Un nuovo mezzo per l’Unità di Strada: “Ancora più vicini alle persone fragili”

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Il camper, acquistato grazie a una rete di solidarietà, è stato presentato stamattina in piazza Garibaldi

Il progetto, nato alcuni anni fa, è diventato una rete straordinaria di soggetti e competenze diverse

LECCO – Il servizio è già attivo da cinque anni, ma oggi è un giorno importante per l’Unità di Strada sociosanitaria che ha inaugurato un nuovo mezzo acquistato grazie alla generosità di molte persone e l’importante sostegno della Fondazione Comunitaria del Lecchese.

Un presidio mobile per le persone più fragili e per la comunità, un camper allestito con tutto ciò di cui c’è bisogno per prestare assistenza alle persone in difficoltà di Lecco e non solo. Un presidio mobile pensato per rafforzare gli interventi di prossimità e facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari per le persone più fragili del territorio.

L’incontro è stato anche l’occasione per raccontare il lavoro svolto dall’Unità di Strada e della rete del Patto territoriale per l’inclusione sociale e il contrasto alla povertà estrema, con capofila il Comune di Lecco e coordinato dall’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale di Lecco, a favore delle persone in condizioni di grave marginalità.

Il progetto è realizzato in partenariato con Asst Lecco, attraverso il coinvolgimento diretto della Rete Dipendenze con interventi di riduzione del danno rivolti a persone che fanno uso di sostanze o alcol in condizioni di marginalità e dell’Unità di Continuità Assistenziale (UCA), e con lo Servizio Multidisciplinare Integrato Broletto.

“Oggi vediamo qui un gruppo compatto di persone perché questo progetto è frutto di una rete – ha detto il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni -. Con questo camper si va a intercettare i bisogni più estremi unendo le competenze sociali alle competenze medico-cliniche. Il camper non è solo attivo nella città di Lecco ma anche nei comuni limitrofi e comunque dove c’è bisogno”.

Emanuele Manzoni e Mauro Gattinoni

Manuela Colombera, responsabile Unità di Strada per l’Associazione Comunità Il Gabbiano, ha ringraziato per l’importante collaborazione: “Una équipe tutta al femminile che, in strada, ha potuto avere relazioni significative che hanno permesso di avvicinare ai servi alcune persone. Ringrazio tutte le colleghe coinvolte per la competenza e la grande passione”.

Manuela Colombera

Massimo Pirovano, direttore dell’Associazione Comunità Il Gabbiano, ha ringraziato quanti hanno sostenuto il progetto a partire dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese fino ad arrivare alle imprese del territorio e ai singoli cittadini: “Un progetto nato alcuni anni fa e che si è sviluppato poiché è diventato un progetto di rete”.

Massimo Pirovano

“Nessuno di noi si sarebbe aspettato di ritrovarci qui con tutte queste persone, un grande dispiegamento di forze che contribuisce per dare una possibilità a chi vive una condizione di marginalità – ha detto Emanuele Manzoni, Assessore alle politiche sociali del Comune di Lecco -. Una rete straordinaria di soggetti diversi e competenze che, ognuno per la propria parte, porta un contributo e permette che le persone siano meno sole. La rete fa emergere dall’anonimato queste persone che non sono fantasmi”.

“Questa esperienza rappresenta una grossa occasione per applicare tre cardini della medicina: la medicina di prossimità, la medicina di iniziativa e l’integrazione socio-sanitaria – ha detto Costanza Agostoni, direttore della Rete Dipendenze dell’Asst Lecco – Dobbiamo esserci e uscire un po’ dagli schemi rigidi dell’attendere. Questa esperienza ci fa crescere sicuramente tutti”.

Costanza Agostoni

Paolo Dell’Oro, segretario generale della Fondazione Comunitaria Lecchese, ha posto l’accento sulla collaborazione: “Questo è un progetto capace di raccogliere la partecipazione di tanti e possiamo misurarla, benché sia un dato freddo, dalle contribuzioni che arrivano. Questo progetto complessivamente tra acquisto e allestimento del mezzo ha avuto un costo di 104.000 euro e la Fondazione è intervenuta con un contributo di 75.000 euro, ma il dato interessante è che di questi 75.000 euro, 35.000 mila euro sono derivati da donazioni confluite nella Fondazioni: donazioni pubbliche, ma anche di tanti soggetti privati come i Lions e aziende del territorio. Noi ringraziamo tutti perché questa è la testimonianza di una rete viva e attenta”.

Paolo Dell’Oro

Al termine della cerimonia la benedizione da parte del prevosto di Lecco don Bortolo Uberti: “E’ straordinario il fatto che a questo progetto concorra una rete di soggetti che lavorano insieme con competenza, lungimiranza e intelligenza perché tutti sappiamo quanto sia difficile operare con le persone più fragili, non bastano una coperta o una moneta, occorre un servizio di prossimità attento. Questo progetto parla di una città che non lascia indietro nessuno”.