Evidenziata la mancata pubblicizzazione dell’istanza, che ha limitato la partecipazione dei cittadini
Annullato il provvedimento del 2024 che aveva autorizzato l’antenna: si attendono sviluppi
LIERNA – Il Tar di Milano ha accolto il ricorso presentato da Luca Busi, Mario Panizza e Adelia Seronelli e ha annullato il provvedimento che aveva autorizzato l’installazione di un’antenna 5G a Lierna, in frazione Genico.
La sentenza, pubblicata il 20 marzo, riguarda il via libera dato nell’agosto 2024 al progetto attraverso la Conferenza dei servizi.
La procedura si è svolta con il modello semplificato della Conferenza dei servizi, ma – come evidenziato – “semplificazione non è sinonimo di liberalizzazione”. In particolare, il Comune di Lierna e la Soprintendenza, pur regolarmente convocati, sono risultati assenti, determinando di fatto il meccanismo del “silenzio-assenso” e quindi il via libera all’opera.
Nel merito, il Tar ha riconosciuto l’interesse dei ricorrenti e la lesione subita a seguito dell’installazione dell’impianto. Nella sentenza si evidenzia infatti una “intrusione visiva dell’imponente manufatto nel cono visuale goduto dalle loro abitazioni, alterando in maniera significativa la percezione di un paesaggio di riconosciuto pregio”.
Sono stati inoltre accolti i motivi di illegittimità del provvedimento, con riferimento alla violazione delle norme sulla pubblicità e trasparenza del procedimento amministrativo, oltre che dei principi di collaborazione e buona fede.
Uno degli aspetti centrali riguarda proprio la mancata pubblicizzazione dell’istanza. Un passaggio ritenuto sostanziale e non formale, in quanto necessario a garantire la partecipazione dei cittadini al procedimento e la possibilità di valutare l’intervento prima della sua realizzazione.
I ricorrenti sottolineano inoltre come la maggiore responsabilità “morale” ricada sull’amministrazione comunale di Lierna, “in primis sul Sindaco”, per non aver reso pubblica l’iniziativa sul territorio e per aver di fatto limitato la partecipazione collettiva.
Viene inoltre evidenziato come l’antenna, alta oltre 30 metri, sia stata installata in un’area vincolata e di particolare pregio paesaggistico, nella frazione di Genico, lungo uno dei punti più suggestivi affacciati sul lago.
Secondo quanto ricostruito, la procedura si sarebbe svolta senza un adeguato approfondimento degli aspetti paesaggistici e senza un effettivo confronto tra gli interessi coinvolti.
Con la sentenza il Tar ha quindi disposto l’annullamento del provvedimento autorizzativo. Si attendono ora gli sviluppi e l’attuazione concreta della decisione.



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