Perledo, lo Smart Bus diventa realtà: dal 21 settembre parte il nuovo servizio

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Sedili autobus generica pixabay
(foto archivio)

Dopo mesi di confronto e un sondaggio che aveva raccolto il 98,5% di consensi, prende il via la sperimentazione voluta dal Comune

Sei corse al giorno, biglietto a 2 euro e abbonamento mensile a 30. Il servizio partirà per quattro mesi, con possibilità di proroga fino a giugno

PERLEDO – Dopo mesi di confronto, il nuovo servizio di trasporto tra le frazioni di Perledo è pronto a partire. Dal 21 settembre entrerà in funzione il Perledo Smart Bus, nuovo servizio pensato per collegare i nuclei più periferici al centro del paese, alla stazione ferroviaria di Varenna-Esino-Perledo e a Bellano.

Sei corse al giorno, tariffe autonome rispetto al normale Tpl e una prima fase sperimentale durante la quale il Comune raccoglierà dati su passeggeri, fasce orarie e utilizzo effettivo. Il punto di partenza è però già molto chiaro: raggiungere quelle località che oggi restano fuori dalla rete ordinaria e rendere più semplice la quotidianità di residenti, studenti e pendolari.

L’idea era riemersa a marzo, quando l’Amministrazione aveva lanciato un questionario per capire se un servizio integrativo tra le frazioni avesse effettivamente una domanda sufficiente. Un progetto già preso in considerazione all’inizio della legislatura, ma allora frenato dalle caratteristiche della viabilità locale. Poche settimane dopo erano arrivate le prime indicazioni di una partecipazione significativa; a fine maggio il Comune aveva quindi messo sul tavolo una prima ipotesi operativa e stanziato le risorse necessarie, convocando un incontro pubblico con la popolazione.

Il responso definitivo aveva dato una spinta decisiva al progetto: 199 risposte valide e il 98,5% dei cittadini e degli operatori favorevole all’introduzione del servizio. Tra i residenti, il 70,1% aveva inoltre indicato la necessità di un collegamento durante tutto l’anno, mentre l’88% delle strutture turistiche si era detto disponibile a contribuire a un modello di sostegno economico. Ora quella sperimentazione è pronta a cominciare.

Sei corse e un percorso che entra nelle frazioni

Il servizio avrà come estremi Bologna e Bellano, attraversando una lunga serie di località di Perledo. Le fermate previste sono Bologna Alta, Gisazio, Cusola, Regoledo, Cestaglia-Sacra Famiglia, Gittana al bivio per Vernasco, Cava Alta, Perledo Centro in via alle Scuole, la stazione ferroviaria di Varenna-Esino-Perledo, Riva di Gittana e la stazione di Bellano.

Tre corse partiranno da Bologna: alle 6.15, con arrivo a Bellano alle 6.55; alle 8.30, con arrivo alle 9.15; e alle 18.30, con arrivo alle 19. In senso opposto, le partenze da Bellano saranno alle 8.05, con arrivo a Bologna alle 8.30; alle 11.15, con arrivo alle 12; e alle 17.50, con arrivo alle 18.30. Le prime quattro corse saranno effettuate dal lunedì al sabato, mentre quelle delle 17.50 e delle 18.30 saranno attive dal lunedì al venerdì.

Il Comune ha costruito gli orari cercando, da una parte, le coincidenze con i treni e, dall’altra, evitando sovrapposizioni con il trasporto scolastico, che nelle ore pomeridiane impegna già mezzi e personale. Proprio questo spiega il “vuoto” nella parte centrale del pomeriggio.

“In questo momento c’è già il servizio scolastico e gli autisti non sono disponibili per ulteriori corse – spiega il vicesindaco Mauro Gumina –. Ci aspettiamo che lo Smart Bus venga utilizzato in particolare da studenti e pendolari. Poi saranno i dati della sperimentazione a dirci se sarà necessario intervenire sugli orari o aggiungere collegamenti pomeridiani”.

Biglietto a 2 euro, abbonamento a 30

Il biglietto costerà 2 euro a corsa, mentre per chi utilizzerà con continuità il servizio sarà disponibile un abbonamento mensile da 30 euro. I titoli di viaggio potranno essere acquistati anche direttamente a bordo, ma esclusivamente attraverso pagamenti elettronici, quindi carte, bancomat o dispositivi contactless.

La bigliettazione sarà separata da quella del normale trasporto pubblico locale. Una scelta importante anche ai fini della sperimentazione, perché consentirà al Comune di sapere con precisione quante persone avranno utilizzato lo Smart Bus e in quali momenti della giornata. L’attivazione del servizio ha richiesto un percorso condiviso anche con l’Agenzia del Tpl del bacino di Como, Lecco e Varese.

“C’è grande soddisfazione per l’avvio di questa importante sperimentazione, che permetterà certamente lo sviluppo delle frazioni avvicinando i cittadini ai servizi”, sottolinea Gumina. Il vicesindaco ringrazia in particolare “l’Agenzia del Tpl e Marisa Fondra, insieme al direttore dottor Colombo, per il costante e fondamentale supporto fornito durante tutto l’iter procedurale”, oltre agli uffici comunali e agli amministratori che hanno accompagnato il progetto.

Circa 46 mila euro per la prima fase

Lo Smart Bus sarà sostenuto dal Comune. La prima fase operativa, secondo quanto spiegato dal vicesindaco, avrà indicativamente un costo di circa 46 mila euro per il primo quadrimestre, cifra dalla quale dovranno essere sottratti gli introiti derivanti da biglietti e abbonamenti. Dal punto di vista operativo, il Comune ha impostato in questa prima fase un contratto di circa quattro mesi, dal 21 settembre alla fine di gennaio, con la possibilità di proseguire per un ulteriore periodo e arrivare indicativamente fino a giugno 2027.

È proprio durante questi mesi che verranno verificati numeri e sostenibilità del progetto: “Valuteremo l’utilizzo effettivo del servizio, perché avendo una bigliettazione distinta potremo avere dati precisi – continua Gumina –. Capiremo se portarlo avanti così com’è oppure se modificare gli orari sulla base delle necessità che emergeranno”.

Per ora niente carnet per le strutture ricettive

Tra le ipotesi emerse durante il confronto dei mesi scorsi c’era anche quella dei carnet acquistabili dalle strutture ricettive e messi poi a disposizione degli ospiti.

L’idea resta sul tavolo, ma non verrà introdotta immediatamente. “Abbiamo la disponibilità a prevedere i carnet, ma in questa fase di sperimentazione non vogliamo chiedere alle attività di acquistarli essendo ormai terminata la stagione turistica – chiarisce Gumina –. Riprenderemo il tema in primavera”.

La scelta si lega anche alla volontà di utilizzare lo Smart Bus non esclusivamente come collegamento per i residenti, ma come uno degli strumenti attraverso cui affrontare gli effetti di una pressione turistica cresciuta negli ultimi anni. Nella delibera che ha dato forma al progetto, il Comune richiama infatti l’aumento del traffico privato e della pressione sulle aree di sosta, ma anche la volontà di favorire una maggiore destagionalizzazione dei flussi turistici.

Dalla mobilità allo spopolamento delle frazioni

Sin dall’avvio del progetto, l’Amministrazione aveva però insistito soprattutto su un altro aspetto: la mobilità come condizione necessaria per mantenere vive le frazioni. A maggio Gumina aveva spiegato come la possibilità di raggiungere servizi, stazioni e centri vicini senza dipendere necessariamente dall’automobile fosse uno degli strumenti attraverso cui provare a contrastare l’isolamento dei nuclei più periferici e, nel lungo periodo, lo spopolamento.

Il sondaggio aveva confermato che la domanda non arrivava soltanto dal turismo. Tra le risposte erano ben rappresentate anche le fasce adulte e anziane, per le quali poter raggiungere servizi, commissioni, visite, treni e attività quotidiane rappresenta un bisogno concreto. Lo Smart Bus si affianca inoltre a un sistema di mobilità che a Perledo già comprende il Night Bus, confermato anche nel 2026 per collegare nelle ore serali la zona del lago con le frazioni durante la stagione di maggiore afflusso turistico. Quest’anno il servizio serale è stato potenziato con due van da otto posti ed è previsto fino al 15 ottobre.

La differenza, però, è sostanziale: con il nuovo collegamento diurno l’obiettivo si sposta soprattutto sulla mobilità quotidiana, sui collegamenti ferroviari e sull’accessibilità delle frazioni durante l’intero arco della giornata.

Dal 21 settembre inizierà dunque la prova sul campo. Dopo il sondaggio, le assemblee, le ipotesi e il confronto con gli enti competenti, saranno i passeggeri a stabilire se il modello costruito in questi mesi potrà diventare, in futuro, un servizio stabile del territorio.

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