Bellano, la Protezione Civile fa il bilancio dell’anno segnato dal Covid

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Tanto lavoro nel 2020 per i volontari della Protezione Civile di Bellano

Ai servizi ordinari sul territorio si è aggiunta la ‘straordinaria’ emergenza Covid

BELLANO – Un anno difficile quello appena trascorso, che ha ma fortemente impegnato anche i volontari di Bellano della Protezione Civile Associazione Nazionale Alpini, convenzionata con l’amministrazione comunale per le attività svolte in ambito di prevenzione e di emergenza, sopralluoghi e servizi d’ordine, oltre a quelle di iniziativa propria e in collaborazione con il Comune e le associazioni del territorio.

Tanti gli interventi sul territorio e ancor di più quelli legati all’emergenza Coronavirus che hanno visto i volontari bellanesi al lavoro per servizi alla cittadinanza, come la consegna a domicilio della spesa alimentare, la distribuzione delle mascherine, i servizi di pattugliamento per le strade della cittadina lariana e di supporto all’amministrazione comunale.

Interventi di prevenzione

La squadra convenzionata con l’Amministrazione Comunale prevede che durante l’anno debba intervenire con almeno 6 giornate di prevenzione. Nonostante le particolari condizioni di lavoro dettate dalla pandemia, a partire dal mese di febbraio 9 volontari hanno effettuato un intervento di pulizia e bonifica nella Valle di Caboldoni nel tratto compreso tra la frazione Pradello e la località Colombera tagliando e sradicando piante di medio ed alto fusto e asportando dal letto del fiume una grande quantità di materiale di sfalcio e potatura. Per un totale di 108 ore di lavoro.

Inoltre, al fine di rendere più fruibile e sicuro, soprattutto in termini di rischio idrogeologico, il Sentiero del Viandante, il Gruppo, insieme alla Proloco, ha partecipato al protocollo promosso da Fondazione Comunitaria del Lecchese in materia di “sviluppo del territorio provinciale interventi in campo storico-artistico e naturalistico”.

Nello specifico, oltre alla realizzazione di opere che aumentino l’attrattività del percorso quali i belvedere di Rivalba e Pendaglio, sono state individuate opere di sistemazione del sentiero in corrispondenza di alcuni corsi d’acqua che nel corso degli eventi alluvionali del 2019 ne hanno compromesso in parte la fruibilità. I lavori sono iniziati durante l’estate e, compatibilmente ai protocolli anti diffusione della pandemia da covid-19, proseguiranno nel 2021. Per un totale di 60 volontari impiegati e 120 ore/lavoro.

Sopralluoghi

La squadra, durante l’anno, ha effettuato 10 uscite e impiegato in totale 33 volontari per compiere dei sopralluoghi sul territorio comunale sia a seguito di semplici segnalazioni provenienti da privati cittadini o dall’Amministrazione Comunale, sia come diretta conseguenza all’emanazione delle allerte di Protezione Civile emesse dalla Sala Operativa di Regione Lombardia contenenti le linee guida da adottare in considerazione del codice colore che le contraddistingue. Per un totale di 133 ore/lavoro.

Interventi in emergenza

La squadra, su richiesta degli uffici preposti, è intervenuta in emergenza, con specifico atto, il 5 gennaio con 19 volontari al fine di gestire l’evento Pesa Vegia; oltre a questo, in relazione agli eccezionali eventi atmosferici abbattutisi, i volontari hanno operato anche in altri 2 scenari di emergenza legati al dissesto idrogeologico.

L’8 giugno 9 volontari hanno effettuato numerosi interventi su tutto il territorio comunale a seguito delle eccezionali piogge abbattutesi nella notte che hanno causato allagamenti, frane ed esondazioni di numerosi valletti. Il 3 ottobre 9 volontari hanno attuato le norme previste dal piano di emergenza comunale a seguito del superamento della soglia di piovosità prevista dallo stesso e delle altezze idrometriche di allarme del torrente Pioverna. Per un totale di 336,5 ore/lavoro.

Attività in tema di istruzione

La squadra si è impegnata nella realizzazione del campo scuola “Protezione Civile in 4^” che prevede più incontri tra i volontari e le classi 4^ su temi di Protezione Civile ed educazione civica. Il progetto, previsto per l’anno 2020/2021, prevedeva anche una visita a Roma. In particolare agli ambienti del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Le particolari condizioni imposte dalla pandemia non hanno permesso il corretto svolgimento delle attività; tuttavia si pensa di poterne realizzare una parte, nel rispetto delle norme anti contagio, nel corso del 2021.

Supporto ai servizi d’ordine

Altre attività svolte dalla Squadra sono quelle relative ad assistenza alla popolazione durante le manifestazioni organizzate all’interno del nostro paese. In particolare il 1 agosto una squadra di 4 volontari ha assicurato il corretto svolgimento, in osservanza delle norme anti contagio, dell’evento all’aperto in località Camaggiore, oltre ad aver fornito la logistica necessaria grazie all’utilizzo di tende e torre faro in dotazione. Il 3 e 4 settembre una squadra composta da 6 volontari ha collaborato con le forze dell’ordine e l’ente organizzativo al passaggio in sicurezza del Giro d’Italia. Per un totale di 114 ore/lavoro.

Emergenza covid-19

Paragrafo a se è destinato all’emergenza sanitaria che ha segnato questo anno e che rimarrà nella storia: quella causata dalla pandemia da SARS-CoV-2.

A livello regionale tutto è iniziato il 23 febbraio con l’entrata in vigore delle “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, mentre a Bellano l’emergenza vera e propria si è manifestata dal 6 marzo successivo con la conferma della positività di un residente e la conseguente costituzione del Centro Operativo Comunale quale unità di crisi preposta al coordinamento e alla gestione dell’emergenza e di tutti gli attori coinvolti. Parallelamente i volontari provvedono alla distribuzione delle informative in materia di contenimento del virus presso le attività commerciali e le bacheche poste su tutto il territorio comunale. Tale operazione verrà replicata a seguito dell’emanazione di ogni successivo DPCM.


La mattina seguente si è subito provveduto alla pianificazione delle attività essenziali da fornire ai cittadini. Il 9 marzo, a seguito dell’annuncio dell’entrata in vigore del lockdown nazionale, viene istituito il servizio di consegna a domicilio per generi di prima necessità rivolto agli ultrasessantacinquenni, ai soggetti fragili e in generale a chiunque ne avesse bisogno, al fine di limitare il più possibile la circolazione delle persone. A tal fine viene implementato il sistema per informare i cittadini grazie alle pagine social, il sito istituzionale del Comune, l’istituzione del numero WhatsApp “Bellano Informa” e infine, per raggiungere proprio tutti, la distribuzione casa per casa di volantini e informative. Quest’ultima operazione ha visto coinvolti tutti i volontari in un grande sforzo per coprire tutto il territorio in pochissimi giorni.

Con la crescita dei casi, e in particolare con l’aumentare dei ricoveri ospedalieri, a partire dal 21 marzo si è deciso di istituire anche il servizio di consegna e ritiro di biancheria, medicinali e altre piccole necessità presso gli ospedali del territorio al fine di sgravare i parenti dei degenti da questa ulteriore incombenza.

A partire dal 30 marzo i volontari hanno provveduto ad imbustare e distribuire un kit composto da informativa, mascherina e guanti per ogni nucleo familiare presente sul territorio comunale. Anche in questo caso lo sforzo in termini di uomini e ore/lavoro è stato notevole al fine di raggiungere tutti in poco tempo. Inoltre 6.000 dispositivi di protezione sono stati distribuiti alle strutture sociosanitarie del territorio.


Il 31 marzo è stata una giornata molto lunga e difficile che resterà nella memoria: alle ore 12:00, alla presenza del Sindaco e del Parroco, al suono del Silenzio e delle campane, le bandiere scesero a mezz’asta lungo i pennoni del molo, del Parco delle Rimembranze, del Municipio e del Sacrario di San Rocco. “Un gesto tanto semplice quanto profondo – spiegano – per rendere omaggio agli operatori in campo nell’emergenza e per ricordare coloro che non ce l’hanno fatta. Nel pomeriggio, inoltre, la squadra ha reso omaggio anche a Don Cesare; vittima illustre del virus”.

Il 7 aprile si è deciso di ampliare il servizio di consegna a domicilio anche per beni non alimentari al fine di venire in aiuto anche alle attività commerciali non essenziali che in questo modo hanno potuto di nuovo servire i propri clienti.

Il 13 aprile, in occasione della Pasquetta, i volontari hanno organizzato dei pattugliamenti su tutto il territorio comunale, dal lago al Muggio, al fine di garantire quanto disposto dalle vigenti ordinanze in materia di contenimento del contagio da Covid-19. Il servizio si è articolato su tre squadre, ognuna delle quali ha seguito un itinerario lungo strade e sentieri che toccasse tutti i punti del territorio comunale.

In pieno lockdown la macchina operativa nata dalla collaborazione tra la Squadra, Amministrazione e dipendenti comunali ha subìto una grande pressione data dal numero sempre crescente di richieste da soddisfare.


A partire dal 22 aprile si è potuto organizzare una seconda distribuzione di mascherine chirurgiche per i residenti: 4 per ogni cittadino, oltre che una lavabile per ogni bambino di età compresa tra i 3 e i 16 anni. In aggiunti a questo kit i volontari hanno confezionato e distribuito il Tricolore, chiedendo di esporlo per l’imminente 25 aprile. Ricorrenza segnata anch’essa dall’assenza di pubblico, segnata solamente dagli squilli della tromba che accompagna la bandiera sul pennone. È in questo giorno che anche le generazioni più giovani, più lontane dalla guerra, possono assaporare appieno i valori di libertà che si celebrano.

A partire dal 2 maggio iniziano le riaperture: TPL di Vendrogno, cimiteri, discarica, biblioteca e mercato. Quest’ultimo con la presenza costante di alcuni volontari ai varchi al fine di garantire distanziamento e sanificazione dei fruitori.

Il 12 maggio la squadra di volontari ha donato a tutte le attività commerciali del disinfettante da erogare ai propri clienti prima di entrare nei negozi.
Con l’arrivo della bella stagione i casi sono via via calati sempre di più, la pressione sulla macchina operativa è calata ma i volontari non si sono mai fermati. Nonostante i numeri del servizio a domicilio siano di molto calati, le consegne sono comunque proseguite per coloro che ne hanno fatto richiesta.


Come temuto da molti, con l’autunno si è presentata anche la seconda ondata che ha portato a nuove chiusure a all’aumento della mole di lavoro per la Squadra, anche al di fuori del territorio comunale: alcuni dei nostri volontari, grazie alla Sezione ANA di Lecco, hanno partecipato alla realizzazione di tensostrutture per l’ospedale A. Manzoni di Lecco e hanno effettuato servizio presso l’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo. Tra le attività ormai “ordinarie” si è inoltre aggiunta, nei giorni che precedono il Natale, la distribuzione di un piccolo dono, da parte dell’Amministrazione Comunale, alle persone più anziane; le stesse persone che abbiamo incontrato durante il primo lockdown, le più fragili, ma anche quelle più provate.

Infine, a partire dal 23 novembre, alcuni volontari hanno effettuato servizio, in collaborazione con i medici del territorio, per la somministrazione del vaccino antiinfluenzale ai soggetti più fragili.

Inoltre, tra la prima e la seconda ondata il gruppo ha contribuito all’organizzazione di un corso per nuovi volontari di Protezione Civile promosso dalla Sezione ANA di Lecco a cui hanno partecipato, seguendo le lezioni e superando l’esame finale, anche il Sindaco e la Consigliere Leone che dal 18 ottobre sono entrati a far parte della Squadra a tutti gli effetti.

Il ‘Grazie’ dei volontari

“A margine di questa cronaca – sottolineano dal gruppo – vogliamo ringraziare i nostri concittadini per il grande senso di responsabilità che hanno avuto fin da subito recependo le direttive imposte e per la fiducia che hanno posto in noi ogni qual volta hanno richiesto un servizio. Ringraziamo anche tutti coloro che, sia privati che attività commerciali, ci hanno pensato in vario modo: donandoci un disegno, una colomba per Pasqua, una lettera, parole e sguardi di ringraziamento, torte per addolcirci la giornata, ma anche mascherine, camici e disinfettanti che abbiamo utilizzato in grandi quantità”.

“Ringraziamo infine anche tutti coloro che, con una donazione, ci hanno permesso di iniziare a rinnovare una parte delle divise per tutti i volontari, così da adeguarci a quelle attualmente in uso e a garantire gli idonei dpi durante le nostre attività. La necessità di questo rinnovo si sentiva da tempo, e con le continue operazioni di sanificazione a cui sottoponiamo i nostri indumenti, ormai è diventata una necessità. L’intera Squadra è davvero grata ai tanti che ci sono stati vicino, che ci hanno sostenuto, che ci hanno aperto le loro porte di casa durante questi mesi difficili per poterli aiutare, e che poi hanno continuato ad aprire i loro cuori quando noi ne abbiamo avuto bisogno. Siamo convinti di vivere in una comunità straordinaria ed altruista!”

“Grazie – aggiungono – anche all’Amministrazione Comunale che ci ha dato grande fiducia e supporto nella gestione dell’emergenza: fondamentale è stato l’utilizzo degli uffici come base logistica per garantire, con il necessario lavoro d’ufficio, l’operatività sul territorio; ma anche la possibilità di utilizzare i mezzi comunali in aggiunta a quelli in nostro possesso al fine di garantire celerità nelle consegne. Un grazie particolare al Sindaco che è sempre stato al nostro fianco, ogni giorno dalla mattina alla sera, e ai dipendenti comunali che anche da casa non hanno mai smesso di darci il loro supporto”.

La lettera racconto

“Bellano 19 aprile 2020

Suona la sveglia: inizia una nuova giornata al COC di Bellano per i Volontari della locale Squadra dell’Unità di Protezione Civile “A. Merlini” ANA Sezione di Lecco.
Ci si prepara per uscire: divisa, guanti e mascherina tutto indossato rigorosamente fuori dall’appartamento, lì dove era stato lasciato la sera prima. Arrivati in comune si inizia con un breve briefing guidato dal Sindaco e dal Caposquadra, poi, sotto con il lavoro!

I telefoni iniziano subito a squillare: “Buongiorno vorrei ordinare la spesa… Avrei bisogno di un’informazione… Come posso fare per avere le mascherine?… Posso muovermi se…? Ho un parente ricoverato, avrei bisogno di portare medicinali e vestiti puliti in ospedale… Posso chiedere a voi anche per le medicine?… Ecc.”

Le telefonate sono molto varie e, oltre alla presa in carico degli ordini, rappresentano anche momenti di dialogo con chi è a casa ormai da più di un mese, spesso da solo. Parole, ma anche silenzi, avvicinano Volontari e cittadini per qualche istante, anche attraverso un semplice telefono.

Intanto si smistano le richieste per organizzare le squadre e i viaggi da fare subito o dal primo pomeriggio. Dall’inizio di questa emergenza i numeri sono sempre in crescita, il primo giorno i servizi sono stati 26, venerdì scorso 118.

Il mattino è dedicato anche a gran parte del lavoro d’ufficio, essenziale per poter essere sempre operativi ed efficienti sul territorio: c’è chi organizza i servizi catalogandoli per tipologia in format digitali creati ad hoc, semplici e standardizzati al fine di poter essere leggibili per tutti i volontari che si susseguono di giorno in giorno. Qualcuno prepara le buste con guanti e mascherine, altri controllano la contabilità, lo stato dei mezzi utilizzati e i turni dei volontari.

Arrivata l’ora di mangiare ci si sposta nella grande sala da pranzo: vista mozzafiato sul lago, lampadari a gocce, tavolo d’epoca… anche la Sala Consiliare del Municipio si è dovuta adattare alle nuove esigenze! Questa, però, non è esattamente una “pausa” pranzo: il telefono infatti continua a squillare, e spesso capita di dover mangiare di fretta per l’insorgere di consegne urgenti per gli ospedali di Lecco e Gravedona.
Nel primo pomeriggio, organizzate le squadre, si inizia con la consegna prima delle spese e poi dei medicinali sul nuovo e vasto territorio comunale: è un ambiente familiare ma al contempo estraneo perché a nessuno è mai capitato di poter ammirare un tramonto sul lago, a fine turno, completamente solo, senza persone, auto o battelli. Inoltre è anche l’occasione per scoprire, o riscoprire, luoghi, scorci e panorami quasi dimenticati.
Nonostante l’uso delle mascherine, al momento della consegna, gli sguardi dei volontari si incrociano con quelli dei cittadini; anche in questo caso un silenzio può realmente valere più di mille parole, in altri casi ci si scambia qualche parola di conforto, coraggio, ringraziamento…

Terminate tutte le consegne si rientra in municipio: riconsegna del materiale, sanificazione dei mezzi e delle divise, relazione sul lavoro della giornata, conteggio dei servizi, debriefing con il Sindaco e si torna a casa.

Ci si toglie la divisa, sempre fuori dall’appartamento, e si cena. È ormai tardi: in molti casi si mangia da soli perché il resto della famiglia ha già fatto… alcuni sono anche bambini.
Non è ancora ora di andare a letto: bisogna comunicare le attivazioni alla Sala Operativa Provinciale, organizzare i volontari del giorno successivo, relazionare sulla giornata e, per qualcuno, è arrivato il momento di lavorare, studiare o vivere la famiglia. I volontari, infatti, tolta la divisa possono essere lavoratori, studenti, pensionati, mamme o papà.

Un volontario”