Moto Guzzi, inaugurata la nuova casa dell’Aquila a Mandello. Presente anche Fontana

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Taglio del nastro questo pomeriggio nello stabilimento di via Parodi dopo quasi cinque anni di lavori

Nuova fabbrica, nuovo museo, spazi per eventi e servizi in un unico polo. Fasoli: “Un sogno da mandellese che si realizza. Ora bisogna tenerlo aperto e farlo vivere”

MANDELLO – La Moto Guzzi cambia volto senza lasciare Mandello e, soprattutto, senza recidere il legame con il luogo in cui la sua storia è cominciata. Lo fa con forme nuove, avvolgenti, che si inseriscono ai piedi delle Grigne: volumi grigi e neri, il rosso acceso dello store, il giallo della caffetteria e, tutt’attorno, il profilo delle montagne che continua a ricordare dove la casa dell’Aquila ha avuto i natali. Questo pomeriggio, mercoledì 2 settembre, nello storico stabilimento di via Parodi è stato inaugurato il nuovo polo Moto Guzzi, risultato di un lungo percorso di trasformazione che ha interessato insieme produzione, museo e spazi destinati ad accogliere il pubblico.

Già dall’esterno il colpo d’occhio racconta la svolta. Gli edifici storici e industriali dialogano con corpi architettonici dalle linee morbide e curve, ciascuno con una propria identità cromatica. Un luogo che conserva il carattere di fabbrica, ma che ora invita anche a entrare, fermarsi, osservare.

Il taglio del nastro col presidente Fontana

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sottosegretario regionale Mauro Piazza, rappresentanti delle istituzioni e del territorio, i vertici del Gruppo Piaggio (che detiene la proprietà del noto marchio di motociclette mandellese) con Matteo e Michele Colaninno e il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli, oltre alla presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e al presidente di Confindustria Lecco Sondrio Marco Campanari.

“Moto Guzzi è un marchio che, da oltre un secolo, porta nel mondo il nome di Mandello del Lario, del territorio lecchese e dell’intera Lombardia. Questo nuovo polo è un investimento sul futuro, capace di custodire il nucleo storico dello stabilimento e nello stesso tempo di aprire una nuova stagione produttiva”, così è intervenuto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Qui – ha aggiunto il governatore – la tradizione non è nostalgia ma una radice solida dalla quale continuare a innovare. Nuove tecnologie, linee produttive avanzate e spazi aperti al pubblico dialogano con la memoria industriale e con i simboli che hanno reso celebre l’azienda. È questa la forza autentica della manifattura lombarda. Saper evolvere senza smarrire la propria identità, coniugando competenze, qualità, creatività e capacità di competere sui mercati internazionali”. Il legame tra Moto Guzzi e Mandello è profondo e inscindibile: la fabbrica non è soltanto un luogo di produzione ma parte della vita, della cultura del lavoro e dell’identità di questa comunità. “Il nuovo stabilimento – ha osservato Fontana –  rafforza questo rapporto e offre nuove opportunità anche al territorio lecchese, in termini di occupazione qualificata, attrattività, turismo industriale e valorizzazione delle eccellenze locali. Regione Lombardia – ha aggiunto il presidente  –  guarda con orgoglio a questa realtà, che interpreta al meglio la vocazione della nostra terra: produrre bellezza, tecnologia e valore, mantenendo saldo il rapporto con le persone e con i luoghi”.

“Un investimento significativo – ha sottolineato invece il sottosegretario Mauro Piazza – che testimonia la capacità attrattiva del nostro territorio, anche per quanto riguarda l’industria manifatturiera. Un investimento che guarda anche al turismo, grazie alla presenza dello straordinario Museo della Moto Guzzi, che rappresenta un’ulteriore opportunità per i tanti turisti che scelgono il Lago di Como e la riviera lecchese. Un’occasione per conoscere e approfondire la storia della Moto Guzzi e, attraverso di essa, quella industriale della nostra terra, una storia di primissimo piano e di grande prestigio”.

La nuova configurazione dello stabilimento porta la firma dell’architetto statunitense Greg Lynn e punta a far convivere nello stesso complesso la dimensione industriale e quella aperta ai visitatori. Il nuovo polo Moto Guzzi ha richiesto un investimento di circa 40 milioni di euro. Il progetto non ha riguardato soltanto il museo, ma anche una trasformazione molto più ampia dello storico stabilimento di via Parodi. Sono stati realizzati un nuovo magazzino, un nuovo reparto per il montaggio dei motori e un ampliamento dell’area di montaggio dei veicoli, oltre a nuovi spazi destinati al personale. Sul fronte dell’accoglienza, sono stati realizzati un auditorium, il nuovo museo, il reparto dedicato al Registro Storico, il bookshop, un nuovo negozio e un bar. A completare il ridisegno degli spazi ci saranno anche due nuove piazze, una davanti al museo e una davanti alla storica galleria del vento, oltre a due nuovi collegamenti interni.

Per Mandello si tratta del punto d’arrivo di un progetto che l’Amministrazione comunale segue da oltre un decennio.

“Sono undici anni che lavoriamo a questo progetto, praticamente dal giorno dopo le elezioni del 2015”, ricorda Fasoli. Il sindaco riporta l’inizio del percorso che oggi si è concluso ai primi confronti con Roberto Colaninno, allora amministratore delegato del Gruppo Piaggio scomparso nel 2023, al quale attribuisce un ruolo decisivo nel dare concretezza a un’idea che allora appariva tutt’altro che scontata. “Roberto ci ha creduto quando non ci credeva nessuno e ha lasciato ai propri figli la volontà di portare avanti questo progetto”.

Nel tempo, racconta Fasoli, anche il contributo di Greg Lynn è stato determinante nel modificare il modo di immaginare il futuro della fabbrica. “Ha fatto capire quanto possa fare la differenza avere un museo vero, inserito dentro un luogo che continua a produrre. Per me è un sogno che si realizza: un sogno da cittadino e un sogno da mandellese”.

E proprio il museo, oggi, restituisce visivamente questa idea. Gli ambienti sono chiari, essenziali, quasi completamente bianchi, e lasciano alle motociclette il compito di dare colore al percorso. Le grandi aperture circolari proiettano sulle pareti ombre che richiamano ingranaggi e ruote, mentre le moto emergono su pedane pulite, come oggetti tecnici ma anche come pezzi di design.

Un progetto che solo pochi anni fa, ricorda ancora il primo cittadino, sembrava lontanissimo: “Pezzettino per pezzettino siamo riusciti tutti insieme ad arrivare a un risultato concreto. Cinque anni fa sembrava una chimera”.

Una parte importante del percorso ha riguardato anche gli aspetti urbanistici necessari alla trasformazione del comparto. Fasoli richiama il lavoro svolto dall’Amministrazione e dagli uffici comunali per l’attività legata alla pianificazione. “Quando abbiamo impostato la variante al PGT abbiamo preso in considerazione questo progetto. Nel giro di un anno la variante era fatta e poco dopo c’erano già le condizioni per poter costruire. L’Ufficio tecnico ha fatto un lavoro straordinario”.

Negli ultimi anni il cantiere Moto Guzzi è diventato uno degli interventi di maggiore rilievo per Mandello, accompagnando il paese verso l’appuntamento del 2026 e verso la riapertura completa degli spazi dell’Aquila. Oggi, entrando nel nuovo complesso, il cambiamento è immediatamente percepibile. Nel grande piazzale interno i visitatori si muovono tra superfici metalliche e volumi colorati, mentre dalle aperture si intravedono le montagne. È un contrasto continuo tra industria e paesaggio, tra il metallo delle motociclette e il verde del versante che sale appena oltre lo stabilimento.

È proprio questo uno degli elementi sui quali insiste Fasoli: il nuovo polo non sostituisce la fabbrica con un contenitore turistico, ma mette insieme le due anime: “La cosa importante adesso è tenerlo aperto e farlo vivere. Deve essere un luogo di aggregazione e nello stesso tempo resta un luogo di lavoro. Le basi ci sono tutte, ci siamo garantiti il futuro”.

Il percorso destinato ai visitatori rende evidente questa volontà. Il nuovo polo non è isolato dal resto del complesso, ma si inserisce in un sistema che comprende museo, negozio, caffetteria, spazi di incontro e affacci sulla fabbrica. La nuova organizzazione dovrebbe inoltre permettere di ospitare eventi senza interferenze con la produzione che in passato rendevano più complessa la gestione delle grandi manifestazioni. “Non ci sarà più necessariamente l’interruzione produttiva durante gli eventi. Oggi ci sono spazi che permettono di far convivere le diverse attività”.

Più di duecento moto, dai primi modelli alle corse

Il cuore emotivo del nuovo polo resta però il Museo Moto Guzzi. La visita comincia quasi come un viaggio nel tempo. Le motociclette più antiche si alternano ai modelli stradali, ai mezzi da competizione e alle macchine che hanno accompagnato epoche molto diverse della storia del marchio. In una sala domina una delle prime Moto Guzzi, isolata su una pedana sotto la scritta “L’Aquila”. Poco più avanti i colori cambiano: il rosso delle moto da corsa riempie interi ambienti, mentre altre sezioni conducono verso modelli più recenti, moto da circuito e mezzi legati agli utilizzi più disparati.

Non mancano alcuni simboli della storia tecnica del marchio. Tra questi spicca la ricostruzione della Galleria del Vento, memoria di quella ricerca aerodinamica che rese Moto Guzzi pioniera nel settore, affiancata dalle motociclette da competizione. C’è poi una sezione dedicata alla Canottieri Moto Guzzi. E ancora l’Archivio, a ricordare che dietro le moto esposte esiste un patrimonio fatto anche di documenti, progetti, fotografie e memoria industriale.

Il museo non punta a ripercorre la storia del marchio dell’Aquila in maniera minuziosa, piuttosto portare esempi di cosa è stata la Moto Guzzi: “Se racconti la storia della Guzzi devi mettere i nomi di tutti coloro che hanno contribuito a dargli forma, e non sarebbe possibile. Dietro una gara, un primato, una motocicletta c’è qualcuno che ha fatto qualcosa perché quella storia esistesse”.

La collezione consente così di attraversare mondi molto diversi: moto da competizione e stradali, mezzi militari, veicoli da lavoro, modelli legati ai grandi record del passato e testimonianze più recenti. “Ci sono più di duecento mezzi e ancora tante cose che si possono recuperare. Il bello di questa struttura è che non deve essere immobile: si potrà cambiare, recuperare materiale, raccontare ogni volta aspetti diversi”, sempre Fasoli.

“L’idea è far vivere Moto Guzzi tutto l’anno”

La vera sfida comincerà dopo l’inaugurazione. Fasoli guarda a un modello nel quale il polo possa generare interesse anche lontano dai giorni tradizionalmente legati al Motoraduno. “Da qui a Natale si potranno magari organizzare già altri eventi. Ora finalmente abbiamo uno spazio che può essere utilizzato davvero”. E il nuovo polo, visto oggi per la prima volta nella sua interezza, sembra costruito proprio con questa logica: non un museo separato dalla fabbrica, non una fabbrica chiusa al paese, ma un piccolo quartiere Moto Guzzi dentro Mandello, con percorsi, piazze, luoghi in cui sostare e spazi capaci di cambiare funzione.

Domani parte il Motoraduno dei 105 anni

L’inaugurazione arriva proprio alla vigilia del Motoraduno Internazionale Città della Moto Guzzi, in programma da domani, giovedì 3 settembre, fino a domenica 6.

L’edizione 2026 assume un valore particolare perché coincide con i 105 anni dalla fondazione di Moto Guzzi, avvenuta nel 1921, e con l’apertura dei nuovi spazi dello stabilimento. Il programma si aprirà con il Guzzi Grand Tour e proseguirà nei quattro giorni con visite al museo, test ride, esposizioni di moto storiche, mostre, appuntamenti culturali, musica, mercatini e iniziative dedicate anche alle famiglie.

Tra gli appuntamenti annunciati figurano inoltre il Custom Street Contest, il Mercatino dell’Aquila, le esposizioni dedicate alle moto storiche e da competizione e i numerosi eventi distribuiti nel paese. Uno dei momenti più attesi sarà la parata di sabato 5 settembre, che accompagnerà centinaia di motociclisti verso Mandello, inserendosi in quattro giorni nei quali il paese tornerà a essere il punto di ritrovo per gli appassionati provenienti dall’Italia e dall’estero. Sarà anche la prima occasione per vedere il nuovo polo riempirsi non soltanto di autorità e invitati, ma soprattutto di guzzisti.

Un luogo dove le motociclette raccontano più di un secolo di storia dentro sale completamente rinnovate, l’Aquila che campeggia ancora sulle pareti e, appena fuori, le Grigne da secoli al loro posto. Moto Guzzi cambia pelle, ma continua a chiamare Mandello casa.

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