Seconda giornata di Motoraduno con motociclisti da tutta Europa, mezzi storici, stand e un paese trasformato nella casa dell’Aquila
Grande richiamo per il nuovo museo e gli spazi rinnovati di via Parodi. Sabato la parata, domenica la lotteria con in palio una V7 Sport in livrea esclusiva
MANDELLO – Una Moto Guzzi parcheggiata davanti a un bar, un gruppo di motociclisti con le toppe del proprio club, un serbatoio rosso lucidato come uno specchio, una vecchia targa straniera, una fila di moto che si allunga lungo via Parodi. La seconda giornata del Motoraduno Internazionale Città della Moto Guzzi, oggi, venerdì 4 settembre, ha restituito ancora una volta quell’immagine che a Mandello torna ciclicamente ma che non diventa mai davvero ordinaria: un paese intero che per qualche giorno sembra parlare una sola lingua, quella dell’Aquila.
Moto moderne e modelli d’epoca convivono quasi senza distinzione, schierati uno accanto all’altro. Ci sono le rosse più classiche, le carene da corsa, i sidecar, le preparazioni speciali, i mezzi che portano addosso i segni di viaggi lunghi migliaia di chilometri. E poi dettagli che sembrano usciti da un’altra epoca: caschi in cuoio con gli occhialoni, vecchi motori lucidati, borse da viaggio consumate, targhe straniere e adesivi raccolti negli anni.

Uno dei punti dove l’afflusso è più evidente è naturalmente via Emanuele Vittorio Parodi, davanti allo storico stabilimento Moto Guzzi. Qui, per buona parte della giornata, si sono formate lunghe code di persone dirette al nuovo Polo, inaugurato soltanto due giorni fa e aperto al pubblico proprio in concomitanza con il Motoraduno.
Il nuovo complesso è uno dei grandi elementi di novità dell’edizione 2026: dopo quasi cinque anni di lavori, lo stabilimento si presenta profondamente rinnovato, con nuovo museo, spazi per eventi, shop, caffetteria e ambienti pensati per rendere il sito di Mandello non soltanto fabbrica, ma anche luogo da visitare e vivere. E oggi lo si è visto con chiarezza. Davanti all’ingresso, dietro le transenne nere con il logo Moto Guzzi, la fila si è allungata lungo la strada, mentre nel piazzale e nelle vie vicine le moto occupavano ogni spazio disponibile. È probabilmente questa una delle immagini simbolo del Motoraduno 2026: la fabbrica davanti, le Grigne alle spalle e centinaia di appassionati in attesa di entrare nella nuova casa dell’Aquila.
Ma il Motoraduno non vive soltanto attorno allo storico stabilimento. Nelle vie del centro si incontrano esposizioni, stand e piccoli mondi costruiti attorno alla passione Guzzi. In una vetrina, decine di modellini riproducono alcuni dei modelli più celebri; poco più avanti compaiono borse, gadget e oggetti con il marchio dell’Aquila.
In piazza si passa dalle moto da turismo alle storiche Guzzi da competizione, fino a mezzi molto più recenti. Il rosso domina, ma non è l’unico colore. Ci sono il verde delle carene da corsa, l’alluminio dei serbatoi, il nero delle moto moderne, insieme ai colori dei club arrivati da ogni parte d’Italia e dall’estero. E poi ci sono i guzzisti stessi, forse la componente più caratteristica di tutte: magliette, gilet di pelle, stemmi cuciti uno sopra l’altro, anni e raduni portati addosso quasi fossero una carta d’identità.

C’è anche chi si ferma davanti alla statua di Carlo Guzzi, chi la fotografa e chi, con naturalezza, gli mette un braccio sulle spalle per una foto ricordo. Una scena semplice, ma che racconta molto del rapporto tra il marchio e i suoi appassionati. Perché a Mandello il Motoraduno non è soltanto un’esposizione di motociclette. È anche il ritorno in un luogo che per molti ha un valore simbolico: qui è nata Moto Guzzi nel 1921, qui continua a produrre e qui, nel 2026, ha appena inaugurato una nuova fase della propria storia.
Non sorprende quindi vedere motociclisti arrivati con mezzi modernissimi fermarsi a lungo davanti a una vecchia Guzzi degli anni Quaranta o Cinquanta, oppure fotografare un motore, una carena o una targa.

Sabato il giorno della grande parata
Il Motoraduno entrerà domani, sabato 5 settembre, in una delle sue giornate più attese. L’appuntamento centrale sarà la parata motociclistica per i 105 anni di Moto Guzzi, con circa 500 motociclisti pronti a partire dal Centro Polisportivo del Bione, a Lecco. La carovana attraverserà la città e il lungolago, per poi raggiungere la SS36, passare da Abbadia Lariana e arrivare a Mandello. Uno dei momenti più significativi sarà proprio il transito davanti allo storico ingresso dello stabilimento di via Parodi 63, prima dell’arrivo in via della Costituzione.
Per consentire il passaggio della parata sono previste anche chiusure temporanee della Statale 36, gestite dalla Polizia Stradale e limitate al tempo necessario al transito della carovana. Per tutta la giornata continueranno poi le visite al Museo Moto Guzzi e alle esposizioni, insieme agli stand, agli appuntamenti culturali, alle iniziative per bambini, al Mercatino dell’Aquila e agli spettacoli. Tra le attrazioni presenti anche il Muro della Morte, oltre alle esposizioni di Moto Guzzi storiche da competizione, motocarri, moto-sculture, special e mezzi particolari.

Domenica il gran finale e la lotteria
La festa proseguirà fino a domenica 6 settembre. Il Mercatino dell’Aquila resterà aperto dalle 9 alle 16, mentre museo, mostre ed esposizioni saranno visitabili fino alle 18. Proseguiranno anche le attività dedicate ai bambini e gli spettacoli del Muro della Morte.
Alle 11, in Piazza Garibaldi, è previsto il concerto degli Area Vasco, mentre alle 14.30 in Piazza del Mercato arriverà il raid motociclistico Milano-Budapest-Milano. Alle 15, sempre in Piazza del Mercato, arriverà uno dei momenti tradizionalmente più attesi: l’estrazione della lotteria del Motoraduno, seguita dai saluti finali e dalla chiusura ufficiale della manifestazione.E quest’anno anche la lotteria celebra in modo particolare i 105 anni dell’Aquila.
Il primo premio sarà una Moto Guzzi V7 Sport rossa con una livrea esclusiva dedicata all’evento. Al secondo estratto andrà un buono viaggio del valore di mille euro, mentre tra gli altri premi figurano un giubbotto in pelle Moto Guzzi, un casco Adventure brandizzato, una borsa da moto MyTech Top Bag e il cofanetto in due volumi “Moto Guzzi, l’idea che ha cambiato Mandello”.
I biglietti sono disponibili anche nei punti informativi allestiti all’ingresso della fabbrica e in Piazza Garibaldi.

Mandello, per quattro giorni, torna a essere “casa”
Intanto la seconda giornata scorre tra chi arriva, chi riparte, chi si ferma a osservare una moto per dieci minuti e chi incrocia qualcuno incontrato magari a un Motoraduno di molti anni fa.
Le strade piene, i motori che si accendono continuamente, le file davanti alla fabbrica, le lingue diverse che si mescolano nei bar e nei cortili raccontano un evento che continua ad avere una natura difficile da ridurre a un semplice raduno motociclistico.
Quest’anno, più che mai, c’è anche la sensazione di assistere a un passaggio tra epoche: fuori le Moto Guzzi di ogni generazione, dentro una fabbrica che ha appena cambiato volto; da una parte la memoria industriale di Mandello, dall’altra il nuovo museo e gli spazi del futuro. E in mezzo ci sono loro, i guzzisti, tornati ancora una volta dove tutto è cominciato.
Perché per quattro giorni, sulle targhe si possono leggere Germania, Belgio, Francia, Svizzera o qualsiasi altra provenienza. Ma la destinazione è una sola: Mandello.
GALLERIA FOTOGRAFICA
Non fermarti alle notizie suggerite dall’algoritmo.
Su Google scegli Lecconotizie.com per un’informazione verificata.


RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL














































