Malati di Coronavirus all’ospedale di Bellano, il sindacato alza le barricate

Tempo di lettura: 3 minuti

Si prepara il trasferimento di malati in via di guarigione all’ospedale di Bellano

Cgil e RSU contrarie: “Qui mancano le attrezzature per assisterli”

BELLANO – La conferma è arrivata ieri, mercoledì’: l’ASST di Lecco si prepara a trasferire all’ospedale di Bellano i pazienti di Coronavirus che hanno superato la fase acuta della malattia per liberare posti negli ospedali di Lecco e Merate.

Complessivamente saranno 44 i posti resi disponibili all’Umberto I, fino ad oggi deputato alla sola funzione di presidio riabilitativo. E’ proprio questo il motivo che ha fatto storcere il naso alle rappresentanze dei lavoratori della Rsu e al sindacato della Cgil.

“L’ospedale di Bellano non dispone di reparti attrezzati per le emergenze sanitarie o per esami specifici, né terapie intensive. Nel caso le condizioni di questi malati dovessero peggiorare qui non ci sarebbero le strumentazioni per assisterli al meglio e sarà necessario ritrasferirli d’urgenza a Lecco o dove potranno trovare posto” sottolinea Ercole Castelnovo della RSU.

Un altro elemento avanzato dalla rappresentanza sindacale riguarda la disposizione delle aree destinate ai malati Covid-19: secondo quanto emerso, si allestirebbero il piano terra e il secondo piano dell’ospedale bellanese. “Nel mezzo – spiega Castelnovo – c’è una comunità di pazienti psichiatrici, come si pensa di tutelarli?

Paura per i contagi tra i dipendenti

Preoccupa la possibile diffusione del contagio, così come accaduto a Lecco e Merate, anche tra gli operatori sanitari.

“C’è un numero anomalo di infetti tra il personale dipendente in questi due ospedali che, secondo le nostre stime, potrebbe oggi essere salito a quasi 300 operatori positivi al virus – spiega Catello Tramparulo della FP Cgil – Se c’è stato questo problema a Lecco e a Merate, ci chiediamo cosa può succedere a Bellano che strutturalmente è meno pronta. Vorremmo capire come si attrezza un ospedale che di fatto non lo è più da una quindicina di anni”.

Proprio in seguito al dilagare dei contagi tra medici e infermieri i sindacati confederali con le RSU hanno chiesto al prefetto “un tavolo di monitoraggio costante di quanto sta accadendo all’ASST di Lecco – prosegue Tramparulo – vorremmo sapere cosa si sta facendo per fermare l’infezione. Se prosegue questo trend avremo sempre meno personale negli ospedali, c’è in gioco la sicurezza dei cittadini”.

Uil, soluzione d’emergenza ma tutelare i lavoratori

“Purtroppo non sembra esserci una seconda scelta – spiega dalla FP Uil, Massimo Coppia – se si fossero evitati anni di tagli alla sanità pubblica, oggi ci si poteva indirizzare verso una struttura unica dove poter posizionare queste persone. Siamo in emergenza e questa è una soluzione d’emergenza. Nel momento però in cui si individua un luogo come Bellano, è necessario che gli operatori siano messi in condizioni di lavorare in sicurezza con tutti i dispositivi del caso”.

“Siamo in un momento drammatico – prosegue Coppia – ed essendo Lecco strategicamente vicina a Bergamo abbiamo uno dei dati più alti dei contagi tra la cittadinanza e il personale. Abbiamo chiesto un intervento immediato presso la Prefettura di Lecco perché questo numero esponenziale di positivi tra gli operatori sanitari sta crescendo e vogliamo capire cosa non ha funzionato e quali le strategie da condividere. La situazione deve essere affrontata di concerto tra tutte le istituzioni, non può essere lasciato tutto alla sola ASST”.