Dal 24 agosto al 19 settembre interventi in quattro fasi per installare il raffrescamento in tutti i locali senza chiudere completamente la struttura
Il Comune investe poco meno di 70 mila euro per migliorare il comfort degli spazi. Fasoli: “Ora bisogna lavorare sull’organizzazione interna e migliore il servizio di continuità assistenziale”.
MANDELLO – Quattro settimane di lavori, circa 70 mila euro investiti dal Comune e un cantiere organizzato a settori per evitare di chiudere completamente la Casa di Comunità. Dal 24 agosto al 19 settembre la struttura di Mandello sarà interessata da un intervento di ristrutturazione e riqualificazione che comporterà, a rotazione, la sospensione o la riorganizzazione di alcuni servizi.
A spiegare nel dettaglio l’operazione è il sindaco Riccardo Fasoli, che chiarisce come l’investimento comunale riguardi soprattutto la realizzazione di un impianto di raffrescamento in tutti i locali: “Come Comune investiamo poco meno di 70 mila euro e realizziamo il raffrescamento dell’intera struttura – spiega il primo cittadino –. È un intervento che serviva da tempo, per rendere più fruibili gli spazi di segreteria, le sale d’attesa, l’area prelievi e soprattutto il piano superiore”.
Proprio ai piani alti si concentrano alcuni dei servizi maggiormente frequentati da bambini, famiglie e donne: qui trovano spazio il pediatra di libera scelta, il consultorio e il servizio di ginecologia. Ambienti che nei periodi più caldi dell’anno soffrivano particolarmente le alte temperature.
Quattro fasi di lavori per non chiudere l’intera Casa di Comunità
La scelta è stata quella di suddividere il cantiere in quattro lotti successivi, intervenendo ogni settimana su una porzione differente dell’edificio. “Lavoreremo prima su un lato e poi sull’altro al piano terra. Poi al piano superiore, prima su un lato e poi sull’altro, proprio per evitare la chiusura completa della struttura – chiarisce il sindaco –. L’obiettivo è procedere una settimana per area e completare tutto nell’arco di quattro settimane”.
La prima fase, dal 24 al 29 agosto, riguarderà il Punto Unico di Accesso, il Medico di Assistenza Primaria e l’Infermiere di Famiglia e Comunità, con chiusura degli uffici situati al piano rialzato, blocco sinistro. Dal 31 agosto al 5 settembre toccherà invece al Consultorio, nella parte destra del primo piano. La terza fase, dal 7 al 12 settembre, interesserà CUP, Scelta e Revoca, Laboratorio Analisi e gli ambulatori di Cardiologia e Otorinolaringoiatria, al piano rialzato, blocco destro. Infine, dal 14 al 19 settembre, i lavori torneranno a interessare il Consultorio, questa volta nel blocco sinistro del primo piano.
ASST Lecco ha precisato che, durante le diverse fasi, alcuni servizi non saranno accessibili e potranno essere temporaneamente trasferiti in altri locali o sottoposti a modifiche organizzative. Al momento, tuttavia, non sono state indicate nel comunicato sedi alternative puntuali per ciascuna attività. Per informazioni e necessità urgenti è possibile rivolgersi alla Segreteria del Distretto di Bellano ai numeri 0341/822102 e 0341/822103.
Il fatto che il cantiere inizi alla fine di agosto, quando l’estate volge ormai al termine, dipende secondo Fasoli dai tempi amministrativi necessari per finanziare e affidare l’intervento. “Ci sarebbe piaciuto procedere con gli interventi all’inizio della stagione estiva – osserva – ma quest’anno abbiamo avuto le elezioni e non era possibile intervenire subito con l’avanzo di amministrazione. Poi ci sono stati i tempi tecnici per gli acquisti e per l’organizzazione dei lavori”.
L’intervento comunale si affianca a quanto già fatto da ASST Lecco, che ha provveduto alla tinteggiatura dell’edificio. Quanto agli eventuali lavori futuri, Fasoli non segnala al momento particolari criticità strutturali: “Vedremo successivamente se sarà necessario intervenire anche sui serramenti, ma al momento non abbiamo criticità”.
Per il sindaco il cantiere rappresenta però soltanto una parte della questione. La sfida più importante riguarda infatti il funzionamento quotidiano e il progressivo potenziamento dei servizi sanitari territoriali. “La Casa di Comunità è già operativa – sottolinea Fasoli –. Abbiamo servizi di ginecologia, cardiologia, pediatra di libera scelta, il medico presente nella fascia diurna durante la settimana e il servizio di continuità assistenziale nel fine settimana”. Il giudizio sulla prospettiva della struttura è positivo. La collocazione stessa, secondo il sindaco, rappresenta un punto di forza: nell’area gravitano infatti anche la Casa di riposo e il Soccorso degli Alpini, creando le condizioni per costruire nel tempo un vero polo di assistenza territoriale.
“Credo che la Casa di Comunità possa avere un grande futuro – afferma Fasoli –. Anche l’assistenza sociale di comunità sta iniziando a prendere contatti con i servizi sociali: può diventare un punto di riferimento soprattutto per le persone fragili, che hanno bisogno non soltanto di una singola prestazione ma di essere accompagnate all’interno di un percorso di cura”.
Il nodo della continuità assistenziale
Resta tuttavia un problema che il sindaco considera centrale: quello della presenza effettiva e continuativa dei medici. Mandello e Abbadia costituiscono insieme un bacino di popolazione importante e, secondo Fasoli, sarebbe quindi fondamentale rendere più stabile ed efficiente il servizio di continuità assistenziale. “Il tema grosso oggi è soprattutto organizzativo – osserva –. Dobbiamo fare in modo che i cittadini trovino realmente a Mandello i servizi che vengono indicati come presenti, evitando quando possibile che vengano indirizzati a Bellano”.
Il problema, aggiunge, è legato anche alla difficoltà nel reperire medici, una criticità che non riguarda soltanto Mandello ma che si ripercuote concretamente sull’organizzazione dei turni. “Dobbiamo capire come rendere più efficiente la guardia medica a Mandello – continua Fasoli –. Capita che il servizio venga indicato come disponibile ma che, nei fatti, il medico non sia presente. Questo è un aspetto sul quale bisogna lavorare”.
Il mese di cantiere servirà dunque a migliorare concretamente gli spazi, ma per l’Amministrazione l’obiettivo di medio periodo è più ampio: fare in modo che la Casa di Comunità diventi un presidio sanitario e sociosanitario sempre più completo, capace di intercettare i bisogni prima che il cittadino sia costretto a rivolgersi altrove.
Dal 24 agosto inizieranno quindi i lavori materiali. Dopo il 19 settembre, con la conclusione delle quattro fasi previste, la partita tornerà soprattutto sui servizi. “La struttura c’è ed è già attiva – conclude Fasoli –. Ora bisogna continuare a farla crescere dal punto di vista organizzativo e delle presenze professionali. Le potenzialità ci sono tutte”.
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