a presentarvi il risultato del percorso di co-progettazione. Abbiamo in mano una convenzione firmata, un progetto approvato (che abbiamo chiamato Al Cubo richiamando la forma della struttura), una rete attiva, uno spazio che stiamo già attrezzando, e un programma di attività pronto a partire. L’evento di lancio è previsto per l’11 e 12 aprile: due giorni di apertura alla città. Dal 13 aprile partiranno i primi mini corsi, con sessioni gratuite nella prima settimana, rivolte a tutti i curiosi”.

A chiudere gli interventi Giacomo Brambilla, vice presidente di R-Evolution Aps: “Cosa vogliamo costruire e perché crediamo che questo spazio può diventare qualcosa di diverso da quello che Lecco ha già? A Lecco esistono già molte associazioni, molti gruppi, molti giovani che fanno cose belle. Il problema non è la mancanza di energie: è la mancanza di connessioni tra queste energie. Ognuno lavora nel proprio spazio, e alcuni faticano anche ad avere uno spazio concreto nel quale ritrovarsi a progettare. Ognuno propone le proprie attività. Ma raramente queste realtà si parlano, si contaminano, costruiscono insieme qualcosa che superi i confini della propria associazione. Il Centro Pertini è l’occasione per cambiare questo schema. La rete di partner è organizzata attorno a sette aree tematiche, sette ecosistemi: Natura e Territorio, Teatro, Sport, Benessere Psicofisico, Vita Comunitaria, Cultura, Cittadinanza Attiva. Ogni area ha uno o più referenti tra i partner dell’ATS, ed è aperta alla partecipazione di altre realtà del territorio. Il coordinamento è affidato a un Team di Coordinamento operativo che ha il compito di tenere tutto insieme. Non è un modello gerarchico. È un modello reticolare. Il Centro Pertini funziona se le associazioni si sentono parte di qualcosa di più grande, non solo ospiti temporanei di uno spazio”.

L’idea è che il Centro Pertini non deve essere un contenitore, un posto dove si fanno cose quando qualcuno le organizza, e che altrimenti resta vuoto. Deve essere un luogo sempre vivo, sempre accogliente, sempre attraversato da persone: “Di mattina, un ragazzo può venire a studiare nella Sala Calvetti. Di pomeriggio, un gruppo si ritrova nel laboratorio per costruire qualcosa insieme. La sera, uno spazio si trasforma per un corso di teatro, una lezione di agricoltura rigenerativa, un incontro sulla salute mentale. Nel weekend, un evento aperto alla città”.
“C’è un altro elemento che voglio condividere, perché lo trovo particolarmente
significativo – ha concluso Brambilla -. In collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – nella persona del professor Michele Fontefrancesco – il Centro diventerà un Living Lab. Abbiamo infatti avviato un progetto di ricerca e innovazione sociale che utilizzerà lo spazio Pertini come luogo di studio e sperimentazione per capire come i luoghi di comunità possano contribuire a rigenerare il tessuto sociale di un territorio. Non ci limitiamo a fare cose. Le osserviamo, le misuriamo, le studiamo. Perché vogliamo capire cosa funziona, e vogliamo che questo modello possa essere replicato altrove. Lecco, in questo senso, ha la possibilità di diventare un punto di riferimento nazionale”.

Le associazioni si sono sedute attorno a un tavolo, si siamo ascoltate tanto e alla fine hanno costruito qualcosa che nessuno avrebbe potuto costruire da solo: “Il Centro Pertini è questo. È il risultato di una scommessa collettiva. E adesso vogliamo aprire le porte e condividerla con tutta la città”.



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