Presentati in sala civica i risultati definitivi dell’indagine sul Trasporto Pubblico Locale integrativo
199 risposte valide, richiesta di servizio annuale da parte del 70,1% dei residenti e sostegno dell’88% delle strutture turistiche al modello di co-finanziamento
PERLEDO – Il 98,5% dei partecipanti è favorevole all’attivazione del servizio, il 70,1% dei residenti lo chiede per tutto l’anno e l’88% delle strutture turistiche è disposto a contribuire economicamente alla sua sostenibilità. Sono i numeri che emergono dall’analisi definitiva del sondaggio sul nuovo Trasporto Pubblico Locale integrativo di Perledo, una consultazione che ha raccolto ben 199 risposte valide tra cittadini e operatori economici del territorio.
Dati che fotografano una domanda di mobilità forte, diffusa e trasversale e che rappresentano la base sulla quale l’Amministrazione comunale ha costruito il progetto del nuovo Perledo Smart Bus, presentato nei giorni scorsi alla cittadinanza durante un incontro pubblico nella sala civica comunale. A illustrare l’analisi definitiva è stato il vicesindaco Mauro Gumina, che ha ricostruito il percorso di ascolto avviato nelle scorse settimane e tradotto ora in una prima proposta concreta di servizio.
Le 199 risposte valide rappresentano una partecipazione particolarmente significativa per un Comune delle dimensioni di Perledo. Di queste, 109 provengono da privati cittadini, mentre 90 arrivano dal comparto turistico-economico, composto da aziende e strutture ricettive del territorio. Prima dell’elaborazione finale, l’Amministrazione ha effettuato una rigorosa attività di verifica e pulizia dei dati, eliminando eventuali anomalie e garantendo così la massima attendibilità del campione.
L’indagine evidenzia inoltre come il bisogno di mobilità interessi soprattutto le fasce adulte della popolazione, cioè quelle che affrontano quotidianamente la necessità di spostarsi per lavoro, studio, commissioni, servizi e visite mediche. La fascia tra i 50 e i 60 anni rappresenta il picco assoluto delle risposte, con 26 compilazioni, mentre risultano fortemente rappresentate anche le fasce tra i 40 e i 50 anni e tra i 60 e i 70 anni. Particolarmente rilevante anche la presenza di cittadini tra i 70 e i 90 anni, spesso privi di patente o maggiormente esposti al rischio di isolamento nelle frazioni più periferiche.
Il consenso verso il nuovo servizio appare quasi unanime. Il 98,5% dei rispondenti ritiene infatti utile e necessario l’avvio del TPL integrativo. Il dato resta altissimo sia tra i cittadini sia tra le attività economiche: tra i privati il consenso raggiunge il 98,2%, mentre tra aziende e strutture ricettive sale al 98,9%. Un risultato che conferma come la mobilità frazionale venga percepita non soltanto come un servizio accessorio, ma come una necessità concreta per la vita quotidiana del paese.
Un altro elemento centrale riguarda la continuità temporale del servizio. Il sondaggio ha infatti confermato che la richiesta di collegamento non è legata esclusivamente alla stagione estiva o ai picchi turistici. Il 70,1% dei residenti chiede un servizio attivo durante tutto l’anno, perché la necessità di collegamento con la stazione, i servizi essenziali e i centri di riferimento resta stabile anche nei mesi invernali. La stessa esigenza emerge dal comparto turistico, dove il 73,9% delle aziende indica una richiesta annuale, pur riconoscendo una naturale intensificazione della domanda nei mesi più caldi, tra aprile e settembre.
I principali motivi d’uso indicati dai cittadini confermano la necessità di strutturare il servizio attorno ad alcune funzioni essenziali: il collegamento con la rete ferroviaria, l’accesso ai mercati e alla spesa quotidiana, il raggiungimento dei servizi sanitari e la possibilità di muoversi senza dipendere esclusivamente dall’automobile privata o dall’aiuto di parenti e amici. Le finestre orarie più richieste sono quelle tra le 18.00 e le 19.00, individuate come fascia di massimo picco, seguite dalla fascia 17.00-18.00, legata al rientro di pendolari e studenti, e dalla fascia 10.00-11.00, utile per commissioni, spesa e servizi.
Proprio da queste esigenze nasce il Perledo Smart Bus, pensato come una risposta diretta ai bisogni emersi dal territorio. Il progetto vuole ridurre la distanza tra frazioni e servizi, abbattere l’isolamento dei cittadini non patentati, diminuire il traffico e l’inquinamento e contribuire a contrastare lo spopolamento delle aree meno servite dal trasporto di linea. Non si tratta quindi soltanto di una nuova linea di autobus, ma di uno strumento di coesione territoriale e sociale.
Il modello scelto dall’Amministrazione punta su una formula di sostenibilità sociale ed economica innovativa. Le risorse generate dai flussi turistici serviranno infatti a contribuire alla copertura del servizio, sostenendo indirettamente la mobilità dei residenti. In questo senso assume un ruolo decisivo il dato relativo alle strutture turistiche: l’88% delle aziende del territorio si è dichiarato favorevole ad acquistare carnet di biglietti prepagati per i propri ospiti. Le strutture, tra bed and breakfast, hotel e case vacanza, hanno manifestato un approccio prudenziale ma concreto, con un fabbisogno annuo mediano stimato in circa 100 biglietti per singola struttura e un pre-acquisto mediano dichiarato di 50 biglietti.
Questo sistema di co-finanziamento virtuoso consentirà di preservare gli equilibri del bilancio comunale e, allo stesso tempo, permetterà l’introduzione di tariffe e abbonamenti mensili fortemente agevolati per i residenti. La quasi totalità dei rispondenti ritiene congrua una tariffa del biglietto singolo posizionata entro i 2 euro a tratta, mentre il 50,5% dei privati ha espresso interesse per un abbonamento mensile nominale dedicato alla mobilità continuativa. L’abbonamento agirà quindi come una forma di protezione tariffaria per chi vive stabilmente a Perledo, lasciando al mercato turistico una quota maggiore della copertura economica attraverso i carnet.
Il progetto è stato costruito ascoltando le richieste arrivate dalla cittadinanza. Per studenti e pendolari è stato chiesto un collegamento sicuro con i treni, sia al mattino presto sia nelle fasce di rientro serali. La risposta dell’Amministrazione prevede orari calibrati sulla stazione di Varenna-Esino, così da agevolare chi studia o lavora fuori Comune. Per le esigenze quotidiane, invece, i cittadini hanno chiesto di poter scendere agevolmente dalle frazioni per fare la spesa, raggiungere i mercati, svolgere commissioni o effettuare visite mediche a Bellano o nel centro. Anche in questo caso la proposta prevede corse mirate durante la mattinata e nel primo pomeriggio, con fermate nei punti nevralgici del territorio.
La fase sperimentale prevede corse dedicate ai pendolari e agli studenti. Una prima partenza è fissata alle 6.00 da Bologna Alta, con percorso verso la Stazione FS Varenna/Perledo passando da Bivio Eliporto, Gisazio, Cusola, Regoledo, Cestaglia, Gittana, Cava Alta e Vezio. Per il rientro sono previste due corse dalla stazione, una alle 14.10, pensata in particolare per gli studenti delle scuole superiori, e una alle 17.40, dedicata a pendolari e studenti che rientrano da scuola o dal lavoro. Entrambe seguiranno il percorso inverso verso Bologna Alta.
Accanto a queste corse saranno attivati anche collegamenti quotidiani con Bellano per spesa, mercati e servizi. La corsa delle 9.00 partirà da Bologna Alta verso Bellano Stazione FS, attraversando Bologna Bivio Eliporto, Gisazio, Cusola, Regoledo, Cestaglia, Gittana, Cava Alta, Piazza Unione Europea, Vezio, Stazione FS Varenna/Perledo e Riva di Gittana. Sono poi previsti due rientri da Bellano FS verso Bologna Alta, alle 11.00 e alle 15.00, pensati per garantire flessibilità a chi deve svolgere commissioni, accedere ai servizi o raggiungere il centro.
In merito all’impatto del progetto e alla strategia adottata, il vicesindaco Mauro Gumina ha sottolineato il valore sociale del servizio: “I dati straordinari di questo sondaggio ci dicono che non stiamo semplicemente inaugurando una linea di autobus, ma stiamo attivando un’infrastruttura sociale vitale. Abitare nelle frazioni più remote del nostro vasto territorio, geograficamente suddiviso in piccoli aggregati, non deve più tradursi in una penalizzazione o nel rischio di isolamento. Con i provvedimenti che stiamo introducendo aumentiamo concretamente la gamma dei servizi a disposizione di cittadini e turisti, incrementando la qualità della vita e contrastando attivamente lo spopolamento delle nostre comunità”.
Gumina ha però chiarito che il servizio partirà come sperimentazione e che il modello dovrà essere verificato sul campo: “Voglio tuttavia essere molto chiaro: Perledo Smart Bus parte ora come una sperimentazione. Questo significa che il servizio non è scolpito nella pietra; al contrario, il supporto, il dialogo costante e il confronto quotidiano con gli utenti sul campo saranno uno dei fattori critici di successo per l’efficacia del progetto. Le curve di orari per pendolari, studenti e commissioni che abbiamo calibrato sulle stazioni di Varenna e Bellano saranno costantemente monitorate”.
Il confronto con cittadini e operatori turistici resterà quindi centrale anche dopo l’avvio del servizio. “Solo attraverso il feedback attivo della cittadinanza potremo affinare e blindare un modello che deve diventare strutturale, sostenibile e a misura di ogni singolo perledese. L’incontro è stato un momento di confronto con la popolazione e con alcuni operatori del settore turistico presenti in sala. Quello che stiamo approntando è la sperimentazione di un servizio che, ci auguriamo, possa trovare una quadratura economica e a livello di interesse generale che lo possa stabilizzare nel tempo. Contenere oggi lo spopolamento dei territori passa anche da questa tipologia di interventi che rendono fruibili anche le abitazioni delle frazioni non servite dal servizio di trasporto di linea, trasformandole in alternative residenziali valide”.
La sperimentazione del Perledo Smart Bus partirà dunque con l’obiettivo di costruire progressivamente un servizio stabile, sostenibile e realmente aderente alle esigenze della popolazione. Il feedback degli utenti sarà lo strumento principale per monitorare l’efficacia delle fermate e degli orari, correggere eventuali criticità e consolidare un modello che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, dovrà diventare una risposta concreta al diritto alla mobilità di ogni frazione del paese.
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